Londra quest’estate pulsa di arte come mai prima. Le sue gallerie si trasformano in un palcoscenico dove i grandi maestri del passato si incontrano con le nuove generazioni, in un dialogo che scuote e stimola. Capolavori impressionisti si affiancano a retrospettive che riflettono sull’identità e sulla natura, mentre la moda emerge da un angolo tradizionale per mostrarsi come espressione artistica vera e propria. Ogni museo racconta storie diverse, capaci di catturare lo sguardo e sorprendere chiunque varchi la soglia.
Monet e Renoir si ritrovano alla National Gallery dopo quasi vent’anni
Alla National Gallery, fino a metà settembre, due giganti dell’impressionismo tornano a parlare insieme. Monet e Renoir sono protagonisti di un allestimento speciale che mette a confronto le due versioni di La Grenouillère, dipinte nell’estate del 1869. I due artisti lavorarono fianco a fianco sulle rive della Senna, catturando con pennellate vive l’atmosfera della Parigi di allora, ognuno con la propria luce e sensibilità. La mostra, in Sala 41, crea un intenso confronto tra le opere e racconta la stretta complicità intellettuale che li legava, prima che Renoir si avventurasse nella sua retrospettiva Renoir and Love in programma per l’autunno 2024. Un’occasione unica per riscoprire la forza innovativa di quel confronto diretto che ha cambiato la storia dell’arte occidentale.
Alla Tate Modern Ana Mendieta e l’arte femminile che parla di natura e identità
La Tate Modern conferma il suo ruolo di punto di riferimento con una programmazione ricca e articolata. Tra le mostre spicca quella dedicata ad Ana Mendieta, prima grande retrospettiva nel Regno Unito da più di dieci anni. Film rimasterizzati, dipinti, sculture e installazioni inedite, come la celebre Silueta Series, raccontano il percorso di un’artista che fonde il corpo con terra, fuoco e acqua. Le sue opere parlano di identità, perdita e eco-femminismo, temi nati negli Stati Uniti degli anni Settanta ma ancora fortemente attuali. La mostra si estende anche all’esterno, con interventi nel paesaggio che sottolineano il carattere effimero e rituale del suo lavoro, capace di dialogare con il tempo e lo spazio in modo unico.
David Hockney alla Serpentine: ritratti intimi e un murale che celebra la natura
Alla Serpentine Gallery di Hyde Park, fino al 23 agosto 2024, è in corso una mostra dedicata a David Hockney. In esposizione una selezione di lavori recenti, tra cui cinque nature morte e altrettanti ritratti realizzati negli ultimi due anni. I volti ritratti appartengono al suo cerchio più vicino, familiari e amici, offrendo uno sguardo intimo sulla vita dell’artista. Nel giardino della Serpentine North spicca il grande murale digitale A Year in Normandy, che raffigura alberi in fiore e una casa di campagna, creando un’atmosfera di calma e riflessione. Hockney ha più volte detto che il suo obiettivo è regalare piacere e bellezza, superando le difficoltà della realtà con immagini piene di speranza. Un invito a fermarsi e godere della natura, proprio nel cuore della città.
Al V&A Museum la moda di Elsa Schiaparelli tra arte e avanguardia
Il Victoria and Albert Museum di South Kensington ospita fino a novembre 2024 la mostra Schiaparelli: Fashion becomes Art, che ripercorre la carriera della stilista Elsa Schiaparelli e il suo stretto legame con l’arte surrealista. Oltre 400 pezzi d’archivio, dai cappotti da sera agli abiti creati insieme a Salvador Dalì e Jean Cocteau, raccontano una figura pionieristica e fuori dagli schemi. Tra le creazioni, spiccano abiti dallo stile “scheletro” e capi che richiamano le Avanguardie storiche, segno della sua anima sperimentale. Schiaparelli, autodidatta e visionaria, ha saputo mescolare moda e arte fin dagli anni Venti, anticipando tendenze che ancora influenzano il settore. Un percorso che mostra come la sua eredità continui a vivere grazie al lavoro del direttore creativo Daniel Roseberry.
Al Camden Art Centre Liz Larner e la scultura che sfida natura e artificio
Il Camden Art Centre presenta la prima mostra personale in Gran Bretagna di Liz Larner, artista americana nota per la sua scultura concettuale dagli anni Ottanta. Il suo lavoro esplora il rapporto complesso tra natura e artificio, con un forte richiamo alle tematiche eco-femministe. In mostra lastre ceramiche con crepe riempite di minerali fusi, assemblaggi di plastica riciclata e una scultura ispirata al mito mesopotamico di Lilith. Larner rompe le tradizionali barriere tra ciò che è naturale e ciò che è artificiale, offrendo una visione in cui la materia sembra viva. Le sue opere intrecciano processi geologici e miti, evitando lo sfruttamento estrattivo tipico dell’Antropocene. Ogni pezzo invita a riflettere sul nostro rapporto con l’ambiente e il corpo, con un tocco che è insieme poetico e scientifico.
