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René Magritte a Londra: la grande mostra che celebra il maestro del surrealismo e i suoi eredi

Redazione 2 Ottobre 2026

Nel 1929, René Magritte dipinse La Trahison des Images, con quella scritta semplice ma rivoluzionaria: “Ceci n’est pas une pipe”. Un enigma che ha sfidato occhi e mente, mettendo in discussione tutto ciò che diamo per scontato. E non si è fermato lì. Nel 1964, l’artista belga rilanciò la sfida con un’altra frase altrettanto intrigante: “Ceci n’est pas une pomme”. Oggi, a quasi un secolo di distanza, Londra celebra questo genio del surreale. La Galleria Gagosian apre le sue porte a This is still not a pipe: The Afterlife of Magritte, un omaggio che trasporta il visitatore in un viaggio tra misteri e realtà distorte. Chi ha visto il Musée Magritte a Bruxelles sa quanto sia potente il suo lascito; ora, il testimone passa alla capitale inglese.

Tra passato e presente: la mostra che racconta l’eredità di Magritte

A Grosvenor Hill, nelle ampie sale della Gagosian, si snoda un percorso che mette a confronto opere originali di Magritte e creazioni di più di quaranta artisti contemporanei, tutti legati in qualche modo alla sua influenza. Il progetto nasce in collaborazione con la Fondation Magritte e non è solo una raccolta di pezzi d’epoca, ma un vero e proprio dialogo tra generazioni, un modo per capire come il surrealismo abbia saputo reinventarsi nel tempo. Alcune opere sono state create apposta per l’occasione, altre provengono da collezioni private o musei pubblici.

Tra i pezzi più importanti spicca Les Fleurs du Voyage del 1927, protagonista della prima mostra personale di Magritte a Bruxelles. Nella prima sala, una grande installazione panoramica fa da cornice a oggetti personali come il cappello e la valigia dell’artista, insieme a sculture in bronzo come Le Puits de Vérité del 1967 e il curioso dipinto sotto una campana da formaggio, Ceci est un Morceau de Fromage . Questi elementi si intrecciano con le opere degli artisti contemporanei, creando un ricco scambio di riferimenti.

Da Koons a Yoko Ono: il surrealismo prende nuove forme

Accanto ai capolavori di Magritte, la mostra ospita lavori di nomi noti dell’arte degli ultimi sessant’anni. C’è Ed Ruscha, Jeff Koons e Yoko Ono, che con stili diversi hanno ampliato i confini del surrealismo e dell’arte concettuale. Per esempio, la scultura in acciaio di Koons, Jim Beam-J.B. Turner Train del 1986, piena di bourbon, dialoga con il mattone imbottigliato Empire di Maurizio Cattelan. E poi c’è Sky TV di Yoko Ono , un’installazione che sposta l’attenzione dal quadro alla performance e al concetto.

Le pareti sono ricoperte da una selezione di dipinti di Magritte, da L’Art de Vivre a Les Droits de l’Homme , che richiama l’atmosfera di De Chirico, fino a La Malédiction e La Sélection Naturelle . Un vero e proprio viaggio attraverso i temi e i diversi linguaggi dell’artista.

Tra quadri e sculture: il cuore della mostra

La seconda sala mette in scena una rilettura di La Trahison des Images del 1952, che si trova di fronte a pareti fitte di opere più piccole. Qui il confronto tra Magritte e gli artisti attuali diventa più intimo, un dialogo che tocca le tecniche e i modi più personali di esprimersi.

Nell’ultima sala, una piattaforma centrale più bassa accoglie la grande scultura in bronzo Les Travaux d’Alexandre . Le pareti espongono capolavori come Les Fleurs du Voyage e l’autoritratto La Lampe Philosophique , con la candela che si scioglie e illumina il volto dell’artista. Qui trovano spazio anche opere chiave come La Clef des Songes , L’Équateur e La Perspective Amoureuse , tutti esempi perfetti del mistero e dei temi cari a Magritte.

Fino a dicembre per scoprire un genio senza tempo

This is still not a pipe alla Gagosian di Londra resta aperta fino al 12 dicembre 2026, con ingresso gratuito. Un’occasione per tornare a guardare i capolavori di Magritte e capire come la sua visione continui a influenzare l’arte contemporanea. Tra opere d’epoca e creazioni nuove, la mostra racconta la vitalità del surrealismo e la forza di un artista che ha saputo attraversare decenni, culture e modi di esprimersi senza perdere un briciolo di fascino.

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