Sfogliate un catalogo d’asta recente e potrebbe capitarvi di trovare un fossile di dinosauro accanto a una borsa Birkin. Non è un errore, né un vezzo da collezionista eccentrico. È il segnale di una rivoluzione in atto nel mondo delle vendite all’incanto. Le aste cross-category stanno cambiando le regole del gioco, mescolando oggetti che fino a poco tempo fa sembravano appartenere a universi separati. Oggi i collezionisti non si accontentano più di una sola passione: cercano connessioni, contaminazioni, un mix di interessi che rompe gli schemi tradizionali.
Per decenni, il mercato delle aste ha lavorato per settori ben distinti: pittura moderna da una parte, arte contemporanea dall’altra, oggetti di lusso altrove. Un metodo che serviva a mettere ordine e a facilitare la vita a chi compra e studia. Ma oggi quel confine si sfuma. Le vendite cross-category accostano oggetti di epoche e mondi diversi: un Magritte, un meteorite, un dinosauro o una borsa Birkin nello stesso catalogo. Dietro questa scelta c’è la voglia delle case d’asta di intercettare i gusti di collezionisti meno rigidi, più curiosi, che non si accontentano di una sola nicchia. Nasce così il fenomeno del cross-collecting, un modo di collezionare e di cercare pezzi che mette da parte le categorie tradizionali.
Il vero motore di questo cambiamento è la natura stessa del collezionismo, che oggi è meno spezzettata e più legata all’esperienza personale, all’emozione e alla capacità di costruire una storia unica che attraversa diversi ambiti. Le aste si aprono così a un pubblico più variegato, meno legato alle vecchie etichette, e più disposto a esplorare.
Un caso che racconta bene questa tendenza è la vendita dello scheletro di tirannosauro Stan, vissuto quasi 67 milioni di anni fa, inserito nel 2020 in un catalogo di Christie’s accanto a grandi nomi dell’arte del Novecento. James Hyslop, responsabile del dipartimento di Storia Naturale, spiega che il fossile è un pezzo iconico, che trova un suo posto naturale accanto all’arte moderna.
“Questa scelta ha un doppio senso: da un lato offre al pubblico una nuova prospettiva, che unisce storia naturale e cultura pop; dall’altro intercetta il gusto del collezionista contemporaneo, che vede nel fossile non solo un reperto scientifico, ma anche un simbolo culturale legato a film come King Kong, Godzilla o Jurassic Park.” L’asta diventa così una narrazione che va oltre il semplice oggetto, puntando sull’immaginario e sul racconto.
Ma non si tratta solo di accostare cose estreme come dinosauri e borse di lusso. Alcune aste mettono a confronto opere di artisti affermati del Novecento con quelle di giovani emergenti, creando un dialogo tra passato e presente che aiuta a far emergere nuovi talenti. Altre iniziative, come l’Asian Art Week di Christie’s a New York, spingono ancora più in là questi concetti, proponendo sessioni di vendita che spaziano dalla pittura tradizionale a oggetti rari, senza confini netti tra le categorie.
Dietro le aste cross-category si nasconde un cambiamento più profondo: non si tratta più solo di raccontare la storia di un’opera o di un oggetto, ma di vendere uno stile di vita, un’immagine, un universo culturale. Il collezionista di oggi è curioso, mobile, e le case d’asta rispondono creando eventi in cui i confini tra discipline si dissolvono, offrendo un’immersione totale nelle passioni.
Questa nuova formula riflette una società che attinge a informazioni e esperienze da campi diversi, senza più muri rigidi. Si propone un racconto che può seguire il filo del tempo o saltare da un interesse all’altro: dall’arte alle auto d’epoca, dalla moda esclusiva ai fossili, guidati dal gusto personale più che dalle vecchie classificazioni.
La diffusione delle aste cross-category nei grandi appuntamenti culturali e commerciali mostra chiaramente come il collezionismo stia superando le barriere tradizionali. Oggi non si compra solo un oggetto, ma si esplora un mondo. Le aste diventano così eventi complessi e seducenti, capaci di rispecchiare la varietà dei gusti e delle aspirazioni di chi investe nel mercato globale.
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