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Alessandra Franco a Napoli: tra arte contemporanea e la mostra FAME al Teatro Bellini

Napoli, Teatro Bellini, fino al 15 ottobre: “FAME” di Alessandra Franco prende vita tra video-installazioni e pittura, un dialogo intenso che scuote la memoria e la città stessa. Non è la solita storia di chi sceglie medicina o legge. Lei ha seguito un’altra strada, fatta di arte e innovazione, spinta da un desiderio profondo di raccontare qualcosa di più. Da archeologa a creatrice contemporanea, Alessandra ha lasciato casa per inseguire passioni fuori dal comune. Lo IED le ha insegnato a plasmare immagini e materia in un linguaggio che va oltre il semplice bello. La sua arte esplora il confine sottile tra il vedere e l’essere visti, tra ciò che sfuma e ciò che resta.

Libertà creativa anche nei lavori su commissione

Spesso lavora su incarichi, ma l’indipendenza è per lei sacra. Da “Fellini in scena!” a Roma a “La poetica della luce” a Tivoli, Alessandra ha imparato a bilanciare la sua visione con le richieste di chi la ingaggia. La creatività, dice, arriva spesso all’improvviso, con soluzioni originali che rispettano il contesto e lo scopo. Se un progetto è troppo rigido, non ci pensa due volte a dire no. Nel settore pubblico, la sua formazione le permette di dialogare con chi tutela i beni artistici, fondamentale per lavorare senza snaturare i luoghi storici. Questa doppia competenza la rende un punto di incontro tra tecnica, storia e creatività.

Video mapping: più di un gioco di luci

Per Alessandra il video mapping non è solo un effetto speciale, ma uno strumento per raccontare storie legate al luogo. Non basta proiettare un gladiatore su un monumento romano: serve visione, una narrazione che si intreccia con le forme e i dettagli dell’architettura. Non partecipa a contest tecnici perché preferisce un rapporto più intimo e creativo con l’opera e il contesto. I suoi lavori sono eventi unici, brevi ma intensi, che lasciano un segno ben oltre la semplice proiezione.

Tra effimero e permanente: pittura, scultura e installazioni digitali

L’arte di Alessandra si muove su due binari: le sculture e i dipinti restano, si vendono e cambiano mani; i video e le installazioni svaniscono. Questa impermanenza, per lei, crea un legame doppio con l’opera. Le installazioni site specific, come quella al Tempio di Nettuno a Paestum, vivono solo in quel luogo, costruendo un dialogo tra luce, spazio e memoria. Non sono fermo immagine, ma eventi che trasformano i monumenti in spazi sospesi tra pittura luminosa e teatro effimero, lasciando spazio all’immaginazione.

Fame e fama a Napoli: l’arte che racconta la città

“FAME” nasce dal rapporto tra la performance teatrale “Desert Films” di James Franco e la città di Napoli. Il progetto Platea, che unisce Teatro Bellini e Andrea Nuovo Gallery, invita ogni mese un artista a interpretare uno spettacolo, fondendo arte visiva e teatro. Alessandra ha creato i suoi quadri ispirandosi allo spettacolo e alla Napoli contemporanea, lavorando su temi come la notorietà e il desiderio di emergere. La doppia valenza di “fame” in italiano e “fame” in inglese diventa spunto per riflettere sulle trasformazioni della città: un’esplosione turistica che convive con una realtà fatta di contraddizioni sociali. Il quadro principale, “I Want To Be A Star”, esprime questa ambivalenza ed è anche la copertina della pubblicazione “The Belliner”. Le opere parlano di desideri di celebrità e bisogno materiale, un tema forte e attuale.

Immagini di massa tra nostalgia e contemporaneità

Il linguaggio di “FAME” si ispira ai segni della comunicazione di massa: packaging, réclame, manifesti vintage si mescolano all’arte contemporanea. Alessandra, con un passato da art director e grafica pubblicitaria, sa costruire immagini potenti e immediate. La passione per i manifesti anni Venti e Trenta, soprattutto quelli legati ai freak show di Coney Island, ha segnato un cambio nel suo modo di dipingere. Nella mostra “The Show You All Know” i personaggi allegorici diventano parte di uno spettacolo visivo popolare. In “FAME” questa componente si fa ancora più forte, mostrando come l’arte possa dialogare con il passato e la cultura popolare per raccontare storie attuali e inquietanti.

Tra sacro e pop: una riflessione sull’essere visti

Nel lavoro di Alessandra Franco convivono immagini di devozione e icone pop. Edicole votive e volti famosi si avvicinano, entrambi espressione del bisogno di essere visti. Il confine tra sacro e profano si assottiglia, aprendo una riflessione sul culto e sull’adorazione come desiderio umano fondamentale: apparire, farsi ammirare, lasciare una traccia. Questa ambiguità attraversa tutta la sua opera, che fonde tradizione e modernità.

Un laboratorio creativo tra pittura, scultura e video

Alessandra non si limita a un solo linguaggio. Pittura, scultura, video arte e art direction convivono nel suo lavoro. A volte sembrano due anime distinte: da un lato le tele pop, dall’altro le installazioni eteree. Ma questa varietà è anche il suo punto di forza, le permette di muoversi agilmente tra mondi diversi e di rinnovarsi continuamente. Il suo è un laboratorio dove tecniche e idee si intrecciano, dando vita a un approccio originale e dinamico. Questa versatilità è uno strumento indispensabile per affrontare progetti complessi come “FAME”.

Alessandra Franco conferma così il suo ruolo di artista capace di mescolare tradizione, tecnologia e un’intensità espressiva che si immerge nella Napoli di oggi, restituendone un’immagine critica e affascinante.

Redazione

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