Nel cuore del Castello Orsini di Avezzano, le antiche pietre risuonano di un nuovo linguaggio. “Archeologie eclettiche” non è solo una mostra: è un incontro vibrante tra l’arte di Felice Levini e le melodie di Carlo Crivelli. Fino al 25 ottobre 2026, questo spazio rinascimentale si trasforma in un crocevia dove miti lontani si mescolano a suoni contemporanei, dando vita a un dialogo che attraversa il tempo e parla direttamente al presente.
Castello Orsini: un ponte tra storia e arte contemporanea
Non è solo un monumento da visitare, il Castello Orsini di Avezzano si è trasformato in un luogo dove la cultura contemporanea trova spazio e voce. Questo gioiello rinascimentale, simbolo della Marsica, ospita ora un progetto che unisce passato e presente in modo originale. “Archeologie eclettiche” è la prova concreta di questo incontro: qui la pietra grezza convive con opere d’arte e suoni che richiamano miti antichi senza mai perdere il legame con la sensibilità del nostro tempo.
La scelta di Avezzano non è casuale. La Marsica porta con sé una storia di guerre e tradizioni stratificate, e il castello ne è custode. La Fondazione No Man’s Land, insieme a Zerynthia, associazione che cura l’esposizione, ha voluto mettere in luce proprio questo legame profondo tra territorio e arte contemporanea. Il Castello diventa così un polo culturale vivo, capace di attrarre visitatori e di stimolare la curiosità della comunità locale.
Felice Levini: miti antichi rivisitati con la pittura
Felice Levini, romano nato nel 1956, porta in mostra una visione personale del mito e dell’archeologia. Le sue opere si muovono tra simboli ancestrali e riferimenti storici. “Marte” , ad esempio, è una freccia che sembra cadere dal cielo, un richiamo al dio romano della guerra e agli antichi Marsi, popolazione locale. È un filo che attraversa tutta la mostra, un ponte tra storia e immaginario.
Levini gioca anche con il fregio continuo, creando narrazioni visive lungo superfici ampie. “Progettare il Caos” è un esempio di questo approccio, dove immagini e parole si intrecciano attraverso la sua tecnica del puntinato. La frase che accompagna l’opera, “la pittura è sempre concettuale”, racconta bene la sua idea di arte come riflessione e meditazione.
Non mancano altri riferimenti mitologici, come i vasi “Castore” e “Polluce” , dedicati ai Dioscuri, simboli di immortalità e dualità tra cielo e inferi. Levini costruisce così uno spazio che va oltre la semplice bellezza, invitando chi osserva a una riflessione profonda. La sua pittura, pur radicata nel classico, parla con linguaggio moderno e originale.
Carlo Crivelli: la musica che avvolge il Castello
A dare voce a queste immagini ci pensa Carlo Crivelli, compositore romano del 1953 con una carriera internazionale alle spalle. Le sue musiche, ascoltate in luoghi prestigiosi come il Guggenheim di New York o il Teatro Colón di Buenos Aires, trasformano il Castello Orsini in un ambiente vivo e vibrante. Le tracce preregistrate scorrono tra le sale, avvolgendo le opere in un’atmosfera sonora che amplia la percezione della mostra.
Crivelli non si limita a questo: il 25 ottobre 2026, giorno della chiusura della mostra, sarà protagonista di un concerto insieme al Trio Cardoso. Un’occasione per ascoltare dal vivo le sue composizioni più celebri e vedere come musica e arte visiva si intrecciano in modo unico. Un momento che promette di svelare nuove sfumature e connessioni tra i due linguaggi.
La musica diventa così un elemento centrale di “Archeologie eclettiche”, un filo che guida il visitatore attraverso l’esperienza artistica. Crivelli completa l’atmosfera del castello, aggiungendo un livello sensoriale che arricchisce il racconto.
“Archeologie eclettiche”: un valore per Avezzano e l’Abruzzo
La mostra conferma Avezzano come un punto di riferimento per iniziative culturali che guardano al territorio senza perdere di vista il respiro internazionale. Qui il patrimonio storico si fa strumento per raccontare storie contemporanee, aprendo un dialogo tra tradizione e innovazione. La collaborazione tra Fondazione No Man’s Land e Zerynthia mette in luce la vitalità delle reti culturali in Abruzzo.
Questi eventi sono una spinta importante per lo sviluppo culturale e turistico della Marsica. Mostrano come il territorio possa accogliere e sostenere artisti di rilievo, creando uno spazio dove passato e presente si incontrano e si arricchiscono a vicenda. Un modello che guarda a uno sviluppo sostenibile, capace di coinvolgere la comunità e un pubblico più ampio.
“Archeologie eclettiche” si inserisce in un progetto più ampio di rilancio del Castello Orsini come luogo d’arte contemporanea. Il successo della mostra e l’impegno degli artisti dimostrano che questa strada è quella giusta per portare Avezzano nel circuito nazionale e internazionale, valorizzandone la storia e la creatività.
