Davanti alle Serpentine Galleries, il lago di Hyde Park si stende calmo, testimone silenzioso di Londra da oltre due secoli. Nato nel XVIII secolo, questo specchio d’acqua ha visto di tutto: dalle sfide delle Olimpiadi del 2012 alle più recenti esposizioni d’arte contemporanea. Ai suoi bordi, le gallerie – una progettata da Zaha Hadid – accolgono il pubblico con spazi capaci di raccontare il mondo attraverso l’arte. Tra le mostre in corso, spicca il lavoro di David Hockney, un fregio monumentale che cattura, con intensità e poesia, un intero anno trascorso tra i paesaggi della Normandia.
Il nome Serpentine deriva dalla forma a “S” del lago che taglia in due Hyde Park, uno dei polmoni verdi più amati di Londra. Nato nel XVIII secolo, il lago si inserisce con naturalezza nel tessuto urbano, circondato da giardini e spazi aperti. Ai suoi margini si trovano le due gallerie, nate per sostenere e promuovere l’arte contemporanea britannica, fino a diventare oggi un punto di riferimento internazionale.
La Serpentine South aprì nel 1970, recuperando un vecchio padiglione da tè di Kensington Gardens. La sua architettura semplice e discreta si fonde con il paesaggio, offrendo una cornice raccolta per mostre e installazioni di rilievo. Nel 2013, dall’altra parte del lago, è nata la Serpentine North: un edificio dallo stile all’avanguardia, firmato da Zaha Hadid, che ha trasformato un vecchio deposito di polvere da sparo in un museo d’arte contemporanea moderno e funzionale. A completare il complesso, una tensostruttura che ospita un ristorante elegante, con vista sul lago e sulle gallerie. Entrambi gli spazi sono oggi vetrine di mostre che uniscono arte e architettura, attirando visitatori da tutto il mondo.
Nella Serpentine North si trova ora una mostra che racconta con forza e originalità il mondo di David Hockney, uno degli artisti britannici più amati per il suo modo unico di interpretare i paesaggi con colori vivi e un tratto pulsante di vita. La sua nuova opera, “A Year in Normandie and Some Other Thoughts about Painting”, è un fregio lungo ottanta metri e alto 88 centimetri: un viaggio attraverso le stagioni di un anno intero in un angolo di Normandia.
Realizzato tra il 2020 e il 2021 nella casa di campagna di Hockney a Beuvron-en-Auge, questo ciclo è stato creato interamente con un iPad, uno strumento digitale che ha preso il posto del pennello tradizionale senza però perdere il calore e la precisione del gesto umano. Durante il lockdown per la pandemia, Hockney ha trasformato il tempo sospeso in un lavoro meticoloso, catturando ogni cambiamento della natura in un susseguirsi di oltre cento pannelli digitali, stampati su carta di alta qualità e disposti come un panorama continuo dai colori intensi e cangianti.
Chi si avvicina al fregio viene subito coinvolto dal gioco di luci e colori che racconta le stagioni normanne: dall’inverno spoglio ai campi rigogliosi d’estate, dalla neve ai cieli carichi di nuvole. Il risultato è simile a una lunga pellicola digitale, ma a tradire la natura concreta dell’opera sono le puntine da disegno lasciate in vista, un richiamo all’artigianalità delle stampe.
La composizione è ricca di dettagli: linee tracciate a mano, punti colorati e motivi grafici che danno vita a case, alberi e panorami vasti. Qui l’arte digitale si fonde con la manualità, raccontando un paesaggio in continuo mutamento dove la natura è protagonista. La tecnica di Hockney supera il limite dello schermo, trasformando la pittura contemporanea in un’esperienza vibrante e calda, nonostante l’uso della tecnologia.
Ai lati del fregio, due corridoi della galleria ospitano una serie di cinque dipinti su tela che riprendono il tema della tavola apparecchiata. Questi quadri, accompagnati da ritratti di amici, creano un’atmosfera intima e familiare, come un invito a sedersi attorno a un tavolo simbolico: la celebre accoglienza di Hockney. Questi lavori dialogano con l’opera principale, creando un ponte tra passato e presente, tra digitale e tradizione.
Esporre “A Year in Normandie” nella Serpentine North è una scelta naturale: il luogo unisce arte contemporanea e architettura d’avanguardia, offrendo uno spazio capace di valorizzare un’opera così imponente. Il fregio, inoltre, è pensato per poter essere trasportato e mostrato in altri musei, così da raggiungere un pubblico sempre più ampio e far vivere questa esperienza visiva ricca di emozioni.
Nel 2024, questa mostra rappresenta uno dei contributi più importanti di Hockney, che continua a sperimentare linguaggi nuovi senza perdere la sua firma riconoscibile. La sua presenza alle Serpentine Galleries conferma il ruolo di Londra come centro vitale della cultura contemporanea e dimostra come l’arte sappia raccontare i grandi cambiamenti della natura e del tempo.
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