Il 10 settembre 2026, la Neue Nationalgalerie di Berlino aprirà le sue porte a Maurizio Cattelan con una mostra che farà parlare a lungo. È la prima grande personale in Germania per l’artista italiano, un traguardo che arriva dopo anni di successi internazionali. La storica galleria, firmata da Ludwig Mies van der Rohe, ospiterà NIGHT fino al 7 marzo 2027. Quest’edizione del Preis der Nationalgalerie cambia marcia: niente collettiva, ma un’unica, potente mostra monografica. Lisa Botti, curatrice della Neue Nationalgalerie, e Klaus Biesenbach, il direttore, hanno lavorato fianco a fianco con Cattelan per mettere insieme questo progetto ambizioso.
La mostra ripercorre la carriera dell’artista dagli anni Novanta a oggi, proponendo una selezione di lavori simbolo. Tra le opere in esposizione ci sono pezzi iconici come Novecento — quel cavallo impagliato sospeso al soffitto che ha fatto parlare molto — e Him , l’opera che mostra Adolf Hitler inginocchiato in preghiera, capace di suscitare forti reazioni. Accanto a queste, trovano spazio La Rivoluzione Siamo Noi , autoritratto provocatorio in dialogo con Joseph Beuys, e Untitled , ispirato al romanzo Il tamburo di latta di Günter Grass. Ma la mostra non si limita ai classici: include anche alcune nuove opere commissionate appositamente per Berlino. Questi lavori indagano temi cari a Cattelan, come il contrasto tra innocenza e violenza, la costruzione dell’identità personale e collettiva e il modo in cui la memoria storica si forma attraverso le immagini. In queste nuove creazioni, l’artista riflette sul peso delle rappresentazioni visive e su come modellano la nostra percezione del tempo presente.
Berlino è un luogo particolarmente adatto per queste riflessioni. La città, con il suo passato sempre sotto la lente del dibattito pubblico, offre uno sfondo cruciale per l’arte di Cattelan, che evita risposte nette, preferendo invece esplorare le ambiguità e i significati sfumati delle figure storiche. La mostra si presenta così come uno spazio aperto al confronto, dove immagini familiari vengono rilette per suggerire nuove interpretazioni. Vale la pena ricordare che Cattelan, vent’anni fa, aveva già avuto un ruolo da co-curatore alla quarta edizione della Biennale di Berlino, un’esperienza che ha segnato il suo rapporto con la città.
Al centro della mostra c’è un’installazione pensata appositamente per la Neue Nationalgalerie. Non è solo un’opera collocata dentro l’edificio di Mies van der Rohe: vuole cambiare il modo stesso in cui il museo funziona. Secondo la direzione, questo intervento trasformerà il rapporto tra architettura, opere e visitatori, cambiando l’esperienza di chi entra. La grande hall di vetro, solitamente sede di mostre tradizionali, diventerà un ambiente ibrido, studiato per favorire incontri, riflessioni e un coinvolgimento diretto tra pubblico e opera.
La nuova configurazione abbandona l’allestimento classico, spostando l’attenzione sulla dimensione relazionale dello spazio. L’architettura si fa parte integrante dell’installazione, e i visitatori si troveranno a vivere il museo in modo inedito, partecipando a una narrazione in cui luogo, opera e spettatore si intrecciano. Il progetto di Cattelan non è solo un evento artistico di rilievo, ma segna anche un cambio di passo nel modo di pensare l’esposizione alla Neue Nationalgalerie.
Con NIGHT, Maurizio Cattelan apre un nuovo capitolo della sua carriera, un evento che rinnova il dialogo tra arte contemporanea e spazio pubblico, mettendo al centro temi profondi e attuali dentro il contesto storico e culturale di Berlino.
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