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Marcello Fois trionfa al Premio Campiello 2023 con L’immensa distrazione: vittoria al fotofinish

Il silenzio nella sala del Palazzo del Cinema al Lido di Venezia si spezza solo per il brusio dei voti che si contano, uno dopo l’altro. È il 3 ottobre e la 64ª edizione del Premio Campiello è arrivata al momento decisivo. Marcello Fois, con il suo L’immensa distrazione, strappa la vittoria in una sfida serrata, dove ogni punto ha contato. La tensione è palpabile, i 300 Lettori Anonimi hanno scelto, premiando una storia che parla di famiglia e di un’Italia attraversata dal Novecento. Quest’anno, il premio ha cambiato casa: addio al teatro La Fenice, benvenuti al Palazzo del Cinema, a testimoniare un’aria nuova che soffia sulla tradizione.

Una sfida all’ultimo voto: la giuria popolare decide per tre preferenze di scarto

A decidere il vincitore sono stati i 300 lettori anonimi, un gruppo eterogeneo proveniente da tutta Italia che rappresenta l’anima popolare e inclusiva del Campiello. Ne hanno votato 282. Cinque i romanzi in gara, selezionati da una giuria tecnica di esperti, la Giuria dei Letterati, che aveva già scelto le opere più significative dell’anno. Il libro di Fois ha ottenuto 83 voti, appena tre in più rispetto a Lo sbilico di Alcide Pierantozzi, altro autore premiato recentemente e pubblicato da Einaudi. Questo margine così risicato ha tenuto tutti col fiato sospeso fino all’ultimo momento, rendendo la proclamazione un momento di grande suspense.

Dietro ai due finalisti, più staccati, si sono piazzati La vita sempre di Elena Varvello con 54 voti, La ragazzina di Valeria Parrella con 33 e Storia di un’amicizia di Ermanno Cavazzoni con 32. Il sistema democratico del Campiello, che si affida al giudizio diretto dei lettori, conferma ancora una volta quanto il pubblico sappia riconoscere sfumature nella narrativa spesso invisibili ai soli critici.

L’immensa distrazione: il racconto di una vita e di un’Italia che cambia

Al centro del romanzo c’è Ettore Manfredini, un imprenditore emiliano di 95 anni che, nel crepuscolo della sua esistenza, ripercorre la propria storia. Attraverso il suo racconto emerge un affresco che abbraccia più di mezzo secolo di storia italiana. Si parte da una giovinezza segnata dalla povertà, si passa per gli anni in cui lavora in un mattatoio kosher della famiglia ebrea Teglio, fino all’ascesa sociale dei Manfredini nel corso del Novecento.

Il romanzo intreccia la memoria privata con la Storia, soffermandosi in particolare sulle leggi razziali del fascismo, che condizionano il destino dei Teglio e portano a un ribaltamento dei ruoli economici intorno al mattatoio, diventato fonte di ricchezza per i Manfredini. Tra silenzi, tensioni e incomprensioni, la famiglia si muove in un’atmosfera fatta di difficoltà e responsabilità non dette.

Il matrimonio tra Ettore e Marida, figlia superstite dei Teglio, rompe gli schemi del classico racconto d’amore, ma porta con sé un valore simbolico profondo. Attraverso questa famiglia, il romanzo riflette un’Italia attraversata dal fascismo, dai conflitti, dalla ricostruzione e dai cambiamenti politici, scandendo il ritmo di una narrazione intensa e profonda.

Campiello 2024: tradizione che cambia passo e nuova linfa per la narrativa italiana

La vittoria di Fois è l’ultimo riconoscimento in una stagione che ha già visto L’immensa distrazione aggiudicarsi premi come l’Orbetello Book Prize e il Premio letterario Isola d’Elba – Raffaello Brignetti. La selezione dei cinque finalisti è affidata ogni anno alla Giuria dei Letterati, che sceglie le opere più importanti pubblicate nel periodo.

La serata del 3 ottobre ha segnato anche un cambio simbolico: per la prima volta la finale si è tenuta non più al Teatro La Fenice, ma nel suggestivo Palazzo del Cinema. Una scelta che ha portato una nuova energia e forse un segnale di apertura verso il futuro della letteratura italiana.

Il cuore del Campiello resta la partecipazione appassionata dei lettori anonimi, che mantengono vivo il rapporto diretto tra le storie raccontate e il pubblico, tra scrittori e lettori.

La dedica di Fois e lo sguardo ironico sul mondo dei premi letterari

Appena ricevuto il premio, Marcello Fois ha voluto ricordare Michela Murgia, scomparsa nel 2023, con cui aveva condiviso molti momenti nel panorama letterario italiano. «A Michela Murgia, era bellissima», ha detto Fois, dedicandole la vittoria.

La serata ha anche offerto spunti ironici sul confronto con il Premio Strega, l’altro grande evento letterario nazionale. Alcuni finalisti, come Ermanno Cavazzoni, non hanno nascosto un pizzico di sarcasmo, definendo lo Strega un «covo di serpenti». Una battuta che ha sottolineato come il Campiello venga percepito come un ambiente più accogliente e collaborativo.

Il parallelo tra i due premi è evidente anche nella presenza di Alcide Pierantozzi in entrambe le cinquine, a conferma dell’interesse suscitato da uno degli autori più apprezzati di questa stagione.

Quella sera, con una distanza di soli tre voti, il racconto di Fois ha avuto la meglio su una sfida combattuta fino all’ultimo. L’immensa distrazione entra così tra quei libri che, oltre a raccontare una famiglia e le sue contraddizioni, offrono uno sguardo vivo e complesso sul secolo scorso e sulle sue ricadute personali e collettive.

Redazione

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