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Usa: Stati Uniti restituiscono alla Siria 36 opere antiche da oltre 5 milioni di dollari

Trentasei reperti archeologici trafugati, dal valore di oltre cinque milioni di dollari, sono tornati in Siria. È successo il 23 settembre 2026, quando la Procura distrettuale di Manhattan ha restituito questi tesori sottratti illegalmente. Dietro l’operazione, anni di indagini internazionali contro il commercio illecito di antichità. Tra gli oggetti più preziosi, un rilievo funerario monumentale proveniente da Palmira, quattordici mosaici di una villa romana siriana e tre statuette femminili risalenti all’epoca siro-ittita, seconda metà del II millennio a.C. La cerimonia di consegna ha riunito rappresentanti americani e siriani, un segnale forte che proteggerà per sempre il patrimonio culturale mondiale.

Il rilievo funerario di Palmira: un simbolo della battaglia contro il saccheggio

Tra i reperti più significativi c’è un grande rilievo funerario in pietra calcarea, proveniente da Palmira e risalente alla fine del II secolo d.C. La scultura raffigura un uomo disteso in posizione funeraria, accompagnato da una donna e tre bambini. Originariamente decorava la camera funeraria di una tomba nel sito siriano. Pesando circa 450 chilogrammi, il rilievo è stato staccato con cura dalla parete per salvaguardarne le figure scolpite, prima di essere trafugato e portato a Dubai poco prima che l’ISIS distruggesse Palmira tra il 2015 e il 2017. Secondo l’indagine della Procura di Manhattan, questo pezzo fa parte di un gruppo di 31 oggetti sottratti da aree del Medio Oriente e Nord Africa e poi passati attraverso il mercato di New York. Georges Lotfi, antiquario libanese coinvolto, è ricercato dal 2022 con mandato d’arresto ed è inserito nella Red Notice dell’Interpol. Le accuse contro di lui restano da confermare in un processo.

I mosaici della villa romana: un racconto mitologico ritrovato

Tra i reperti ci sono anche 14 mosaici provenienti da una villa romana siriana, tra cui uno particolarmente famoso per la scena mitologica che rappresenta. Si tratta di un grande frammento del III secolo a.C., realizzato con centinaia di tessere colorate che illustrano le nozze tra Telete ed Eros. La scena è animata da figure come Afrodite e le Tre Grazie, segno di un alto livello artistico e culturale. Questo mosaico, insieme ad altri ventidue sequestrati nel luglio 2021, era custodito in un deposito legato all’antiquario Georges Lotfi. Il valore storico e artistico di questi mosaici sta anche nel loro legame con la vita e le tradizioni della Siria romana, un patrimonio prezioso che finalmente torna nelle mani delle istituzioni culturali dopo anni di sottrazione illegale.

Le statuette siro-ittite: tracce di un mercato oscuro e globale

Tra gli oggetti consegnati ci sono tre piccole statuette femminili di origine siro-ittita, che rappresentano divinità o figure rituali del II millennio a.C. Questi reperti erano comparsi sul mercato antiquario negli anni Ottanta e Novanta, finendo nelle mani del gallerista newyorkese Edward Merrin, già condannato per traffico illecito di antichità. In seguito, le statuette sono passate alla collezione privata di Michael Steinhardt, noto collezionista coinvolto in un’inchiesta conclusasi nel 2021 con il sequestro di 180 oggetti per un valore stimato di 70 milioni di dollari. Grazie a queste indagini, sono stati recuperati molti reperti trafugati e sono state imposte restrizioni a collezionisti e mercanti sospetti, limitando così il mercato illegale.

Sequestri al Metropolitan Museum: la battaglia continua

In parallelo alla restituzione alla Siria, la Procura di Manhattan ha ordinato il sequestro di altri 13 oggetti archeologici conservati al Metropolitan Museum of Art di New York. Questa operazione, distinta ma legata alle indagini sul commercio illegale di antichità, conferma la vigilanza delle autorità statunitensi su musei e collezioni private. Dal 2017 a oggi, il Metropolitan ha visto sequestrare oltre 400 pezzi in diverse inchieste, per un valore complessivo superiore ai 98 milioni di dollari. L’attività dell’Antiquities Trafficking Unit ha permesso di recuperare più di 6.400 beni culturali destinati a 40 paesi diversi, tra antichità, opere d’arte e libri rari. Alcuni presunti trafficanti sono ancora oggetto di procedure di estradizione, segno che la lotta al traffico illecito va avanti con determinazione su scala internazionale.

Siria e ONU: un contesto politico delicato a New York

La riconsegna dei reperti coincide con l’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York, dove la Siria cerca di ridefinire la propria posizione politica dopo la caduta dell’amministrazione di Bashar al-Assad nel dicembre 2024. Ahmed al-Sharaa, che si è autoproclamato presidente, ha partecipato ai lavori ONU rivendicando la sovranità siriana sulle Alture del Golan e chiedendo il ritiro israeliano dalle zone occupate dopo la fine del vecchio regime. Negli stessi giorni, in un incontro dell’Atlantic Council, al-Sharaa ha annunciato l’avvio di colloqui diretti con Israele, puntando a un processo negoziale basato su ritiri progressivi e accordi di sicurezza. In questo scenario, la tutela del patrimonio culturale si intreccia con le tensioni diplomatiche, segnando un momento cruciale nei rapporti tra Siria e comunità internazionale a New York.

Redazione

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