Le strade di Borgo Filadelfia e Barriera di Milano si animano come mai prima d’ora: Torino Art Week 2026 è entrata nel vivo, con un fitto calendario di eventi che non lascia spazio alla noia. Tra le vie più antiche della città e gli spazi più all’avanguardia, la scena artistica locale si mostra in tutta la sua vitalità. Collettive, mostre personali di giovani talenti e nomi già affermati a livello internazionale si susseguono, creando un percorso espositivo che abbraccia anche Crocetta, Vanchiglia e il cuore storico del capoluogo. Non è solo un appuntamento per addetti ai lavori: professionisti, appassionati e semplici curiosi si mescolano, attratti da installazioni luminose, performance e novità assolute. Con Artissima alle porte, dal 30 ottobre al 1° novembre, Torino si trasforma in un palcoscenico diffuso, dove l’arte invade ogni angolo.
Borgo Filadelfia conferma il suo ruolo di polo importante per l’arte contemporanea. La Pinacoteca Agnelli, a due passi dalla metropolitana Lingotto, ospita il progetto stagionale Pista 500 con “Vehicles”, l’installazione di Iris Touliatou, vincitrice del Premio Pista 500 nel 2025. Un’opera che si sviluppa su più livelli, andando oltre il semplice manifesto espositivo. L’immagine tradizionale si trasforma in una campagna animata, che spinge a riflettere sul sistema dell’arte nelle istituzioni contemporanee, tra gallerie e musei.
Touliatou usa una sorta di “lingua degli uccelli” immaginaria per intrecciare simboli e linguaggi alternativi, offrendo allo spettatore una narrazione nuova che rompe con le consuetudini visive. La campagna si diffonde su più fronti: oltre all’installazione sulla Pista 500, un video è proiettato sulla biglietteria della Pinacoteca e condiviso sui social dell’istituzione. Un’esperienza immersiva che invita a pensare al ruolo e alle dinamiche dell’arte oggi.
Nei dintorni, il Grattacielo della Regione Piemonte presenta “Swarms ”, un intervento site-specific di Chiara Camoni al 43° piano. Tra sfere specchiate e luci colorate che ricordano una discoteca, la composizione luminosa si anima per tutta la notte, creando un ritmo visivo che rompe la rigidità dell’edificio, offrendo un movimento percepibile con lo sguardo.
Nel quartiere Crocetta, l’attenzione si concentra su alcune delle installazioni più attese della Torino Art Week 2026. Sulla cima del Politecnico di Torino, Luci d’Artista accoglie “Star” di Tony Oursler, maestro internazionale della videoproiezione immersiva. Le facciate dell’edificio storico si animano con figure oniriche e grottesche di grandi dimensioni, evocando galassie e pianeti. Un dialogo tra architettura e immaginario che apre riflessioni sul tempo, lo spazio e la visione*.
Non lontano, la Fondazione BuonoLopera propone “Avanzi di un mondo di sogno”, collettiva curata da Almanac con opere di Benni Bosetto, Davide La Montagna e Martina Laruffa. Tra memorie, affetti e immagini frammentate, la mostra racconta un intreccio di realtà e illusione, invitando a esplorare le molteplici sfumature dell’esperienza umana.
Alle OGR Officine Grandi Riparazioni, la personale “Infinity mirrored room – The Eternally Infinite Light of the Universe Illuminating the Quest for Truth” di Yayoi Kusama – scomparsa nel 2026 – accoglie i visitatori in un universo senza confini fatto di luci, specchi e motivi ossessivi. L’installazione immerge chi entra in uno spazio sospeso tra meraviglia e straniamento. Sempre alle OGR, “The Quantum Effect” riunisce artisti di primo piano in un progetto che mette in dialogo fisica quantistica, cultura visiva e nuove percezioni della realtà.
Spostandosi in centro, il MAO – Museo d’Arte Orientale di Torino ospita “Song Dong. Soul Out”, una mostra site-specific curata da Li Zhenhua e Davide Quadrio con la collaborazione di Francesca Filisetti e Rebecca Ricci. Attraverso installazioni, fotografie e video-performance, il lavoro ripercorre oltre trent’anni di carriera dell’artista, esplorando memoria collettiva e individuale nella Cina contemporanea. Il museo si trasforma in un racconto complesso dove arte, architettura e collezione permanente si intrecciano.
Sempre al MAO va in scena la quarta edizione di “Contemporary Expressions”, rassegna che presenta installazioni site-specific di Gala Porras-Kim, Elif Uras, Dayanita Singh, Sissel Tolaas e Driant Zeneli. Le opere dialogano con la collezione orientale e gli spazi museali, cambiando la percezione del Palazzo Mazzonis attraverso ceramica, fotografia, video e ricerche olfattive.
Da segnalare anche “Paesaggi da sogno / Dreamscapes”, dedicato a Utagawa Hiroshige e alla sua serie “Le 53 stazioni della Tōkaidō”, che riporta sotto i riflettori un capolavoro dell’arte giapponese tradizionale con un approccio curato e contemporaneo. Infine, “Made in China” offre uno sguardo sulla collezione archeologica del museo con oltre 140 manufatti, dal periodo preistorico alla dinastia Tang, raccontando il legame tra oggetti e culture in un allestimento guidato da Laura Vigo con il supporto di designer e artisti.
Nel centro di Torino non mancano interventi luminosi che arricchiscono la proposta culturale. In via Sant’Agostino, “Migrazione ” di Piero Gilardi porta dodici sagome di pellicani illuminate in sequenze variabili grazie a un algoritmo sviluppato insieme al videomaker Heinrich Vogel. I colori, dal blu al rosso, dal viola al giallo, ricordano i tramonti e la fragile danza degli uccelli migratori, creando un dialogo sul cambiamento climatico.
Piazza Palazzo di Città ospita “Tappeto Volante” di Daniel Buren, un’installazione fatta di oltre mille lanterne cubiche in plexiglas che alternano il rosso, il blu e il bianco. Le celebri strisce di Buren sono tornate protagoniste anche in passato, con adattamenti per eventi come le Olimpiadi Invernali Torino 2006, quando i colori sono stati modificati in omaggio alla bandiera italiana.
In Galleria Umberto I, “L’energia che unisce” di Marco Gastini irradia un blu intenso, tra Klein e Giotto, simbolo di energia e unione. Il dipinto luminoso invade lo spazio con un colore che diventa luce, creando un’esperienza vibrante e ritmica.
Attraversata la Dora Riparia, Vanchiglia accoglie la CRAG Gallery, che presenta DOMA #3 – Selected Artworks, la terza edizione del progetto espositivo della galleria. La mostra raccoglie lavori di artisti italiani e internazionali come Adam Kašpar, Alessandro Cardinale, Bea Sarrias, Chiara Ferrando e altri, spaziando tra pittura, fotografia e scultura. Un panorama variegato delle pratiche contemporanee.
Sempre alla CRAG Gallery si può visitare “Vertiges”, personale della fotografa Chiara Ferrando allestita nelle sale dell’hotel NH Collection Torino Piazza Carlina. Le sue immagini giocano con le ambiguità spaziali dell’architettura, manipolando forme e prospettive per creare un ambiente visivo instabile e vertiginoso. Un progetto che offre uno sguardo nuovo sul paesaggio urbano, tra estetica e concettualità.
Per la Notte delle Arti Contemporanee di TAG Torino, la galleria prolunga l’orario d’apertura, permettendo di scoprire le mostre fino a tarda sera.
L’ultima tappa della mappa artistica di sabato è Barriera di Milano, con la Galleria Franco Noero che dedica una personale a Pier Paolo Calzolari, figura di spicco dell’arte italiana e internazionale dagli anni Sessanta. “Luna” presenta una selezione di opere inedite di un artista che ha sempre sfidato i confini tra pittura e scultura, usando materiali organici e processi di trasformazione.
Il percorso mette in luce pratiche che superano i confini tradizionali, interrogando lo spazio pittorico con un linguaggio innovativo e sperimentale. La mostra conferma la vocazione della galleria a sostenere artisti capaci di unire rigore concettuale e poesia nel panorama contemporaneo.
A pochi chilometri dal centro, la Venaria Reale ospita “Atelier dei Moderni”, collettiva curata da Sylvie Ramond. Il percorso ripercorre il Novecento europeo attraverso opere di nomi come Henri Matisse, Pablo Picasso, André Derain e altri. Un viaggio tra le rivoluzioni stilistiche e tematiche che hanno segnato la prima metà del secolo, dall’Espressionismo al Cubismo fino alla figurazione postbellica.
Sempre sabato, nel quartiere Aurora, lo Spelonca Project propone “Narrazione di immagini”, performance di Lina Pallotta accompagnata dal live di Bunny Dakota. La fotografa ribalta il processo visivo con un racconto fatto di immagini tratte dal proprio archivio, fondendo fluidità e plasticità inedite. Un dialogo tra memoria visiva e spazio performativo, capace di sorprendere.
La Torino Art Week 2026 conferma così la sua varietà, unendo grandi nomi, giovani talenti e sperimentazioni in una mappa culturale che rende la città un laboratorio aperto di creatività contemporanea.
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