Quando un albero sembra voler camminare o un oggetto si rifiuta di restare al suo posto, qualcosa cambia nel nostro modo di guardare il mondo. A Ravenna, Palazzo Rasponi dalle Teste diventa la cassa di risonanza di questa trasformazione. Dal prossimo 11 ottobre al 10 gennaio 2027, “Cosa vuoi fare da piccolo?” invita a un viaggio nell’arte di Marcantonio, nato proprio in questa città. Non è una mostra qualunque, ma un’esperienza che dissolve i confini tra scultura, design e produzione industriale, mescolandoli senza alcuna gerarchia. Il titolo? Una sfida a ripensare il nostro sguardo, a tornare bambini curiosi, pronti a mettere in discussione tutto ciò che diamo per scontato.
Marcantonio è nato a Ravenna nel 1976 e ha mosso i primi passi artistici nell’Istituto d’Arte e all’Accademia di Belle Arti della città. Da lì ha intrecciato scenografia e scultura, fino al 2001, quando ha iniziato a lavorare in proprio, collaborando con grandi nomi internazionali del design. Scegliere Palazzo Rasponi dalle Teste come cornice della mostra non è un caso: gli oltre 400 metri quadrati tra sale nobiliari, scale scenografiche e ampi ballatoi diventano il teatro di un dialogo inedito tra arte contemporanea e decorazioni storiche. Non aspettatevi un racconto cronologico: qui pezzi unici e oggetti di serie convivono, sfidando ogni catalogazione e raccontando la complessità del lavoro di Marcantonio.
Al cuore dell’esposizione c’è un’idea potente: guardare il mondo come farebbe un bambino. Le opere evocano proprio questa percezione fresca, libera da definizioni rigide. “Bimbo con grillo” richiama l’immaginario di Collodi, con un grillo posato sul cuore di un neonato. In “Before the beginning” , un bambino osserva la luce e le sue sfumature. Nel 2024 arriva “To belong to”, un’opera chiave dove la figura umana si fonde con piante, suggerendo quella connessione con la natura tipica dell’infanzia. Questo modo di vedere ci libera dagli usi abituali degli oggetti, aprendo la porta a relazioni nuove e complesse tra uomo, animale, pianta e artificio. L’infanzia diventa così uno sguardo capace di scuotere le abitudini e farci scoprire un mondo in continuo mutamento.
Animali e piante nelle opere di Marcantonio non sono solo decorazioni: diventano presenze che mettono in discussione i confini tra spazi e abitudini culturali. Da “Cuore con ninfea” a “Cuore con orchidea” , fino a “Awakening” e “Philos Phos” , si assiste a un intreccio sorprendente tra anatomia e natura, una dissoluzione delle barriere che colpisce lo sguardo. Installazioni come “Anemos” e “Sedia con germoglio” , e soprattutto il grande “Bucaneve” , mostrano piante che sembrano riconquistare lo spazio fisico, arrivando persino a rompere simbolicamente il pavimento del palazzo. Arriva anche una nota ironica e surreale con animali domestici che si insinuano in contesti sociali codificati, come in “Gorilla su cattedra” o “The door was open..” . E il sacro si fa quotidiano e intimo, come nella “Pietà” , dove un topolino e un passerotto raccontano piccole scene di cura.
Un pezzo importante della mostra è dedicato alle collaborazioni di Marcantonio con aziende di design, che hanno trasformato la sua visione in oggetti prodotti in serie. Tra i pezzi più noti, “Monkey Lamp” , “Love in Bloom” , “Peacock Lamp” , “My Moon” e “Kintsugi Skull” , tutti realizzati per Seletti. Per Qeeboo ha creato “Giraffe in Love” e “Turtle Carry” , mentre per Giorgio Armani ha firmato “Deer with parrots” . Tra gli altri marchi con cui ha collaborato ci sono MOGG, Natuzzi, Slide, Karman, Opinion Ciatti, Osmotica, Scapin e Ideal Standard. Qui emerge un tratto distintivo del suo lavoro: la produzione industriale non è un mondo separato dall’arte, ma un terreno per sperimentare storie e immagini che cambiano il modo in cui viviamo gli oggetti di tutti i giorni. Marcantonio stesso ricorda che ogni oggetto, anche il più funzionale, porta con sé una storia; ed è proprio questo passaggio dalla funzione al racconto che unisce le sue creazioni, anche quando sembrano lontane tra loro.
La mostra “Cosa vuoi fare da piccolo?” è promossa dal Comune di Ravenna, dal MAR – Museo d’Arte della città di Ravenna e dall’Accademia di Belle Arti Statale di Ravenna. L’ingresso è gratuito e l’evento si farà notare anche durante la Notte d’Oro di Ravenna, il 17 ottobre 2026, offrendo un’occasione in più per scoprire il lavoro di un artista che reinventa il confine tra natura, arte e design.
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