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Arcolaio Art Prize: l’innovazione tessile abruzzese che unisce arte contemporanea, impresa e territorio

Settant’anni di fili intrecciati, storie di tela e di terra abruzzese che si mescolano all’arte contemporanea. L’Arcolaio srl, storica azienda tessile specializzata nella tessitura Jacquard, non si limita a celebrare il proprio passato. Vuole riscriverlo, trasformandosi in un laboratorio vivo dove industria e creatività si contaminano. Alla guida di questa sfida c’è Olga Perticara, CEO che ha voluto coinvolgere le curatrici Serena Schioppa e Giulia Floris in un progetto originale: una residenza artistica che mette in dialogo artisti italiani e internazionali con i telai, il paesaggio, la gente d’Abruzzo. Il risultato? Un ponte tra tradizione e innovazione che spinge la tecnica industriale oltre i suoi confini, trasformandola in uno strumento di ricerca e sperimentazione.

Quando l’impresa incontra l’arte: la nascita del Premio

L’Arcolaio Art Prize nasce nel 2023 per celebrare i settant’anni dell’azienda, ma senza cadere nella semplice commemorazione. Olga Perticara racconta come l’idea sia partita dal bisogno di riflettere su cosa fosse diventata l’azienda e su quali strade nuove potesse aprire. Non un evento solo per festeggiare, ma un’occasione per aprire il proprio patrimonio tecnico alla sperimentazione. Il Jacquard, tecnica complessa e raffinata, è stato messo nelle mani degli artisti per essere ripensato, reinterpretato. L’obiettivo? Stimolare la creatività e spingere l’azienda stessa a innovare. Allo stesso tempo, il progetto punta a valorizzare il territorio abruzzese, invitando gli artisti a immergersi nel Gran Sasso e nei suoi dintorni, a confrontarsi con le comunità locali e a trasformare tutto questo in opere originali.

Residenze tra telai e natura: l’arte che nasce dal confronto

Il fulcro del Premio è la residenza artistica, un momento in cui gli artisti entrano nel cuore dell’azienda dopo un primo periodo di esplorazione sul territorio. Qui si intrecciano due mondi: da una parte il paesaggio, le tradizioni e la vita della comunità, dall’altra il dialogo con tecnici, operai e ingegneri dell’Arcolaio. Questo scambio permette agli artisti di capire a fondo le potenzialità e i limiti del telaio Jacquard, mentre l’azienda si apre a nuove idee e modi di lavorare. Il risultato è una sinergia che spinge entrambi a uscire dalle proprie abitudini. La presenza degli artisti non è mai passiva: smuove dinamiche interne e porta innovazioni che si riflettono anche nella produzione quotidiana.

Il territorio protagonista: restituire cultura alle comunità

La residenza non è solo lavoro, ma un’immersione nel cuore dell’Abruzzo. Gli artisti vengono guidati alla scoperta del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, incontrano realtà culturali e artigiane del posto. Tutto questo si traduce in opere esposte alla fine del Premio. Non si tratta di una semplice descrizione del territorio, ma di una sua rielaborazione profonda che coinvolge le comunità. Le opere restituiscono al pubblico paesaggi e culture locali con uno sguardo nuovo, spesso sorprendente, che fa emergere aspetti poco conosciuti o dimenticati. Così si alimenta un senso di appartenenza e si rafforza il legame tra impresa, arte e territorio.

Selezione e dialogo: cercare nuove strade tra arte e tecnica

Anche se il filo conduttore è la tessitura Jacquard, gli artisti scelti non devono per forza avere esperienza nel tessile. Le curatrici, insieme alla direzione di Arcolaio, puntano a portare linguaggi artistici diversi, capaci di far emergere prospettive inattese. L’obiettivo è mettere alla prova una tecnica tradizionale con idee che spesso vengono da mondi lontani dall’industria. Da questo contrasto nascono tensioni produttive che aprono la strada a soluzioni nuove. La selezione cerca un equilibrio tra competenza tecnica, visione artistica e radici territoriali, elementi che definiscono l’identità del Premio. Questa apertura multidisciplinare dà vita a opere e progetti che portano domande, sperimentazioni e anche qualche errore, sempre parte del processo creativo.

Cosa resta dopo il Premio: patrimonio e innovazione

Al termine di ogni edizione, l’azienda si ritrova con un patrimonio fatto di prove, campioni e sperimentazioni raccolte durante le collaborazioni artistiche. Ma la cosa più importante è il cambiamento nel modo di lavorare. Gli artisti portano nuove prospettive sulla tessitura Jacquard, spingono a superare schemi consolidati e a esplorare tecniche mai tentate prima. È un flusso di conoscenza a doppio senso: decenni di esperienza si mescolano alle novità nate dal confronto creativo, trasformando un sapere che evolve con ogni edizione. Arcolaio diventa così non solo un’azienda produttiva, ma un laboratorio di ricerca e sperimentazione.

Quando artigianato e visione contemporanea si incontrano

Il segreto del progetto sta nel riuscire a tradurre le idee degli artisti in soluzioni tecniche concrete. Non si tratta di adattare l’arte alla macchina, ma di piegare la tessitura alle suggestioni creative. Il lavoro si sviluppa in un dialogo serrato tra tecnici, curatrici e consulenti esterni, con momenti in cui si spiegano i limiti tecnici e altri in cui si mettono in discussione le regole consolidate. Questo confronto è un incontro vivo tra ricerca artistica e manifattura, dove i confini si confondono nel processo creativo. Ne nasce un patrimonio condiviso che unisce artigianato e arte contemporanea, arricchito dalle sfide poste dagli artisti.

Tra difficoltà e scoperte: le sfide delle diverse edizioni

Ogni edizione del Premio ha portato con sé sfide specifiche, legate alla varietà delle pratiche artistiche coinvolte. Artisti come Francis Offman, Muna Mussie e Sara Enrico hanno sperimentato strade molto diverse, e l’azienda ha dovuto adattare la tessitura Jacquard senza limitarla a soluzioni facili. Alcuni esperimenti hanno dato risultati inaspettati, altri errori, ma tutti sono stati preziosi insegnamenti. L’obiettivo non è la perfezione formale, ma spostare i confini delle possibilità tecniche e creative, accumulando esperienza per il futuro. Questa apertura ha permesso di innovare sia l’arte che la tecnologia di Arcolaio, facendo di ogni edizione un momento di crescita.

Guardando avanti: tradizione e innovazione in equilibrio

Dalla prima edizione del 2023 alla terza, prevista per il 2026, l’Arcolaio Art Prize si è affermato come un appuntamento fisso e strategico, ma resta aperto a nuove evoluzioni. La direzione e le curatrici vogliono ampliare le collaborazioni senza snaturare il progetto. Il valore sta nella relazione diretta tra artista, impresa e territorio, un rapporto che genera innovazione e consapevolezza culturale. L’obiettivo è che il Premio diventi un’occasione duratura, capace di accompagnare la crescita di Arcolaio e di portare dentro l’azienda quella spinta creativa e sperimentale che spesso manca nei processi produttivi tradizionali. Così la tessitura Jacquard si trasforma in un laboratorio aperto di ricerca e dialogo culturale.

Redazione

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