Il Parcheggio Lancia, a Borgo San Paolo, si trasformerà in un vero e proprio laboratorio d’arte per quattro giorni, dal 29 ottobre al 1° novembre 2026. Torino ospita così la quindicesima edizione di The Others Art Fair, una manifestazione ormai irrinunciabile per chi segue l’arte contemporanea indipendente. Cinquantatré espositori si daranno appuntamento in questo spazio insolito, lontano dai circuiti fieristici tradizionali, per dare vita a nuove sperimentazioni e scambi culturali. Un luogo pensato per le auto, ora pronto ad accogliere creatività e innovazione.
La scelta del Parcheggio Lancia non è casuale, ma si lega al tema di quest’anno, “Sosta Temporanea. Forme di permanenza in uno spazio di passaggio”. Non si tratta solo di cambiare location, ma di continuare un percorso che da sempre distingue questa fiera: mettere in luce spazi insoliti e abbandonati, capaci di creare un nuovo rapporto tra arte e città. Quell’edificio industriale, normalmente usato come parcheggio per le auto, lascia per qualche giorno il suo ruolo abituale per ospitare l’arte contemporanea, fondendo lo spazio con i contenuti esposti.
L’iniziativa si realizza grazie alla collaborazione con GTT – Gruppo Torinese Trasporti, che ha messo a disposizione l’edificio su indicazione del Comune di Torino. Il Parcheggio, noto per la sua grande rampa elicoidale che richiama il Lingotto, simbolo architettonico cittadino, non sarà un semplice contenitore, ma parte integrante del percorso espositivo. La rampa, vero e proprio monumento industriale, verrà incorporata nel circuito delle gallerie e degli spazi, offrendo al pubblico un’esperienza unica e multisensoriale.
Da tempo The Others sceglie luoghi fuori dai circuiti classici dell’arte, trasformando ex ospedali o edifici dismessi in spazi di scoperta e confronto. Nelle edizioni passate si è svolta in luoghi come l’ex Ospedale Regina Maria Adelaide o l’ex Ospedale Alessandro Riberi, sempre con l’idea di spostare l’arte fuori dai canoni abituali. Il rapporto con la trasformazione urbana resta quindi il filo conduttore anche questa volta, con il Parcheggio Lancia pronto a rinascere come palco di contaminazioni artistiche e urbane.
Quest’anno la fiera presenta 53 espositori, italiani e stranieri, tra gallerie indipendenti, progetti speciali, editori e spazi gestiti dagli stessi artisti. Un mosaico ricco di linguaggi che va dalla pittura alla fotografia, passando per scultura e collage. I temi affrontati ruotano intorno a trasformazioni materiali e ambientali, memoria collettiva e rapporti tra individuo, ambiente e tempo. Un dialogo continuo tra forme e contenuti.
Il concetto di “sosta” si declina non solo nello spazio architettonico, ma anche nel modo in cui il visitatore è invitato a fermarsi, rallentare e riflettere. In un mondo dove immagini e oggetti si consumano in fretta, qui l’esperienza espositiva punta a una fruizione più lenta, meditativa. Le opere sono pensate proprio per stimolare questo momento di pausa, in linea con lo spirito della “sosta temporanea”.
Tra le opere più significative spiccano quelle di Scott Ackerman, con le sue tele acriliche su legno, e Daniela Marin, che con la sua ricerca sui materiali e sulle culture visive lascia un segno profondo. The Others conferma così il suo impegno nel dare spazio a voci nuove, marginali e fuori dai circuiti commerciali consolidati. Un’occasione per scoprire tracce fresche nell’arte contemporanea, fatta di dialogo, sperimentazione e contaminazioni.
Una novità importante di questa edizione è lo spazio dedicato all’editoria contemporanea. Qui trovano posto libri d’artista, pubblicazioni indipendenti e progetti editoriali innovativi, accanto alle proposte delle gallerie. L’editoria amplia così il confronto, mettendo in relazione immagini e parole, discipline e modi diversi di fruire l’arte.
In particolare è prevista una sezione dedicata all’editoria per l’infanzia. Con questa scelta gli organizzatori vogliono coinvolgere nuovi pubblici, usando il libro come ponte verso le pratiche artistiche contemporanee. Un passo che riflette una volontà inclusiva e pedagogica, per educare alla curiosità e al senso critico fin da piccoli, offrendo un’esperienza culturale più accessibile e variegata.
L’inserimento di questa nuova area rafforza il ruolo di The Others come laboratorio vivo e multidimensionale dell’arte indipendente, capace di rinnovarsi e di affrontare temi culturali attuali. L’editoria contemporanea, con la sua forza narrativa e di dialogo, diventa così parte integrante del progetto, arricchendo l’offerta e rendendola più completa.
L’evento si presenta quindi non solo come una vetrina per le nuove tendenze artistiche, ma anche come un luogo di scambio e sperimentazione, capace di trasformare spazi urbani e categorie culturali. Con questa nuova edizione, Torino conferma la sua vocazione a essere un punto di riferimento dinamico per l’arte contemporanea in tutte le sue forme.
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