A Città del Capo, lo Zeitz MOCAA si prepara a voltare pagina. Dal primo ottobre 2024, Elvira Dyangani Ose prenderà il comando come direttrice artistica, portando con sé un’energia fresca ma rispettando le radici profonde del museo. Dopo la scomparsa di Koyo Kouoh, figura chiave che ha guidato l’istituzione fino al 2023, questo cambio alla guida non è solo un passaggio di testimone: è un segnale chiaro di rinnovamento. Con il decimo anniversario in arrivo, il museo vuole ampliare i confini dell’arte contemporanea africana, puntando su nuove mostre, acquisizioni e iniziative capaci di attrarre un pubblico più vasto, restando saldamente nel cuore del panorama artistico globale.
Chi è Elvira Dyangani Ose, la nuova guida dello Zeitz MOCAA
Nata a Córdoba nel 1974 in una famiglia originaria della Guinea Equatoriale, Elvira Dyangani Ose è cresciuta in Spagna, immersa in un ambiente culturale ricco e variegato che ha segnato profondamente il suo modo di lavorare. La sua carriera si è sempre concentrata su una lettura critica delle storie ufficiali dell’arte, con uno sguardo particolare sulle narrazioni africane e della diaspora.
Tra il 2011 e il 2014 ha curato alla Tate Modern di Londra la prima strategia dedicata all’acquisizione e alla valorizzazione di opere provenienti dall’Africa e dalla diaspora, aprendo una nuova strada per i musei europei. Poi ha guidato The Showroom, uno spazio indipendente londinese dedicato alla sperimentazione culturale, e ha insegnato alla Goldsmiths, University of London, formando nuove generazioni di curatori e artisti.
Nel 2021 è diventata direttrice del Museu d’Art Contemporani de Barcelona , prima donna di colore a ricoprire quel ruolo, incarico che ha lasciato quest’anno ad aprile. Parallelamente, ha diretto la seconda Biennale di Arte Pubblica di Abu Dhabi, evento che si svolge tra la città emiratina e l’oasi di Al Ain, confermando il suo approccio curatoriale che attraversa Africa, Europa e Medio Oriente.
Zeitz MOCAA al bivio: tra l’eredità di Koyo Kouoh e le sfide globali
La nomina di Elvira Dyangani Ose è arrivata dopo una selezione internazionale guidata dal consiglio d’amministrazione dello Zeitz MOCAA. David Green OBE, cofondatore e co-presidente del museo, ha sottolineato che questa scelta non rompe con il passato, ma anzi rafforza l’identità del museo. L’obiettivo è restare ben radicati nel contesto africano, ampliando però i legami con il resto del mondo.
Sotto la guida di Koyo Kouoh, scomparsa nel maggio 2023, lo Zeitz MOCAA è diventato un punto di riferimento nel dibattito globale sulle pratiche decoloniali, ridefinendo le narrazioni sull’arte contemporanea emergente dal Sud del Mondo. Kouoh ha trasformato il museo in un luogo imprescindibile, unendo rigore curatoriale a una forte sensibilità politica.
Elvira Dyangani Ose raccoglie questo testimone con la volontà di andare oltre, allargando gli orizzonti. Ha detto che per lei assumere questo ruolo è un impegno che ha un grande valore personale e professionale, un’occasione per contribuire a costruire una scena artistica globale più inclusiva e consapevole.
Zeitz MOCAA verso il futuro: nuove sfide e nuovi pubblici
Con il decimo anniversario alle porte, lo Zeitz MOCAA si prepara a espandere i suoi programmi e a rinnovare le sue modalità espositive. L’idea è coinvolgere un pubblico più variegato, superando i confini tradizionali dell’arte africana contemporanea. Sono in arrivo nuove acquisizioni e sperimentazioni con formati innovativi, pensati per rendere la visita più coinvolgente e articolata.
Questa espansione coincide con un momento di grande fermento nel mondo culturale africano: artisti, curatori e studiosi stanno sempre più dialogando sulle scene internazionali, proponendo modi nuovi di affrontare le eredità coloniali e i canoni estetici consolidati. In questo quadro, lo Zeitz MOCAA vuole diventare un vero centro di produzione culturale e riflessione critica, mantenendo un dialogo aperto con altre realtà museali nel mondo.
La direzione di Elvira Dyangani Ose rappresenta un passaggio di testimone che rafforza il ruolo dello Zeitz MOCAA come fulcro delle dinamiche contemporanee legate all’Africa, un luogo dove le istanze locali si incontrano e si intrecciano con le tendenze globali dell’arte. Gli anni che verranno saranno decisivi per consolidare questa posizione e riportare Città del Capo tra le capitali culturali di maggior rilievo.
