Nel cuore di Torino, il 26 e 27 settembre 2026, Paint It Black si trasforma in un laboratorio di emozioni. Mahmoud Darwish, il poeta palestinese che ha cambiato il volto della poesia araba moderna, torna protagonista. Non si tratta solo di leggere versi, ma di immergersi in un’esperienza fatta di musica, cinema e parole che si muovono tra culture diverse. Questo evento, parte della Stagione Mediterranea, è il tassello torinese del Mahmoud Darwish Poetry Day, nato cinque anni fa al Centre Pompidou. Un omaggio vibrante a una voce che ha superato i confini della letteratura per raccontare storie di identità e resistenza.
Mahmoud Darwish Poetry Day a Torino: un festival di parole che si ascoltano e si vedono
Il programma si presenta come un piccolo “campo” dove poesia, radio, cinema e corrispondenza si mescolano. Non è solo una serie di letture, ma un’esperienza che coinvolge diversi linguaggi. Paint It Black diventa il cuore pulsante dell’evento, con trasmissioni di Radio Alhara che si alternano a letture e proiezioni. La collaborazione con il Centre Pompidou e l’Institut du Monde Arabe dà un respiro internazionale e garantisce una curatela attenta e variegata.
Tra gli ospiti, artisti e poeti come Ghayath Almadhoun, Reza Mirabi e Rosalind Nashashibi, che presentano performance, letture in più lingue e film. Non manca un progetto editoriale e postale con Literal Madness, che propone materiali stampati e lettere spedite per posta, a sottolineare come la poesia possa uscire dal digitale per tornare a circolare nel mondo reale.
Un calendario fitto di appuntamenti: performance, letture e cinema in più lingue
Si parte il 26 nel pomeriggio con “Threshold”, una prima tappa per scoprire la programmazione radiofonica e cartacea su Darwish. A seguire, “The Readers Are the Poet Voice” vede Maria Luce Cacciaguerra e Davide La Montagna leggere in italiano e inglese. Nel corso della giornata si alternano interventi in lingue diverse: Reza Mirabi presenta “Language of the Birds” in farsi e inglese, mentre Ghayath Almadhoun recita “I Have Brought You a Severed Hand” in arabo, con traduzioni.
La serata è dedicata al cinema con una selezione curata da Rosalind Nashashibi, presente all’evento. Si vedranno titoli come “Occupation of the Inner Life” , “Electrical Gaza” e “District of the Post Office” , film che raccontano il Medio Oriente attraverso immagini e suoni intrecciati con la poesia.
Il 27 settembre si apre con la presentazione di Asmaa Azaizeh e il suo “The Day I Read My Family Name on a Shroud”, accompagnata da un intervento sonoro di Haya Zaatry. Jahan Khajavi offre una performance poetica intitolata “Hanging Odes”. La chiusura è affidata al documentario “Foragers” di Jumana Manna, che esplora le pratiche alimentari legate alla raccolta di piante spontanee in Palestina e Israele, mettendo a fuoco anche le tensioni politiche e territoriali. Il film sarà proiettato in arabo con sottotitoli in italiano, per entrare direttamente nel cuore linguistico di Darwish.
Mahmoud Darwish: tra esilio, memoria e una poesia che supera i confini
Nato nel 1941 ad al-Birwa, in Galilea, Darwish ha attraversato il Novecento palestinese con versi che parlano di identità, esilio, memoria e amore per la terra. Con più di trenta raccolte alle spalle, è una delle voci più forti della letteratura araba contemporanea. Ha vissuto tra Beirut e Parigi, dove il suo lavoro ha guadagnato riconoscimenti internazionali, senza mai perdere il legame con le radici e il messaggio politico.
La forza della sua poesia sta nel saper parlare a generazioni e culture diverse, superando barriere geografiche e linguistiche. L’evento di Torino mette in scena proprio questo: un incontro tra radio, cinema, libri e performance, che rende Paint It Black un luogo vivo, dedicato all’ascolto e alla condivisione. Una festa della parola che mantiene viva la voce di Darwish e il suo richiamo.
Il 26 e 27 settembre sono un’occasione per scoprire – o riscoprire – la portata della sua arte, capace di dialogare con forme espressive contemporanee e pubblici diversi. Un omaggio che non si ferma al ricordo, ma apre un confronto vivo e attuale.
