Jacopo Zambello, classe 1999 di Rovigo, si muove tra tele e colori con una determinazione che colpisce. La pittura, per lui, non è mai una via già tracciata. In un’epoca dominata da nuove tecnologie e sperimentazioni, il giovane artista reinventa un linguaggio antico, ma ancora vibrante. Le sue opere nascono dal confronto con l’alterità, da immagini che tornano ossessive e da una riflessione profonda sul rapporto tra individuo e mondo. Così, ogni quadro diventa un dialogo aperto, un ponte sospeso tra passato e presente, tradizione e contemporaneità.
La pittura di Zambello è come un diario a colori: ogni opera fa parte di un ciclo legato a un’idea forte e a stimoli personali, presi da libri, film o eventi che lo hanno segnato. Non si limita a rappresentare la realtà, ma esplora il rapporto tra il soggetto e “l’Altro”, cioè ciò che ci sta attorno e insieme fa parte della nostra esperienza. Ogni serie si chiude con una mostra che diventa a sua volta un’opera, un allestimento pensato per far interagire il pubblico con le immagini. Questo scambio crea un ponte emotivo e intellettuale, mettendo in risalto la dimensione tattile e immersiva del lavoro.
L’idea di alterità che Zambello indaga è complessa: non basta la semplice presenza dell’altro, ma interessa ciò che resta indefinibile e allo stesso tempo affascinante. L’artista prova a rendere tangibile con la pittura questa zona d’ombra, senza volerla spiegare o chiudere in una definizione. È un messaggio chiaro: accettare l’ignoto come parte essenziale dell’esperienza, affrontando la meraviglia e il mistero che accompagnano ogni relazione umana e sociale.
Zambello ha alle spalle una formazione solida e si misura continuamente con i grandi del passato. Velázquez, Manet, Goya, Casorati, Tintoretto, Tiepolo e Tiziano sono i maestri che influenzano il suo modo di vedere il colore, la luce e la composizione. Allo stesso tempo segue con interesse artisti contemporanei che hanno rilanciato la pittura figurativa, come Tuymans, Dumas o Sasnal, e si apre a linguaggi che vanno oltre la pittura.
Questo mix di riferimenti lo porta a considerare la pittura non come un traguardo, ma come uno strumento per raggiungere un fine più ampio. Ogni giorno si interroga sul senso di dipingere oggi e su quali strumenti questa disciplina offre per esprimere idee complesse e sfaccettate.
Nel lavoro di Zambello la luce ha un ruolo centrale. Non si tratta di raccontare storie o azioni vistose, ma di creare un’atmosfera fatta di sensazioni e intensità emotive. La tecnica diventa protagonista proprio per rendere visibile quella qualità luminosa sulla tela, per trasmettere allo spettatore la realtà percepita attraverso l’arte.
Il processo creativo è rigoroso: i primi schizzi gettano le basi, gli ultimi strati definiscono il tono e la poesia dell’opera. L’artista sottolinea l’importanza di rispettare i limiti del supporto pittorico: ogni quadro ha un numero finito di interventi possibili. Quando arriva al punto di saturazione, preferisce lasciar perdere piuttosto che forzare il lavoro.
Il contesto attuale influenza profondamente il lavoro di Zambello. Essere parte del proprio tempo significa inevitabilmente far emergere nelle opere le tensioni sociali, culturali e politiche che ci circondano. L’artista riconosce come questo scenario permei il suo lavoro, a volte in modo sottile e inatteso, senza che sia pianificato a tavolino.
Pur mantenendo un approccio quasi sempre analogico, usa la fotografia durante le sessioni di posa come supporto nella fase progettuale. Questo richiama la tradizione classica della pittura, dove lo studio attento del soggetto è necessario, ma rimane un passaggio calibrato, in equilibrio con la manualità e la ricerca materica sulla tela.
Accanto alla pittura, altre passioni accompagnano il percorso di Zambello. La musica, presente fin da bambino grazie alla famiglia, si riflette in ogni ciclo di lavori, dando ritmo e sensibilità. Gli anni passati a lavorare in libreria hanno affinato il suo rapporto con la letteratura, che permea temi e poetiche esplorate di volta in volta.
Cinema e immagini digitali fanno parte del suo bagaglio visivo, ma sempre filtrati con attenzione e coerenza dentro un progetto pittorico che non vuole inseguire mode o tendenze. L’esperienza personale e quella collettiva si intrecciano nel suo lavoro, spesso senza controllo diretto. Le opere rispecchiano naturalmente la dimensione sociale e generazionale in cui l’artista si muove, assumendo valori universali pur partendo da elementi intimi.
A chi si chiede se oggi valga ancora la pena dedicarsi alla pittura, Zambello risponde con fermezza. Per lui la pittura resta una forma espressiva centrale, come la musica o la danza. Non è una scelta comoda o una preferenza assoluta, ma uno strumento efficace per comunicare ciò che nessun altro linguaggio riesce a esprimere altrettanto bene.
Il percorso di ogni pittore è una ricerca quotidiana di un senso unico e personale, uno spazio dove solo la pittura può parlare con forza e originalità. Diventa così un territorio da esplorare a fondo, con cura e determinazione, in un tempo che cambia e chiede risposte nuove.
Quando un’opera entra in una collettiva di rilievo come Ensemble, il suo valore resta intatto. Cambia però il modo in cui viene vista, perché si inserisce in un contesto più ampio. Ogni pezzo dialoga con gli altri, creando un insieme più grande della somma delle parti.
In questo senso, la pittura di Zambello non perde la propria identità, anzi si arricchisce diventando un tassello fondamentale per l’esperienza complessiva della mostra. Questo intreccio sottolinea quanto il confronto e la coesione siano importanti nel panorama artistico contemporaneo, dove il singolo si esprime e si valorizza dentro una rete collettiva.
Trent’anni non sono pochi, dice la curatrice canadese, mentre Kaunas si prepara a spegnere le…
A Vienna, ogni strada è una tela dove passato e presente si intrecciano senza soluzione…
Nel quartiere Aurora di Torino, l’ex fonderia Nebiolo — chiusa da decenni e avvolta nel…
Nel 1937, un vestito cambiò per sempre il modo di guardare alla moda: il Lobster…
Varcare la soglia della Wilmotte Foundation, lungo la Fondamenta dell’Abbazia a Venezia, è come entrare…
Tra le colline del Piemonte e le coste siciliane, quattordici cantine italiane si preparano a…