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Dentro Studio la Città: Scopri il Nuovo Modo di Vivere l’Arte Contemporanea in Galleria

Questa è più di una galleria, dice Francesco Sutton appena entro da Studio la Città. Mi guida attraverso le sale, dove quattro mostre si intrecciano come capitoli di un racconto vivo. Non si limita a mostrarmi quadri e fotografie: racconta, condivide legami con gli artisti — Stuart Arends, Lucas Reiner, Mikhael Subotzky, Hiroyuki Masuyama — e svela un’anima fatta di storie e relazioni. Qui, lo spazio si fa luogo di incontri, di progetti che guardano avanti, oltre la semplice esposizione.

Quattro mostre in corso: un viaggio tra natura, contemporaneità e contemplazione

Si parte con la mostra di Stuart Arends, aperta fino all’11 ottobre, che apre il calendario espositivo della Galleria. Poi, fino al 13 novembre, si susseguono le esposizioni dedicate a Lucas Reiner, Mikhael Subotzky e al giapponese Hiroyuki Masuyama, distribuite negli spazi centrali e nelle sale finali. Sutton si sofferma su ogni artista, spiegando cosa li distingue: dalla matericità e i toni caldi di Reiner, alla profondità dello sguardo di Subotzky sulla realtà contemporanea, fino alla calma meditativa che attraversa le opere di Masuyama.

Reiner si lega alla natura con la sua pittura fatta di toni terrosi e figure naturali, soprattutto alberi, che diventano quasi tangibili. Un ponte tra uomo e ambiente che va oltre la semplice immagine, scavando in un rapporto complesso e duraturo. Subotzky, invece, punta sulla confusione del presente, senza seguire una narrazione lineare ma riflettendo la molteplicità di immagini e punti di vista che caratterizzano il nostro tempo. La sua arte, che mescola fotografia, pittura e collage, dà vita a opere stratificate e multiformi. Masuyama, infine, offre una visione più lenta e meditativa: nel suo studio in Germania osserva e registra le ombre delle piante, seguendo i loro cambiamenti nel tempo attraverso sovrapposizioni di sagome. Un’indagine quasi scientifica che invita a uno sguardo attento sui processi naturali.

La poetica degli artisti: tecniche e suggestioni raccontate dal curatore

Francesco Sutton parla con passione delle tecniche e dei metodi degli artisti, mettendo in luce dettagli che sfuggono a un primo sguardo. La sensibilità materica di Lucas Reiner, paragonata all’intensità emotiva di Mark Rothko, si concentra sull’equilibrio tra astrazione e figura. Una pittura che non si limita a rappresentare, ma evoca l’essenza emotiva e il ciclo della vita.

Mikhael Subotzky, con opere come “Jacaranda/Hermanus”, usa tecniche innovative come lo “sticky tape” per strappare e riassemblare immagini fotografiche, creando nuove composizioni che riflettono la complessità e la frammentarietà del mondo di oggi. Le sue opere chiedono allo spettatore un coinvolgimento attivo per cogliere i diversi livelli di significato.

Masuyama, invece, si concentra sul tempo e sui processi naturali. Il suo modo di registrare ogni giorno l’ombra delle piante produce immagini che si accumulano fino a formare una nuova visione dilatata nel tempo. Un invito a rallentare, guardare con calma e riflettere.

Lo spazio e il futuro della galleria: radici, innovazione e nuovi orizzonti

Il tour con Sutton si sposta al primo piano, dove ci sono gli uffici, una collezione permanente e un archivio ricco di cataloghi. Qui si respira la storia di Studio la Città, ma anche la voglia di guardare avanti. L’ultimo anno è stato intenso, segnato anche dalla perdita di Hélène de Franchis, fondatrice e madre di Sutton, scomparsa nel luglio 2025. Sono stati mesi di riflessione, in cui il nuovo team ha scelto di prendersi il tempo per ripensare il futuro della galleria.

La Galleria sta per trasferirsi in una nuova sede, a pochi passi dall’attuale, un luogo che Sutton descrive come fluido, capace di fondere spazi interni ed esterni, dialogando con il parco dell’Adige, la ferrovia e il confine urbano. Un progetto pensato per accogliere il pubblico con più apertura, mantenendo però un’atmosfera raccolta, dove il suono dell’acqua diventa parte dell’esperienza artistica e lavorativa.

Digitalizzazione e nuovi strumenti: la galleria si apre al mondo

Uno dei punti chiave del rinnovamento riguarda la valorizzazione del patrimonio storico. Studio la Città sta creando un catalogo online che renderà accessibili a un pubblico più vasto documenti, archivi e cataloghi finora poco visibili fuori dalla galleria. Questo processo di digitalizzazione si accompagna al lancio di un nuovo sito web, più curato e articolato, che racconterà non solo le mostre, ma anche la storia e la filosofia della Galleria.

Dentro questa strategia c’è anche la rubrica “Studio Notes”, una serie di approfondimenti che raccontano in modo diretto e personale il lavoro espositivo. Uno strumento che aggiunge una nuova voce al racconto artistico, dando spazio agli artisti e alle loro opere.

Parallelamente, la Galleria allarga la sua presenza oltre le mura. Un esempio è la collaborazione con istituzioni come Villa Valmarana ai Nani di Vicenza e l’Hotel de la Trésne di Bordeaux, dove a fine ottobre si inaugurerà la mostra “Spazio Tempo”. Queste partnership mostrano come Studio la Città rafforzi la sua rete, aprendo nuovi canali per l’arte contemporanea e favorendo un dialogo più ampio tra culture diverse.

Francesco Sutton conferma così una nuova fase per la Galleria, che parte dall’eredità ricevuta ma guarda all’innovazione e alla sperimentazione, senza mai perdere di vista il ruolo pubblico e la necessità di raccontare l’arte con rigore e passione.

Redazione

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