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Addio a Rosellina Archinto, l’editrice che rivoluzionò il libro illustrato portando Munari e Luzzati nel mondo

Redazione 22 Agosto 2026

Il 21 agosto 2024, a Santa Margherita Ligure, si è spenta Rosellina Archinto, una voce insostituibile dell’editoria italiana per l’infanzia. Aveva 93 anni. Nata a Genova nel 1933, Rosellina non si è limitata a pubblicare libri per bambini: ha cambiato radicalmente il modo di concepire il libro illustrato nel nostro Paese. Da semplice oggetto didattico, sotto la sua guida, quel libro è diventato un piccolo capolavoro, capace di incantare non solo i più piccoli ma anche gli adulti. La sua eredità si legge nelle pagine di milioni di lettori, oggi orfani di un’idea così viva e innovativa.

La spinta americana che ha cambiato il suo sguardo sull’editoria

Dopo la laurea in Economia e commercio alla Cattolica di Milano, Rosellina partì per New York, dove si formò alla Columbia University. Fu lì che entrò in contatto con un’idea nuova di libro per l’infanzia, dove immagini e grafica avevano lo stesso peso delle parole. Negli anni Sessanta gli Stati Uniti stavano vivendo una vera svolta culturale: il libro illustrato smetteva di essere solo un supporto educativo per diventare un prodotto artistico a tutto tondo, fatto per coinvolgere i sensi e la fantasia. Tornata in Italia nel 1963, Rosellina si trovò davanti a un mondo editoriale ancora legato a vecchie abitudini, ma portò con sé un carico di idee fresche e ambiziose.

Per lei non si trattava solo di importare modelli stranieri, ma di adattarli e farli convivere con il talento italiano. La sfida era dare al libro per bambini la stessa cura estetica e narrativa riservata alla letteratura per adulti. Nel suo lavoro ogni dettaglio – dalla grafica alla stampa – contava, perché il piacere della lettura passava anche dall’occhio e dalla mano.

Emme Edizioni, la fucina di innovazione che ha cambiato il mercato

Nel 1966 a Milano nacque Emme Edizioni, la casa editrice fondata da Rosellina Archinto che in pochi anni divenne un punto di riferimento per l’editoria per ragazzi. Il catalogo si arricchì di autori e illustratori di fama internazionale come Maurice Sendak, Leo Lionni, Eric Carle, Tomi Ungerer e Guillermo Mordillo. Ma Emme fu anche il trampolino di lancio per artisti italiani di primo piano come Bruno Munari, Emanuele Luzzati, Enzo e Iela Mari, Flavio Costantini.

Con Emme, l’albo illustrato non fu più un semplice strumento pedagogico, ma un vero e proprio oggetto d’arte. L’attenzione maniacale a immagini, design, qualità tipografica e contenuto letterario cambiò la percezione stessa del libro per l’infanzia. Si chiuse così un’epoca di approccio didattico rigido, aprendo la strada a una nuova dignità editoriale.

Emme Edizioni si spinse anche nel campo psicopedagogico, coinvolgendo nomi del calibro di Jean Piaget, Françoise Dolto e Arno Stern. La presenza di intellettuali come Natalia Ginzburg, che firmò prefazioni, conferì alla casa un ruolo di ponte tra scienza e cultura popolare, rivolgendosi non solo ai bambini ma anche a famiglie e insegnanti.

Epistolari e cultura: la seconda vita di Rosellina Archinto Editore

Nel 1985 Rosellina vendette Emme Edizioni, ma l’anno dopo rilanciò la sua attività fondando Rosellina Archinto Editore. Questa volta si dedicò a un ambito diverso: gli epistolari. Pubblicò lettere di grandi scrittori e pensatori come Rainer Maria Rilke, Thomas Mann, Marcel Proust e Salvatore Quasimodo, trasformando la corrispondenza privata in un genere letterario a sé, carico di intensità e profondità.

Parallelamente curò il mensile culturale “Leggere”, attivo dal 1988 al 1997, con novanta numeri dedicati a letteratura, recensioni e novità editoriali. La sua casa diventò un punto d’incontro per intellettuali e artisti del calibro di Herbert Marcuse, Camilla Cederna, Inge Feltrinelli, Alberto Arbasino, Maurizio Pollini e Claudio Abbado.

Questa seconda fase dimostrò quanto fosse versatile e lungimirante, capace di passare dagli albi illustrati alla letteratura epistolare senza mai perdere di vista l’eccellenza.

Il ritorno all’infanzia con Babalibri e l’eredità di una vita

Nel 1999 Rosellina tornò alla sua grande passione fondando insieme alla figlia Francesca il marchio Babalibri, in collaborazione con la francese L’école des loisirs. Il progetto puntava ancora sugli albi illustrati per la fascia prescolare, portando in Italia grandi nomi dell’illustrazione come Leo Lionni, Iela Mari, Arnold Lobel, Mario Ramos e Philippe Corentin.

Dopo aver ceduto Babalibri a RCS MediaGroup nel 2003, nel 2015, a 82 anni, Rosellina la riacquistò, ribadendo il suo legame profondo con un’attività che per lei era soprattutto autonomia culturale. Nello stesso anno le fu conferito il titolo di Cavaliere della Legion d’Onore, riconoscimento che sottolinea il suo ruolo di protagonista della cultura italiana nel mondo.

Accanto all’editoria, Rosellina fu anche impegnata in politica: dal 1990 al 1993 fu consigliere comunale a Milano con il PRI, presiedendo la Commissione Cultura. Il suo lascito resta vivo nella città e nel Paese, soprattutto nella capacità di aver trasformato il libro per l’infanzia in un vero e proprio oggetto d’arte, di respiro internazionale e capace di parlare a tutte le generazioni.

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