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Ritornano visibili alle Terme di Traiano le uniche vedute panoramiche della Roma antica restaurate con il PNRR

Nel cuore delle Terme di Traiano, a Colle Oppio, una città romana si rivela come per magia su un affresco antico, ora finalmente visibile dopo anni di restauro. Si tratta di una veduta dall’alto, vivida e dettagliata, che racconta com’era la vita urbana duemila anni fa. Accanto a questo, emerge un grande mosaico decorativo, silenzioso testimone di un passato ricco e complesso. Nascosti nei sotterranei di uno degli impianti termali più celebri di Roma, questi capolavori sono tornati alla luce grazie ai fondi del PNRR – Caput Mundi, svelando spazi culturali e architetture che sembravano perduti nel tempo.

Roma dall’alto: il volto antico della città dipinto sui muri

L’affresco chiamato “Città Dipinta” copre circa dieci metri quadrati ed è stato realizzato dentro un edificio che precede la costruzione delle Terme di Traiano, risalente alla seconda metà del I secolo d.C. La scena ritrae una città romana vista dall’alto, con una precisione quasi scenografica. Si riconoscono chiaramente mura merlate, torri di guardia, la porta principale, il porto sul mare, strade principali e secondarie, un teatro, un tempio, un quadriportico e diversi quartieri residenziali. L’effetto è quello di una mappa tridimensionale dipinta, che restituisce la complessità e la struttura urbana di quel tempo.

L’affresco si trova in una galleria sotterranea lunga circa 70 metri, tra le arcate di un grande edificio in laterizio scoperto alla fine degli anni ’90. L’arcata principale misura quasi dieci metri in larghezza e quindici in altezza. Il recente restauro ha previsto diversi interventi: dall’eliminazione di agenti biologici al consolidamento delle superfici, fino a una pulizia accurata per togliere i depositi superficiali. Le nuove stuccature hanno reso più leggibile l’opera, riportando alla luce la chiarezza originale di questo affascinante e dettagliato dipinto.

Il grande mosaico: tra architettura teatrale e veduta sul mare

Poco lontano dalla Città Dipinta si apre un altro gioiello: il Grande Mosaico. Realizzato sulle pareti di una vasta sala affacciata su un ninfeo, questo mosaico doveva coprire pareti alte fino a dodici metri. La decorazione riproduce un’architettura in stile teatrale “scaenae frons” con due registri decorativi pieni di colonne, capitelli scolpiti, ghirlande e motivi vegetali, ma anche figure simboliche come divinità dionisiache, statue e figure umane. Tra queste spicca un uomo ritratto con tale precisione da sembrare un vero volto, non una figura idealizzata.

L’interpretazione della scena resta aperta, anche per le lacune nel mosaico. Ma gli scavi del progetto PNRR hanno portato alla luce una fascia più bassa con edifici che sembrano affacciarsi sul mare, collegandosi al tema delle “ville marittime”, residenze di pregio lungo la costa. Il mosaico si integra con lastre di marmo di grandi dimensioni e una nicchia centrale alta circa 2,20 metri, probabilmente pensata per una statua, a sottolineare la ricchezza e la monumentalità dello spazio originario.

Tra Domus Aurea e Terme: il Colle Oppio tra passato e impero

Queste decorazioni, risalenti alla seconda metà del I secolo d.C., dimostrano che l’area delle Terme di Traiano non era un terreno vergine al momento della loro costruzione nel 109 d.C. L’imperatore Traiano affidò il progetto all’architetto Apollodoro di Damasco, una figura di grande rilievo. Prima dell’intervento di Traiano, l’area ospitava parti della Domus Aurea di Nerone e altri edifici di epoche diverse.

Il complesso termale si estendeva su circa 60mila metri quadrati, costruito su un terrazzamento artificiale del Colle Oppio. Le nuove strutture inglobarono e modificarono quelle preesistenti, usandole come fondazioni, aree sotterranee e zone di servizio. Le Terme di Traiano portarono un modello innovativo: non solo bagni, ma anche grandi porticati e spazi verdi per sport, studio e socializzazione. Un centro culturale e di ritrovo aperto a tutti, ben oltre la semplice funzione termale.

L’esedra sud-occidentale: biblioteca e cuore culturale delle Terme

Sopra la galleria sotterranea restaurata si trova la grande esedra sud-occidentale, una struttura semicircolare di circa trenta metri di diametro, identificata come una delle biblioteche delle Terme di Traiano. Le pareti mostrano due file di nicchie rettangolari, probabilmente pensate per armadi lignei dove conservare libri e documenti.

Attorno all’esedra si trovano gradoni concentrici, alcuni ancora rifiniti in marmo, che facevano da posti a sedere per chi assisteva a letture, assemblee e altre attività culturali. Incisioni e segni sulle pietre del pavimento raccontano anche momenti più informali, suggerendo che lo spazio fosse luogo di convivialità e svago per i frequentatori. L’esedra si affaccia su un portico che si appoggia alla galleria e si apre su un’area all’aperto, probabilmente un giardino, dove si svolgevano altre attività ricreative.

Nuovi percorsi e servizi per i visitatori

Nella parte superiore del complesso sono stati realizzati percorsi pedonali sicuri, punti panoramici per osservare gli scavi e sistemazioni verdi per valorizzare il parco archeologico. Un sistema di illuminazione adatto a visite diurne e serali mette in risalto gli elementi architettonici e decorativi. È stata allestita una cavea con sedute per eventi culturali all’aperto, come concerti e conferenze, mentre un collegamento meccanizzato facilita l’accesso tra l’esedra e la galleria sotterranea.

Nel criptoportico è stato aperto un punto accoglienza con bookshop e una passerella sopra il Grande Mosaico, per osservarlo da vicino. È stato recuperato anche uno spazio dedicato alle fistulae, le tubature in piombo della rete idrica delle terme. Infine, sono stati restaurati gli edifici di servizio destinati a laboratori, uffici e magazzini della Sovrintendenza Capitolina, che si occupa della tutela dell’area.

Il debutto per il pubblico: visite guidate e modalità d’ingresso

La riapertura al pubblico delle Terme di Traiano partirà in forma sperimentale, con gruppi ridotti per salvaguardare gli affreschi e le decorazioni. Le prime visite guidate gratuite sono previste per il weekend del 12 e 13 settembre 2024. Per tutto settembre, l’accesso sarà possibile nei fine settimana, mentre da ottobre l’apertura si estenderà da venerdì a domenica.

Le visite si terranno a numero chiuso, con un massimo di 15 persone per turno, dalle 10 alle 15. L’obiettivo è offrire un’esperienza immersiva e rispettosa del patrimonio, permettendo di ammirare da vicino due straordinarie testimonianze della Roma antica, restaurate e conservate in condizioni ottimali.

Redazione

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