«Venezia vista da un gabbiano», ecco il titolo che cattura subito l’attenzione. Un gabbiano imbalsamato, sospeso tra cielo e acqua, diventa narratore di storie che la città lagunare non mostra a chi si ferma ai suoi scorci più famosi. Dietro i canali scintillanti e i palazzi antichi, c’è un mondo fatto di gesti quotidiani, di manutenzioni silenziose, di rifugi nascosti dove animali e uomini si intrecciano in un equilibrio fragile. Fino al 15 novembre, la galleria Panorama apre una finestra su questa Venezia inedita, sospesa tra passato e presente, fatta di dettagli che sfuggono allo sguardo distratto ma raccontano il vero volto della città che cambia.
Typing Bird, ideato da Pietro Vedovato e Federico Zeltman, si presenta come un ufficio spoglio. C’è una scrivania di cartone, un computer acceso e un gabbiano imbalsamato che fa da guardiano un po’ fuori dal comune. Qui gli oggetti di tutti i giorni perdono la loro funzione per diventare strumenti di racconto. Sullo schermo scorrono quattro storie che esplorano varie sfaccettature della vita veneziana. Si segue il lavoro di un elettricista che sistema i lampioni delle calli, oppure il giro di un gatto tra i padiglioni della Biennale. Ci sono poi due giovani che cercano riparo sotto una struttura fatiscente e un confronto curioso tra un netsuke giapponese a forma di coniglio, conservato a Ca’ Pesaro, e un modellino di coniglio di plastica esposto in vetrina poco lontano. Questi racconti mostrano come luoghi e oggetti familiari cambino significato se li guardiamo da un’altra prospettiva.
Raccontare Venezia non solo attraverso i suoi palazzi ma anche tramite le relazioni tra chi la vive, umani e non, cambia completamente la prospettiva. Questo progetto mette in luce come spazi e oggetti urbani vengano continuamente presi e trasformati nelle pratiche quotidiane. Il gabbiano, presenza insolita e fuori dagli schemi, diventa un “complice” in questa indagine sociale e urbana. Così, la città smette di essere un monumento immutabile per diventare un organismo vivo, fatto di incontri fugaci, piccoli gesti e storie che si intrecciano e trasformano l’ambiente ogni giorno.
La galleria Panorama, nata nel 2023, è il luogo che ospita Typing Bird. Con i suoi venti metri quadrati, la forma triangolare e le ampie vetrine affacciate su un piccolo campiello, si presenta come un laboratorio dove si indagano le trasformazioni urbane e culturali di Venezia. Qui si mettono in discussione le rappresentazioni classiche della città. Come il gabbiano narratore, anche Panorama rinuncia a offrire una visione d’insieme per concentrarsi su dettagli e storie isolate, che però si parlano tra loro. Così si costruisce un racconto più ricco e stratificato, capace di cogliere la complessità di una vita locale fatta di ciò che spesso resta nascosto.
Al centro di Typing Bird c’è il tema dell’appropriazione: la capacità di trasformare continuamente ciò che esiste già. Come il gabbiano che si insedia nell’ufficio e usa gli strumenti per raccontare la città, anche la mostra nasce da un processo di riuso, simile a quello che ha dato vita a Panorama recuperando un vecchio negozio. Questo dialogo tra oggetti, spazi e vite quotidiane suggerisce che capire Venezia significa anche riconoscere il valore di questi momenti e relazioni comuni. Gli artisti si sono focalizzati non solo sui luoghi, ma soprattutto su chi li abita, uomini e animali, che con i loro gesti plasmano continuamente la città. In questo modo Venezia si mostra non come un monumento immutabile, ma come un organismo vivo, animato da presenze e storie inaspettate.
Il sole autunnale accende il fiume Maas con riflessi dorati, mentre Rotterdam si rivela in…
# Carla Cerati: una vita tra immagine e parola Un uomo, le mani strette sulla…
Cinque mesi di silenzio e lavori, poi l’Euromast ha riaperto le sue porte, regalando a…
Quando ottobre svanisce, con lui non sparisce il fascino del mistero in Europa. Le zucche…
Basta poco, a volte. Il Lussemburgo, con i suoi poco più di 2.500 chilometri quadrati,…
Le strade di Borgo Filadelfia e Barriera di Milano si animano come mai prima d’ora:…