Le pareti dell’ex mercato rionale di via Giappone a Termoli presto si apriranno a nuovi spazi. Il MACTE, Museo di Arte Contemporanea, si prepara a una trasformazione che promette di cambiare volto all’intera struttura. Corridoi più ampi, ambienti più luminosi, sale ridisegnate per accogliere una collezione che non smette di crescere. La giunta comunale ha già approvato un progetto da mezzo milione di euro, in attesa del via libera definitivo dalla Regione. Se i fondi arriveranno, il museo potrebbe rinnovarsi entro il 2029, entrando in una nuova era.
Spazi stretti per una collezione in continua espansione
Aperto nel 2019, il MACTE custodisce oltre 500 opere, raccolte grazie al Premio Termoli, una manifestazione culturale storica che dal 1955 anima la scena artistica locale e nazionale. Il problema, però, è che gli spazi oggi non bastano più. Alcune sale sono state trasformate in depositi temporanei, perché non c’è altra scelta. Il deposito principale, con i suoi 45 metri quadrati, è troppo piccolo per garantire una conservazione adeguata e una gestione attenta delle opere.
Questa situazione limita l’allestimento di mostre permanenti e temporanee, da sempre il cuore pulsante del museo. Il progetto di ampliamento nasce proprio per superare questo limite, migliorando la capacità di conservazione e aumentando l’offerta culturale per i visitatori.
Deposito all’avanguardia e sicurezza rafforzata
Al centro del progetto c’è la costruzione di un deposito moderno e funzionale di circa 92 metri quadrati, collegato direttamente all’attuale magazzino. In questo modo lo spazio per conservare le opere quasi si triplica, superando i 137 metri quadrati complessivi. Il deposito sarà organizzato per non intralciare il percorso dei visitatori, ma garantirà al contempo una gestione efficiente delle opere, dal prelievo all’imballaggio.
L’edificio sarà dotato di impianti avanzati di climatizzazione e deumidificazione, fondamentali per conservare al meglio il patrimonio artistico. Saranno installati sistemi di controllo costante della temperatura e dell’umidità, insieme a misure di sicurezza come videosorveglianza, controllo accessi e impianti antintrusione. Non mancherà un sistema antincendio pensato appositamente per proteggere le opere.
Il nuovo spazio sorgerà nella parte ovest del museo, su un’area già pavimentata e senza alberi, evitando così l’uso di nuovo suolo naturale. Una scelta che dimostra attenzione per l’ambiente e il contesto urbano.
Più spazio per il pubblico: nuove sale e aree multifunzionali
L’ampliamento non riguarda solo i depositi. La superficie dedicata ai visitatori crescerà di circa il 30%. Verrà realizzata una nuova sala espositiva di 53 metri quadrati, pensata per mostre temporanee, attività didattiche ed eventi di piccole dimensioni. Questa stanza avrà un’uscita indipendente, per consentire una gestione autonoma rispetto al resto del museo.
Inoltre, una sala oggi usata come deposito temporaneo di 25 metri quadrati tornerà a essere uno spazio espositivo, appena le opere saranno trasferite nel nuovo deposito. Così il percorso di visita passerà da 260 a quasi 340 metri quadrati, offrendo maggiori possibilità di valorizzazione e una programmazione culturale più flessibile.
Questi nuovi spazi permetteranno al MACTE di bilanciare meglio la collezione permanente con le mostre temporanee, che negli ultimi anni si sono tenute almeno tre volte a stagione. Le sale saranno modulabili per adattarsi alle diverse esigenze e offrire un’offerta culturale sempre più ricca.
Nasce la Parasol Library: una biblioteca tutta per l’arte contemporanea
Tra le novità spicca la Parasol Library, una nuova biblioteca dedicata all’arte contemporanea che nascerà nel piano inferiore del museo, oggi poco utilizzato. L’idea prende spunto dal progetto vincitore del Premio Termoli 2023, firmato dallo studio Sara & Sara di Lubiana.
La biblioteca avrà una forma ovale, lunga 15 metri e larga 5, con librerie basse e una membrana tessile semitrasparente a delimitare lo spazio. Potrà ospitare tra 6.000 e 8.000 volumi, diventando un luogo vivo e accogliente per la consultazione. Un lungo tavolo da sei metri offrirà 14 posti per la lettura, mentre le sedute saranno ispirate al progetto Autoprogettazione di Enzo Mari, realizzate con un laboratorio partecipativo aperto al pubblico.
Questo spazio sarà dedicato a studio, consultazione, presentazioni e attività educative, separando queste funzioni dalla sala polifunzionale già esistente, oggi usata in modo misto per conferenze e laboratori. Così si migliorerà la qualità degli ambienti e si potrà organizzare meglio più eventi in contemporanea.
Accessibilità e multisensorialità: il museo per tutti
Un altro punto chiave riguarda l’accessibilità. L’ala nuova del museo, oggi raggiungibile solo tramite scalini, sarà dotata di una rampa esterna per garantire a tutti un accesso più semplice. All’interno, saranno installati strumenti innovativi per far conoscere le opere anche a chi non può vederle direttamente.
Tra questi, un tavolo interattivo permetterà di consultare le schede tecniche delle opere, accessibile anche a persone in sedia a rotelle. Una postazione multisensoriale offrirà riproduzioni tattili, audiodescrizioni e video in Lingua dei Segni Italiana per sei capolavori, ampliando l’esperienza anche a chi ha disabilità diverse.
La visita sarà accompagnata da una guida digitale con QR code, utilizzabile senza bisogno di scaricare app, che guiderà il pubblico lungo quindici tappe. Mappe tattili, pannelli di orientamento, targhe in Braille e rilievi completeranno il sistema, rendendo il museo pienamente inclusivo. Questi interventi si inseriscono nel progetto ART4ALL, che mira a favorire la partecipazione delle persone disabili alla vita culturale.
I lavori in arrivo e le sfide future
Il progetto porta la firma dell’ingegnere Quintino Graziano, tecnico del Comune di Termoli, con la direzione dell’architetto Luigi Massimo Serrelli. La richiesta di finanziamento ammonta a 500mila euro e coprirà la parte più urgente dei lavori. Non tutte le idee previste, però, rientrano in questa prima fase.
Tra gli interventi rinviati ci sono il rifacimento dell’isolamento termico sulle facciate est e ovest, l’aggiornamento generale dei sistemi di sicurezza e la realizzazione di un bookshop. La scelta di procedere per tappe serve anche a garantire che il museo possa continuare a funzionare durante i lavori.
Il cantiere sarà organizzato per proteggere le opere e consentire le visite. Si partirà dalla costruzione del nuovo deposito e della sala espositiva, così da poter spostare lì le collezioni e liberare le sale oggi occupate dai depositi temporanei. Solo allora quelle stanze torneranno a essere usate per le esposizioni. Un percorso graduale pensato per ridurre al minimo i disagi e valorizzare il patrimonio artistico di Termoli.
