Il 12 ottobre segna l’inizio di una settimana intensa per chi ama il teatro e la danza. Le città italiane si risvegliano con un fermento nuovo: i teatri spalancano le porte a spettacoli che mescolano tradizione e innovazione, storie antiche e linguaggi contemporanei. Tra prime assolute e ritorni attesi, artisti e pubblico si incontrano in un dialogo che pulsa di energia, capace di raccontare il presente con passi di danza e parole nuove.
Dal 14 al 18 ottobre, Gorizia e Nova Gorica si trasformano nel cuore pulsante della danza contemporanea con la sesta edizione del Gorizia Dance Festival. Organizzato da Artisti Associati, l’evento porta sul palco coreografi di rilievo internazionale come Ohad Naharin e Sidi Larbi Cherkaoui, riflettendo la ricchezza culturale di questo angolo d’Europa.
Il programma offre uno spaccato delle tendenze più attuali, con compagnie italiane come Artemis Danza, Equilibrio Dinamico Dance Company e Fuorimargine, affiancate da realtà europee provenienti da Slovenia, Croazia, Serbia, Repubblica Ceca e Francia. Da segnalare un appuntamento speciale dedicato all’incontro tra la scena contemporanea africana e quella europea, con il progetto BAMBÙ di Roberto Castello, che presenta assoli firmati da coreografe di Nigeria, Congo e Kenya, allargando così il confronto culturale.
Il festival si conferma un punto di riferimento per la danza d’autore, capace di far dialogare linguaggi diversi. Il calendario completo è disponibile sul sito ufficiale, con spettacoli che si svolgono in varie sedi della zona.
Romeo Castellucci torna a Roma con “Faust. Fatto, non detto”, in scena dal 15 al 18 ottobre al Teatro Argentina. Qui il mito di Faust non viene raccontato come al solito: il regista trasforma il palco in un luogo di visioni intense e provocatorie, dove parola e corpo si fondono in un’unica esperienza.
Lo spettacolo abbatte le barriere tra realtà e immaginazione, con una regia essenziale ma potente. Sul palco, Gérard Bayle, Stefania Horodeyska e Lorenzo Coletta si muovono tra scenografie di Plastikart Studio e una colonna sonora originale firmata da Scott Gibbons. La drammaturgia è curata da Piersandra Di Matteo.
Questo “Faust” non parla solo alla mente, ma coinvolge il pubblico nelle sue sensazioni più profonde, offrendo un’immersione totale in un mito rivisitato.
Lunedì 15 ottobre al Teatro Due di Parma debutta in prima nazionale “Lullaby”, l’ultima creazione di Jasmin Vardimon. La coreografa britannica riprende a distanza di vent’anni una sua opera, rinnovandola con un mix di danza, teatro e video.
Ambientato in un ospedale, lo spettacolo mette in scena sei performer che si muovono tra forza e vulnerabilità, con ironia e un tocco di humour nero. Il racconto mette a nudo le contraddizioni della condizione umana, tra malattia e speranza, senza cadere nelle semplificazioni.
Un ritorno importante per Vardimon, che porta in scena un classico del teatrodanza britannico rivisitato con sensibilità e profondità.
Dal 14 ottobre al Teatro Morlacchi di Perugia debutta “Oscar”, nuova produzione del Teatro Stabile dell’Umbria. Il testo di Linda Dalisi, diretto da Antonio Latella, racconta la storia di una donna complessa, interpretata da Sonia Bergamasco, cresciuta in un contesto patriarcale ma spinta a mettere in discussione le proprie radici.
La protagonista affronta un percorso di trasformazione interiore, tra disillusione e perdita di certezze, messo in scena da un cast affiatato e da una regia che dà voce al conflitto interiore.
Dopo Perugia, “Oscar” sarà al Piccolo Teatro di Milano dal 20 ottobre all’1 novembre, portando la sua forza anche al pubblico della grande città.
Dal 14 al 25 ottobre il Teatro Biondo di Palermo presenta “L’invasione delle api”, dramma di Maria Teresa Berardelli vincitore del Premio Nazionale Teatro Biondo per la nuova drammaturgia. Sotto la regia di Andrea Baracco, lo spettacolo racconta una famiglia riunita per Pasqua, improvvisamente minacciata da uno sciame di api che circonda la casa.
La vicenda, tra realtà e surreale, mette a nudo le fragilità e i conflitti familiari, con le api che diventano simbolo di dedizione e sacrificio verso la comunità. Scenografie e video di Luca Brinchi, musiche originali di Giacomo Vezzani e un cast affiatato danno forma a un racconto carico di tensione e simbolismo.
Dal 16 al 18 ottobre al Teatro Tor Bella Monaca di Roma va in scena “1.5.15 – Affetti Collaterali” di Roberto Scarpetti. La pièce racconta la storia di Fritz Haber, premio Nobel per la chimica e padre della guerra chimica nella Prima guerra mondiale, e di sua moglie Clara Immerwahr, una delle prime donne chimiche che si oppose all’uso bellico della scienza.
Lo spettacolo intreccia biografia e storia con riflessioni sul rapporto tra scienza e responsabilità etica. La regia è di Marinella Anaclerio, la Compagnia del Sole firma il progetto, con Stella Addario, Flavio Albanese e Luigi Moretti in scena.
Dal 12 al 15 ottobre il Complesso monumentale della Pilotta a Parma ospita “Nabucco_Canto del mondo mutilato”, produzione di Lenz Fondazione per il Festival Verdi. Lo spettacolo site-specific trasforma il celebre “Va’, pensiero” in un’installazione che riflette sulle ferite ambientali e sociali.
Attrici e coristi del Teatro Regio di Parma animano la Galleria Petitot, portando alla luce la fragilità delle comunità e degli ecosistemi. L’evento fonde musica, immagini e teatro per raccontare un presente segnato da squilibri e degrado.
Tra il 13 e il 21 ottobre al Mattatoio di Roma torna Anni Luce, la rassegna dedicata alla scena emergente under 35, curata da Maura Teofili. Sul palco si alternano compagnie come Gruppo Uror, Usine Baug, Progetto Orlando e Giovanni Onorato, con spettacoli che spaziano tra nuova drammaturgia, riletture di miti e sperimentazioni di linguaggi.
Ad aprire la rassegna è “Baraonda” del Gruppo Uror, ispirato all’Ubu Cocu di Alfred Jarry, che affronta temi di potere e violenza con un tono grottesco. Un’occasione per scoprire nuove voci e energie che animano il teatro italiano.
Il 12 e 13 ottobre al Teatro Storchi di Modena va in scena “Triage – Emergenze Drammaturgiche”, progetto dell’ensemble lacasadargilla e collegato al corso a HOUSE of PLAY della Scuola Iolanda Gazzerro di ERT.
Autori, attori e insegnanti lavorano insieme in un laboratorio aperto, esplorando nuove forme di scrittura e teatro contemporaneo. Tra i protagonisti, Andrew Bovell, Marta Ciappina e Marco D’Agostin, che portano avanti un approccio inclusivo e sperimentale.
Un’occasione per vedere da vicino le tendenze emergenti del teatro di domani.
Il Piccolo Teatro di Milano presenta “Coro degli amanti”, prima produzione in italiano del regista portoghese Tiago Rodrigues. Con Isabella Ragonese e Francesco Alberici, lo spettacolo segue la vita di una coppia attraverso quattro capitoli, segnando le tappe di un amore che attraversa il tempo.
Un duetto intenso e delicato, che mescola ricordi, affetti e contraddizioni, con il motivo ricorrente “Abbiamo tempo” a sottolineare il desiderio di eternità.
Una storia universale raccontata con parole, musica e corpo.
Dal 16 al 18 ottobre il Teatro del Giglio di Lucca porta in scena “Il ritratto di Dorian Gray”, adattamento firmato da Giancarlo Nicoletti. Federica Luna Vincenti interpreta il celebre personaggio di Wilde, affiancata da Alessio Vassallo e Giulio Forges Davanzati.
Non una semplice messa in scena, ma un’indagine sulle ossessioni legate alla giovinezza, alla bellezza e all’immagine che gli altri hanno di noi. Telecamere, proiezioni e luci cromatiche trasformano il quadro in uno specchio che osserva e giudica.
Un lavoro che parla al presente, in una società dominata dall’apparenza.
Al Festival Aperto di Reggio Emilia, al Teatro Cavallerizza, va in scena “Rise” di Daniele Ninarello. La coreografia si basa su gesti semplici – cullare, spingere – per raccontare la difficoltà di sentirsi parte di un corpo collettivo.
Sei danzatori esplorano il legame tra individuo e gruppo, superando le barriere personali con movimenti condivisi. Il progetto coinvolge anche i partecipanti al laboratorio Parade, sottolineando l’apertura e l’inclusione della ricerca.
Dal 15 al 18 ottobre, al Parco della Caffarella, prende vita “Zolla”, cantiere di ricerca per coreografi under 35 diretto da Roberta Nicolai. Artisti come Michael Incarbone e Giulia Cannas lavorano sul rapporto tra corpo e paesaggio, trasformando l’ambiente naturale da semplice sfondo a interlocutore attivo.
Attraverso sopralluoghi e incontri, ogni coreografo sviluppa una riflessione personale, con un occhio attento a un teatro che nasce dalla natura.
Un laboratorio che apre nuove strade alla scena coreografica contemporanea.
Il 15 ottobre alla Fonderia di Reggio Emilia debutta “Posso solo credere a una dea che danza”, produzione Stazione Utopia di Firenze, scritta da Marianna Basso con Vitapia Motta e Linda Pasquini.
Ispirato a “Mine-Haha” di Frank Wedekind, il lavoro racconta una scuola di danza dal rigore implacabile, tra perfezione tecnica e senso di prigionia.
Non una semplice ricostruzione storica, ma una rilettura originale che dà voce alle danzatrici del primo Novecento che sfidarono le regole del tempo.
Un dialogo tra passato e presente che unisce movimento e riflessione con chiarezza.
Basta sollevare lo sguardo lungo un viale di Milano o Roma per imbattersi in angoli…
A Sapporo, nell’isola di Hokkaido, il profumo del pesce fresco invade l’aria, mentre a Okinawa,…
«Quel giorno, tutto cambiò.» L’11 settembre 2001 non è stato solo un evento storico: è…
«Il cibo è la vera anima del Giappone», dicono spesso i viaggiatori. E non è…
Le fiamme hanno inghiottito il Marché des Enfants Rouges nella notte tra domenica e lunedì,…
Dodici lampadari d’artista brillano sotto gli archi delle Procuratie Vecchie, trasformando Piazza San Marco in…