Palazzo Frizzoni, con i suoi affreschi di Achille Funi che raccontano battaglie e volti di un’epoca passata, è sempre stato il simbolo istituzionale di Bergamo. Ora, però, quel silenzio antico sta per essere scosso da un’energia diversa: l’arte contemporanea prende vita tra quelle mura. Dal 30 settembre al 30 novembre 2026, il palazzo si trasforma in una casa per la creatività, grazie a un progetto inedito firmato dall’associazione Contemporary Locus insieme al Comune. Le stanze della politica si aprono a nuove narrazioni, in un confronto che promette di sorprendere chiunque varchi la soglia.
Palazzo Frizzoni cambia volto: il Consiglio dell’Arte arriva a Bergamo
Palazzo Frizzoni, con la sua maestosità, si prepara a un cambio di pelle che ridefinisce il rapporto della città con l’arte contemporanea. Non è solo una nuova funzione, ma una nuova identità: da sede del potere a casa di una comunità creativa. Contemporary Locus, grazie a un accordo triennale con il Comune, mette al centro questo territorio e le sue voci artistiche, valorizzando chi con la propria ricerca arricchisce la cultura locale. Anche gli spazi tradizionalmente istituzionali si aprono così a sperimentazioni e dialoghi, entrando in sintonia con il presente e la società che cambia.
L’assessore alla Cultura, Sergio Gandi, ha sottolineato come Contemporary Locus continui a cercare strade nuove per dare voce all’arte di oggi. Questo progetto, ricco ma accessibile, guarda non solo agli artisti ma anche a chi lavora dietro le quinte del mondo culturale bergamasco. Il Consiglio dell’Arte crea un’esperienza collettiva dove l’arte si intreccia con il dibattito pubblico, sfidando abitudini e aprendo nuove relazioni.
Il percorso nasce da un anno di studio e confronto in Italia e in Europa. L’idea è ascoltare davvero le voci degli artisti e degli operatori culturali, con le loro pratiche e visioni. Bergamo, che ha una tradizione consolidata nell’arte contemporanea – pensiamo alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea aperta da più di trent’anni – si conferma laboratorio vivo e in movimento. La trasformazione in corso è una scommessa sulla capacità del territorio di costruire nuovi spazi di riflessione e azione, facendo dialogare arte, istituzioni e comunità.
Sei incontri per riaccendere il dibattito artistico nell’aula consiliare
Il fulcro de Il Consiglio dell’Arte sono sei appuntamenti pubblici e gratuiti, che ogni quindici giorni animeranno l’aula consiliare fino a metà novembre. Una formula fresca, lontana da ogni rigidità accademica, pensata per creare spazi di confronto intenso ma informale. In ogni serata si alterneranno tre artisti e tre operatori culturali legati al territorio, di generazioni e discipline diverse, per offrire punti di vista diversi e stimolanti.
Gli interventi saranno brevi, intorno ai venti minuti, e racconteranno ricerche, metodi e dubbi dei protagonisti. Il pubblico sarà coinvolto, con domande e osservazioni che trasformeranno l’incontro in un dialogo vero e accessibile. Il nome del progetto gioca con la doppia natura del “consiglio”: un’assemblea ma anche un luogo di proposte, dove l’arte diventa forza politica e sociale capace di scuotere, rivelare o tacere.
Circondati dalle statue e dall’atmosfera storica della sala, i partecipanti dimostreranno come l’arte possa costruire relazioni con la comunità e con il contesto in cui nasce. Si passerà dalle storie monumentali a racconti vivi, fatti di tensioni creative che riflettono i cambiamenti culturali e sociali di oggi. Il Consiglio Comunale si trasforma così in uno strumento per scoprire un pubblico nuovo e un ruolo politico rinnovato dell’arte.
Dall’aula consiliare ai quartieri: i laboratori si allargano sul territorio
Il Consiglio dell’Arte non resta chiuso dentro Palazzo Frizzoni. In parallelo agli incontri istituzionali, il progetto si sviluppa con dieci laboratori partecipativi sparsi per Bergamo e le province vicine. Nove artiste guidano queste attività, progettate per coinvolgere comunità diverse, dai quartieri come Villaggio degli Sposi, Grumello al Piano e Celadina, fino a spazi sociali come la Biblioteca Civica Angelo Mai, l’Atelier Maffei e luoghi naturali come il Parco Caprotti.
L’arte si fa ponte tra le varie realtà della provincia, arrivando anche al Museo d’Arte Sacra di San Martino ad Alzano Lombardo, all’atelier condiviso di Stezzano e fino al Tabiòt di Paesaggi Prossimi a Bonate Sopra. Ogni laboratorio diventa così un luogo di relazione, sperimentazione e rigenerazione sociale e culturale.
A differenza degli incontri pubblici, che si basano su parole e immagini, i laboratori puntano a esperienze dirette, pratiche e collaborative. L’obiettivo è coinvolgere attivamente i partecipanti e creare micro-comunità temporanee, orientate a condividere e sperimentare insieme. L’intero progetto si presenta come un dispositivo complesso di rigenerazione urbana e culturale, capace di intercettare bisogni espressivi, sociali e politici e restituirli alla comunità con uno sguardo nuovo. In un tempo spesso segnato da isolamento e disorientamento, questa iniziativa offre una mappa per orientarsi verso il futuro.
Gli incontri pubblici si terranno alle 18:30, tutti a ingresso libero. Dopo le prime due date, il 30 settembre e il 7 ottobre, il programma proseguirà il 21 e il 28 ottobre, per chiudere con gli ultimi due appuntamenti dell’11 e 18 novembre 2026.
