Bruxelles si prepara a ospitare una delle fiere d’arte più sorprendenti del panorama europeo. Dal 24 al 31 gennaio 2027, il Brussels Expo si trasforma in un vero e proprio caleidoscopio culturale: 150 gallerie da 18 paesi si confrontano su ben 27 discipline artistiche. Qui, accanto ai maestri antichi, convivono design innovativo, arte quotidiana e sperimentazioni sul vetro. Non è una semplice esposizione, ma un dialogo senza confini temporali o geografici, dove emergono nuove realtà e si consolidano tradizioni antiche, etniche e di design. Un appuntamento che rompe gli schemi e invita a un viaggio senza barriere.
Questa edizione di BRAFA conferma un’idea chiara: l’arte non si può incasellare facilmente. La fiera mette insieme generazioni e tecniche diverse, rompendo con la vecchia abitudine di separare tutto in categorie precise. Qui l’arte dialoga, si mescola, si reinventa davanti agli occhi di chi guarda. Si va dall’archeologia alla pittura antica, dalla scultura alla fotografia, passando per arti decorative, design, gioielleria, arte africana e asiatica, fino alle raffinate creazioni in vetro e ceramica. Proprio queste ultime segnano una nuova frontiera, con approcci freschi e sperimentali su un materiale tradizionalmente legato al mestiere classico.
La selezione dei 150 espositori arriva da un lavoro di ricerca internazionale molto attento. Klaas Muller, presidente di BRAFA, sottolinea che l’obiettivo è rendere questa edizione ancora più ricca e articolata, capace di attrarre sia esperti che un pubblico ampio. Alle new entry si affiancano nomi noti, creando una kermesse dove passato e presente camminano insieme. INAIP aggiunge che la fiera vuole spostare l’attenzione dal singolo oggetto al suo rapporto con gli altri pezzi, inserendolo in un contesto culturale più ampio e articolato.
L’Italia porta in fiera tredici gallerie, un piccolo mondo che spazia dall’arte antica al design contemporaneo, passando per arte povera, vetro moderno, gioielli e orologi vintage. Un quadro che riflette la ricchezza del collezionismo italiano. Mearini Fine Art, da Perugia, presenta sculture antiche come un capitello corinzio del XIII secolo e un bassorilievo del 1550 firmato Montorsoli, raccontando il passaggio dal Medioevo al Rinascimento europeo. La belga Dei Bardi Art prosegue con sculture antiche europee, mentre Verdini Antiques di Roma propone mobili, oggetti e dipinti, tra cui un piano circolare decorato con Medusa, a ricordare il mito classico nelle arti decorative.
La pittura punta sulle scuole più importanti d’Europa. Alla sua prima volta a BRAFA, Caretto & Occhinegro porta maestri fiamminghi, olandesi e tedeschi tra il XV e il XVII secolo. W. Apolloni-Laocoon, attiva tra Roma e Londra, offre dipinti, disegni e sculture dal XVII al XIX secolo, mentre Brun Fine Art, tra Milano e Firenze, si concentra sul Settecento italiano. Ars Antiqua di Milano unisce Old Masters con mobili e arte moderna, mostrando come i diversi ambiti si parlino e si completino.
Sul fronte più moderno, robertaebasta, con sedi a Milano e Londra, mette in dialogo Lucio Fontana, Paul Evans e Banksy, mescolando arte, design e cultura visiva. Repetto Gallery di Lugano porta l’arte italiana del secondo dopoguerra, dall’Arte Povera alla Land Art, giocando con materiali e spazi. Debutta anche la Galleria Barovier&Toso di Murano con vetri d’artista che fondono tradizione veneziana e sperimentazione contemporanea, a dimostrare quanto le arti decorative siano vive e attuali.
Bernardini, tra Milano e Hong Kong, aggiunge un tocco di lusso con orologi d’alta gamma, esponendo un Rolex Oyster Chronograph in oro giallo del 1956, una vera rarità. La veneziana Nardi propone alta gioielleria, dove design e maestria si incontrano nei materiali preziosi. Infine, la milanese Dalton Somaré completa il quadro con arte africana e asiatica, dove funzionalità e simbolismo convivono, come dimostra una sedia Chokwe dell’Angola del XIX secolo, simbolo di autorità e rango.
Tra le novità spicca la partecipazione del Musée d’Ixelles, che riaprirà al pubblico a marzo 2027 dopo dieci anni di restauri. Il museo, in Rue Jean Van Volsem 71, custodisce oltre 15.000 opere focalizzate sull’arte belga dal XIX secolo a oggi. La sua presenza a BRAFA anticipa un rilancio importante per la cultura cittadina, mettendo sotto i riflettori un patrimonio prezioso in vista della riapertura.
Claire Leblanc, direttrice e conservatrice, vede questa partecipazione come un’occasione per rafforzare il legame tra passato e presente, in un dialogo continuo. La missione del museo si sposa con quella della fiera: stimolare confronti, far emergere nuove storie, avvicinare pubblici diversi e creare connessioni tra punti di vista artistici differenti. Questa filosofia si riflette anche nel programma dei BRAFA Art Talks, che parte il 23 gennaio con un intervento del Museo Egizio di Torino, aprendo la strada a incontri che arricchiranno il pubblico con approfondimenti di qualità.
La 72ª edizione di BRAFA si presenta così come un appuntamento dinamico, capace di rinnovare il concetto stesso di fiera d’arte, offrendo un palcoscenico dove storie antiche e innovazioni contemporanee si intrecciano in un racconto ricco e coinvolgente.
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