Dal 3 all’11 ottobre, a Fiere di Parma, torna Mercanteinfiera Autunno, giunta alla 45ª edizione. È un evento che da anni raduna appassionati di antiquariato, modernariato, design storico e collezionismo. Ma quest’anno c’è qualcosa in più: una serie di mostre collaterali che raccontano la cultura materiale e la storia dietro gli oggetti. Tra tutte, spicca “Un mondo di menù”. Qui, oltre settanta menù originali — scelti da centinaia — ci guidano in un percorso che parte dal 1803 e arriva fino ai giorni nostri, svelando storie di società e gastronomia. Un vero viaggio nel tempo, attraverso carta e sapori.
“Un mondo di menù”: la storia raccontata a tavola
Un menù non è solo la lista dei piatti di un pasto. È un documento che racconta molto di più: la società, la politica, la cultura di un’epoca. “Un mondo di menù”, curata da Maurizio Campiverdi e Franco Chiarini, mette in mostra circa settanta pezzi scelti da una collezione di oltre quattrocento provenienti da musei, archivi e collezioni private. Tra i più preziosi c’è il menù privato stampato più antico al mondo, relativo a un pranzo di Sir H. Williamson a Londra nel 1803.
La mostra svela questa complessa rete di storie con documenti legati a eventi chiave della storia europea, come lo Statuto Albertino, dimostrando come la tavola possa riflettere e dialogare con la politica e la diplomazia dell’epoca. Si vedono menù come quello servito a bordo del Titanic il 14 aprile 1912, che offre uno spaccato vivido della vita sul transatlantico poche ore prima del disastro. E il sontuoso menù dell’incoronazione dello zar Nicola II nel 1896, un vero capolavoro grafico firmato da Viktor Vasnecov, che celebra la simbologia imperiale russa.
Tra politica e diplomazia: menù e personaggi che hanno fatto la storia
Il percorso espositivo di Mercanteinfiera non dimentica il legame tra gastronomia e vicende politiche. Sono esposti menù che raccontano momenti importanti e incontri simbolici. Come il banchetto a Londra in onore di Giuseppe Garibaldi nel 1864, che segnò il riconoscimento internazionale del condottiero italiano, o il menù autografo di Gabriele D’Annunzio del 18 ottobre 1919 a Fiume. La mostra approfondisce anche i rituali delle famiglie reali europee, con pezzi storici come quello servito a Carlo e Diana nel 1981 alla Guildhall di Londra, poche settimane dopo il loro matrimonio.
Un dettaglio curioso riguarda il francese, lingua dominante nei menù ufficiali italiani fino ai primi del Novecento, soprattutto alla corte dei Savoia, segno di un legame culturale e linguistico che si rifletteva anche sulla tavola. Tra le storie più vicine al Novecento italiano spicca il pranzo in onore di Umberto Nobile e dell’equipaggio del dirigibile Norge nel 1926, con piatti a base di prodotti del basso territorio bresciano, un precoce esempio di filiera corta e valorizzazione delle produzioni locali.
Chiude idealmente questa linea del tempo il menù del pranzo ufficiale che Francesco Cossiga dedicò a Michail Gorbaciov il giorno dopo la caduta del Muro di Berlino, simbolo di un dialogo tra grandi trasformazioni politiche europee attraverso la tavola.
Tra suoni, tessuti e tecnologie: la cultura materiale in mostra
Mercanteinfiera Autunno non si limita solo alla storia della gastronomia. Le mostre collaterali offrono un panorama ricco e variegato della cultura materiale. “Suoni e Orizzonti: viaggio tra strumenti inattesi”, curata da Flavio Dassenno e Luigi Blesio, espone una collezione di strumenti musicali extraeuropei raccolti in provincia di Brescia, mettendo in luce melodie e tecniche spesso ignorate nei repertori classici.
Parallelamente, “Ricami di storia: il fazzoletto tra moda, memoria e galateo”, a cura di Ilaria Dazzi e Simona Palo, ripercorre tre secoli attraverso fazzoletti da sposa, pezzi nobiliari e testimonianze militari, con un’attenzione particolare ai significati sociali e culturali di questo piccolo accessorio, spesso portatore di memorie legate anche alla Prima Guerra Mondiale. La mostra “Pronto chi parla? L’evoluzione della telefonia pubblica italiana”, curata dal museo dedicato, racconta la storia delle cabine telefoniche lungo decenni, offrendo uno sguardo sull’innovazione tecnologica e i cambiamenti urbani.
Vintage Photo Parma e Greenitaly: le novità del 2026
Tra le novità spicca “Vintage Photo Parma”, una nuova sezione che si terrà il 3 e 4 ottobre, organizzata con Fabio Castelli. Il focus è sulla fotografia vernacolare, anonima e vintage, che racconta storie quotidiane e intime attraverso immagini scattate negli anni ’30 e ’40 e stampate con tecniche antiche come la gelatina ai sali d’argento. Questo spazio si integra con una sezione speciale curata da Luca Cena dedicata a libri e manifesti d’epoca, ampliando così l’offerta collezionistica della fiera.
Sempre all’interno del calendario, dal 7 al 9 ottobre si svolgerà Greenitaly, Salone Internazionale del Florovivaismo e del Paesaggio. L’evento mette a confronto verde, architettura, ricerca e progettazione degli spazi esterni, riflettendo la crescente attenzione verso la sostenibilità e la qualità della vita urbana, temi di grande attualità per professionisti e appassionati.
La kermesse di Parma si conferma così un osservatorio a tutto tondo sulle storie nascoste negli oggetti di uso quotidiano, capaci di raccontare cambiamenti sociali, tecnologici e culturali attraverso manufatti dal forte valore simbolico e storico. Mercanteinfiera Autunno si prepara a essere ancora una volta un punto di riferimento per chi vuole scoprire il passato senza dimenticare il presente che lo attraversa.
