Nel cuore pulsante di Milano, tra il frastuono delle strade e il silenzio ovattato di una sala d’asta, un semplice ventaglio cambia volto. Non più solo un accessorio per rinfrescarsi, ma un ponte tra arte e solidarietà. Da secoli compagno di gesti eleganti in Europa e Asia, oggi diventa simbolo di speranza. Dietro questo progetto c’è una rete di artiste e collezionisti che, con creatività e impegno, danno voce a un messaggio potente: aiutare donne e ragazze in Kenya a conquistare autonomia e a costruire il proprio futuro.
Il ventaglio: tra storia, arte e impegno sociale
Il ventaglio non è solo un modo per rinfrescarsi. Ha una storia lunga e complessa, fatta di gesti e significati. I suoi movimenti, le aperture e le pieghe raccontano un linguaggio tutto loro, un modo di comunicare senza parole. Proprio questo spunto ha ispirato Ventaglio by Evermondo, un progetto ideato da Marina Pecherskaya, curatrice e collezionista, che vuole trasformare un oggetto comune in un mezzo capace di mettere in relazione arte contemporanea, collezionismo e solidarietà.
Attraverso questa iniziativa, una selezione di ventagli firmati da artisti internazionali viene proposta come opera unica, acquistabile da collezionisti e sostenitori. Il ricavato va a finanziare la UNICEF Women-Led Innovation Challenge in Kenya, un programma che punta a rafforzare la leadership femminile e a sostenere imprese sostenibili guidate da donne. La prima asta benefica, che ha aperto la mostra a Milano, ha presentato la prima serie di opere. Intanto, è già in programma una nuova edizione per allargare il sostegno nei prossimi mesi.
Il vento come forza che muove il cambiamento
Al centro del progetto c’è l’immagine forte del vento: invisibile, in continuo movimento, ma con una forza capace di cambiare direzione e paesaggi. Il ventaglio prende nuova vita, diventando una fonte portatile di movimento, energia e significati che vanno oltre l’oggetto stesso. L’arte qui si fa veicolo di circolazione, capace di produrre risultati concreti. In Kenya, il programma punta su formazione imprenditoriale, accesso al capitale e reti di supporto per donne impegnate in progetti sostenibili.
I benefici si sentono anche in famiglia e nella comunità: imprese femminili più solide portano più risorse per la scuola e la salute dei bambini, rafforzano la stabilità economica e migliorano la parità di genere. Questo effetto supera il singolo caso, toccando intere generazioni e strutture sociali. Così il ventaglio diventa un simbolo vivo di sostenibilità e giustizia sociale.
Artiste e ventagli: forme di espressione contemporanea
Marina Pecherskaya ha scelto artiste che raccontano la soggettività femminile attraverso temi come vulnerabilità, trasformazione e resistenza. Ognuna interpreta il ventaglio secondo un linguaggio personale, trasformandolo in uno spazio di sperimentazione creativa.
Zora Mann, per esempio, esplora identità e cambiamento con un ventaglio che evoca leggerezza e sospensione. I suoi colori delicati, spesso rosati, suggeriscono un movimento emotivo, come una vibrazione portata dal vento. Il ventaglio è costruito su una base lignea rifinita a mano, un dialogo intimo tra materia e colore.
Benni Bosetto gioca con la materia, unendo legno e imbottiture morbide rivestite di velluto blu intenso. Questo lavoro, già visto al Pirelli HangarBicocca, dona al ventaglio un’eleganza tattile e moderna.
Leda Catunda porta le sue celebri soft paintings su un ventaglio di seta dipinta a mano, creando un collage astratto dai colori vivaci e contrastanti. Il risultato è un oggetto luminoso che stimola i sensi e invita a una lettura emozionale.
Stephanie Comilang, infine, intreccia cinema, installazioni e narrazioni documentarie per parlare di migrazione e lavoro. Il suo ventaglio, ispirato alle farfalle monarca, simbolo di migrazione, è realizzato in legno e seta ricamata secondo la tradizione filippina, diventando un’immagine poetica di connessioni e transizioni.
Arte e imprenditoria femminile: un modello di rete e crescita
Ventaglio non è solo arte o tecnica, ma mette al centro le donne come protagoniste del cambiamento. Sostenendo l’imprenditoria femminile, crea una rete che non agisce solo sul singolo, ma porta benefici a famiglie, comunità e nuove generazioni.
Marina Pecherskaya spiega così l’obiettivo: trasformare la bellezza in una forza capace di spingere avanti migliaia di donne e i loro figli. L’arte, in questo modo, non è solo estetica, ma diventa una piattaforma per attivare cambiamenti sociali e aprire nuove possibilità nelle comunità.
In Kenya, la bellezza diventa uno strumento concreto per formazione, accesso alle risorse e autonomia. Modelli simili hanno già mostrato, in diverse parti del mondo, come la cultura possa diventare infrastruttura sociale, generando lavoro e innovazione locale.
Ventaglio si presenta così come un progetto leggero ma potente, dove un oggetto apparentemente fragile crea legami dinamici tra artiste, collezionisti, istituzioni e comunità, portando risultati concreti e duraturi. La sfida è mantenere viva questa energia, per sostenere nel tempo la crescita di tante realtà femminili.
