Otto regioni italiane, undici progetti, 385mila euro in gioco. Il Ministero della Cultura ha scelto i vincitori dell’ottava edizione del Laboratorio di Creatività Contemporanea, e il numero delle proposte è più che raddoppiato rispetto all’anno scorso. Il filo conduttore? Rigenerazione culturale partecipata, un tema che attraversa la Penisola da nord a sud. Spazi dimenticati — vecchi immobili riconsegnati alla comunità, ex siti industriali abbandonati, musei e centri culturali — tornano a pulsare di vita, animati dall’arte e dalla creatività di chi li abita. Dal 2018 il Ministero porta avanti questa sfida, puntando su modelli di gestione culturale che mettono al centro le persone.
Beni confiscati alla criminalità: la rinascita culturale parte da Palermo e Campania
Due dei progetti più significativi partono proprio da beni confiscati alla criminalità organizzata, trasformati in punti di riferimento culturale e sociale. A Palermo, l’Associazione Elementi APS lancerà “Spazi di Fuoco”, un intervento nei quartieri Tommaso Natale e Cardillo. L’obiettivo è rafforzare l’hub Elementi Creativi, già attivo su un immobile confiscato, con laboratori teatrali, percorsi educativi, narrazioni digitali e un podcast realizzato insieme agli abitanti. L’idea è costruire un tessuto culturale solido, capace di raccontare storie vere e radicate nel territorio.
In Campania, la cooperativa Maeditactio ETS presenta “SHArch & GROW – Rigenerare con l’arte i beni confiscati”. Il progetto coinvolge tre spazi nell’Agro Aversano: il Centro di Aggregazione Giovanile di Casapesenna, l’ex Zuccherificio IPAM a Villa Literno e l’Incubatore di imprese giovanili a San Cipriano d’Aversa. L’obiettivo è creare un distretto culturale diffuso, mettendo in rete questi luoghi attraverso interventi artistici, elementi architettonici e il coinvolgimento diretto delle comunità. Si punta a trasformare spazi oggi abbandonati in poli vivi di innovazione e partecipazione.
Cantieri culturali e laboratori per giovani: la rinascita passa da Palermo, Ravenna e Terni
Palermo propone un altro modello con CLAC ETS e il progetto “CCZ YOUNG”, che riporterà vita nella vasca di colorazione del Padiglione 7 dei Cantieri Culturali alla Zisa. Qui nascerà un laboratorio culturale dedicato soprattutto ai giovani, che attraverso memorie del luogo, installazioni audio-video, street art e podcast potranno esprimersi in un ambiente ricco di storia e significato per la città.
A Ravenna, il progetto “Z.A.R.A. – Zona Artistica di Rigenerazione Attiva” di STUDIO DOIZ APS punta alla riqualificazione della Darsena. Ex capannoni industriali diventeranno poli culturali stabili, con residenze d’artista, laboratori e programmazioni multidisciplinari, gestiti in modo condiviso con la comunità locale. Dopo anni di utilizzo temporaneo per eventi, si vuole dare vita a un modello duraturo di gestione.
A Terni, Demetra APS trasformerà lo Spazio Trama, nell’ex casa del custode del Lanificio Gruber, in una “scuola aperta di pratiche urbane”. Saranno organizzati laboratori e micro-percorsi che valorizzano saperi e tradizioni locali, manualità artigianali e musica, coinvolgendo artisti e residenti in un percorso di condivisione e rafforzamento del legame con il quartiere Brin-Campofregoso. Il progetto si chiuderà con una parata di primavera costruita insieme agli abitanti.
Welfare, inclusione e partecipazione: progetti a Carpi, Lecce, Torino e Rovereto
Al Complesso monumentale di San Rocco a Carpi, l’Associazione Culturale Appenappena APS porta avanti “Lumen – Architettura di scena e rigenerazione di comunità”. Qui teatro dal vivo, formazione, welfare di prossimità e inserimento lavorativo si uniscono in un progetto dedicato soprattutto ai giovani e alle persone con disturbi dello spettro autistico, creando un circuito che unisce rigenerazione culturale e inclusione sociale.
Nel Salento, a Castrignano dei Greci, la cooperativa sociale Muta propone “Abitare KORA. Spazi, comunità e pratiche di rigenerazione”, che ruota attorno al Centro del Contemporaneo KORA, ospitato a Palazzo de Gualtieriis. Tra le attività spicca la riapertura della stanza dei forni storica con raccolte di memorie, laboratori intergenerazionali e un evento dedicato alla produzione del pane, simbolo di tradizione e comunità.
A Torino, l’Associazione Amici dell’Imbarchino APS sviluppa “Common Cult! Cultura partecipata come bene comune” all’Imbarchino del Valentino. Il progetto spinge giovani professionisti e cittadini a collaborare nella creazione di nuovi format culturali, con l’obiettivo di sperimentare forme di governance condivisa e mettere a punto strumenti replicabili in altre realtà.
A Rovereto, La Foresta-Accademia di Comunità ETS guida “Nutrire Cultura”, un’iniziativa che usa il cibo come veicolo di relazione sociale e culturale. Tra laboratori di autoproduzione, pratiche mutualistiche ed eventi pubblici si affrontano temi come povertà alimentare ed economica, puntando a sostenibilità e nuove reti di solidarietà sul territorio.
Musica, intercultura e giovani protagonisti a Siena e Napoli
A Siena, il progetto “Spazi Vivi” di Spazio Livi APS si rivolge alle nuove generazioni. Tra musica, orticoltura, cucina e podcast, i laboratori promuovono pratiche interculturali e partecipazione, culminando nel festival Voci Migranti, dove le esperienze raccolte diventeranno produzioni artistiche e momenti di confronto aperto.
A Napoli, la cooperativa sociale La Paranza presenta “Anime salve” al Cimitero delle Fontanelle. Riaperto stabilmente nel 2023 e gestito con un partenariato pubblico-privato, il sito diventa un luogo vivo grazie a laboratori e percorsi dedicati al culto delle anime pezzentelle. Il progetto si basa sul modello di “comunità di patrimonio” della Convenzione di Faro, che affida alle comunità un ruolo attivo nella cura e interpretazione dei beni culturali. L’obiettivo è costruire un legame forte e condiviso con un luogo simbolo della città.
Undici progetti che raccontano un’Italia che vuole ripartire dalla cultura per rigenerare spazi abbandonati o dimenticati. Dall’arte performativa alla valorizzazione del patrimonio locale, il finanziamento della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero sostiene una sfida fatta di inclusione e innovazione in diverse regioni. Esperienze già in corso nel 2023 che segnano un passo avanti verso modelli culturali più partecipati e sostenibili.
