Nel cuore dell’Appia Antica, dopo anni di silenzio, la villa dei Tritoni si rivela di nuovo. Da metà settembre 2026, archeologi e studenti hanno iniziato a scavare in un angolo mai esplorato prima, portando alla luce muri antichi, fragili ma carichi di storia. Le tracce emerse raccontano vite e trasformazioni di una villa romana che ha attraversato i secoli. A ottobre, per due giorni, chiunque potrà camminare tra le rovine, ascoltare le storie degli archeologi e toccare con mano i reperti appena ritrovati.
La villa dei Tritoni si trova al secondo miglio della via Appia Antica, all’incrocio con via della Caffarella, poco fuori Roma. Qui si mescolano resti dell’epoca imperiale romana con costruzioni più recenti, come un casale medievale eretto sulle antiche fondamenta. Gli archeologi hanno già individuato ambienti in opera reticolata e laterizia, una cisterna circolare e tracce di diversi interventi edilizi che coprono dal I al IV secolo d.C. Ora si concentra l’attenzione su un edificio di grandi dimensioni, un po’ staccato dal nucleo centrale della villa, per capirne funzione, datazione e collegamenti con il resto del complesso. Il nuovo scavo promette di fare luce su aspetti importanti della vita quotidiana e della complessità del sito. La sua posizione strategica racconta storie di antiche vie di comunicazione e di residenze legate probabilmente a personaggi di rilievo.
Sul campo, le operazioni sono guidate da nomi noti nel mondo dell’archeologia italiana. Luigi Scaroina, direttore del Parco Archeologico dell’Appia Antica, cura la direzione scientifica dell’intervento. La direzione operativa è affidata a Stefano Roascio, funzionario archeologo del Parco, e a Rachele Dubbini, docente di Archeologia classica all’Università di Ferrara. Sul cantiere non mancano gli studenti universitari, sia del corso triennale sia magistrale in Archeologia, che portano nuova energia e hanno l’opportunità di imparare direttamente sul campo. Il lavoro congiunto tra esperti e giovani ricercatori è un modello efficace per valorizzare il patrimonio culturale e diffondere le scoperte a più livelli.
Tra i tesori della villa spicca il celebre mosaico pavimentale a tema marino. Le figure, bianche su fondo nero, mostrano tritoni, ittiocentauri e altre creature mitiche legate al corteo di Nettuno, da cui deriva il nome del sito. Il mosaico si trova in un grande ambiente di rappresentanza, probabilmente un ninfeo, risalente al III secolo d.C. Una particolarità affascinante è che sull’opera scorreva acqua: un gioco di luce e riflessi che animava la scena e creava un’atmosfera unica. Negli ultimi anni il mosaico è stato consolidato e messo in sicurezza, soprattutto da quando il sito è passato sotto tutela pubblica.
I primi resti della villa vennero alla luce per caso durante lavori negli anni Settanta. Il valore storico emerse subito, tanto che nel 1982 un decreto ministeriale vincolò l’area, garantendo la sua protezione. Nel marzo 2021, sotto il Ministero di Dario Franceschini, la villa è entrata definitivamente nel patrimonio pubblico, grazie all’esercizio del diritto di prelazione. Nel 2022 l’acquisizione è stata completata e la villa inserita nelle proprietà dello Stato. La tutela si estende su circa un ettaro, aprendo nuove prospettive per collegare la via Appia Antica con la Valle della Caffarella e valorizzare così un’area ricca di storia e natura. Di recente sono stati fatti interventi per mettere in sicurezza le strutture e programmare un recupero paesaggistico che renda il sito più accessibile e fruibile.
Sabato 3 e domenica 4 ottobre 2026, la villa dei Tritoni apre al pubblico in occasione dell’Appia Day. Sabato si potrà visitare il sito dalle 10 alle 18, domenica dalle 10 alle 14, senza bisogno di prenotazione, anche se con accesso limitato alle zone più delicate, come quella del mosaico. Sono previste visite guidate, curate dai docenti dell’Università di Ferrara, con gruppi organizzati alle 10 e alle 11. Per queste visite è richiesta la prenotazione, ma la partecipazione è gratuita. Durante il tour si potrà vedere da vicino le strutture appena scavate e seguire le ricerche in corso, entrando nel vivo del lavoro archeologico. Un’ulteriore visita guidata è in programma per sabato 10 ottobre, con gli stessi orari e gruppi limitati a trenta persone a turno. Un’occasione rara per scoprire uno degli angoli più affascinanti dell’antica via Appia.
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