Il Lago di Garda ti aspetta. Così recitavano, decenni fa, i cartelloni eleganti nelle stazioni ferroviarie d’Europa centrale. Non era solo un invito, ma una promessa, un sogno che si diffondeva ben prima di arrivare sulle sue rive. Quelle immagini, con colori vividi e atmosfere seducenti, hanno abitato la mente di tanti viaggiatori, spingendoli a trasformare il desiderio in realtà. Oggi, al MAG di Riva, una mostra racconta proprio questo: come la grafica ha contribuito a costruire l’identità e la fama del Lago di Garda, trasformandolo da semplice paesaggio in icona turistica amata in tutto il mondo.
La mostra allestita nel 2024, “Visitate il Garda. Grafica e promozione dalla Belle Époque al turismo moderno”, è una tappa fondamentale per capire non solo il turismo del territorio, ma anche le trasformazioni culturali legate a quell’esperienza. Curata da Matteo Rapanà, direttore del MAG, insieme ad Anna Zunino, l’esposizione propone un percorso che parte dai manifesti della Belle Époque, passa per le cartoline d’epoca, fino ad arrivare alle grafiche del Novecento. Il tutto nel centenario della fondazione dell’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di Riva del Garda, oggi Garda Dolomiti, un anniversario che ne sottolinea il valore storico.
La selezione, precisa e dettagliata, mette in mostra decine di manifesti, cartoline e materiali promozionali che per decenni hanno influenzato il modo in cui il lago è stato visto e vissuto. Un racconto per immagini che si fa viaggio nella memoria collettiva, aprendo uno sguardo sulle strategie comunicative che hanno trasformato un paesaggio in un’icona europea, fatta non solo di natura ma anche di mito e promessa di esperienze uniche.
La mostra svela come l’immagine turistica del Garda si sia evoluta nel tempo, seguendo i mutamenti sociali e culturali. All’inizio del Novecento, il lago veniva descritto come un “Mediterraneo incastonato tra le Alpi”, un luogo unico e riservato a un pubblico d’élite, quello della Belle Époque. Le prime immagini puntavano a un pubblico selezionato, con dettagli raffinati e un gusto elegante. Ma con il passare degli anni e l’arrivo del turismo di massa, il linguaggio visivo si è fatto più diretto e accessibile.
I manifesti mostrano bene questa trasformazione: dalle linee morbide dello stile Liberty si passa alle forme più geometriche e stilizzate dell’Art Déco. Poi arrivano le sperimentazioni futuriste, con il dinamismo e la velocità come protagonisti, legati soprattutto alla diffusione dell’automobile sulle rive del lago. Dopo la guerra, la grafica pubblicitaria si concentra su nuovi sport acquatici e sulla democratizzazione del viaggio: il Lago di Garda diventa così la meta di milioni di vacanzieri in cerca di divertimento e libertà.
Dietro a queste immagini c’è anche la storia di un cambiamento culturale più ampio, che vede nel Garda un simbolo di stile di vita, innovazione e distinzione sociale, riflesso dei mutamenti della società italiana ed europea.
“Visitate il Garda” dimostra che i manifesti non sono solo pubblicità, ma veri e propri strumenti per costruire un’identità collettiva. La mostra invita a vedere questi materiali come attori attivi nella definizione del territorio. Non si tratta solo di raccontare com’era il lago, ma di capire come la comunità gardesana abbia lavorato con artisti e illustratori per creare un’immagine riconoscibile e condivisa.
Il paesaggio diventa così un marchio culturale, fatto di immagini e simboli che viaggiano oltre i confini, capaci di attirare turisti e sostenere un’economia basata sull’accoglienza e il tempo libero. Il lavoro di ricerca e catalogazione del MAG restituisce questa storia complessa, fatta di intrecci tra promozione, arte e identità sociale.
Il progetto curato da Matteo Rapanà e Anna Zunino offre uno sguardo nuovo sull’invenzione del paesaggio gardesano, mostrando che dietro ogni immagine c’è una storia di scelte estetiche e culturali che hanno segnato per sempre il ruolo del Lago di Garda nell’immaginario europeo.
Non sono solo fotografie belle da vedere. Così si potrebbe cominciare a raccontare la mostra…
«Mutare è l’unica costante», scriveva Ovidio nelle sue Metamorfosi. Ed è proprio questo continuo trasformarsi…
«Ricognizioni»: un nome che suona come una promessa, un invito a guardare da vicino ciò…
Un set completo Pokémon Base Set First Edition del 1999 ha raggiunto la cifra sorprendente…
Mentre molti annunciano la fine della pittura, negli angoli nascosti delle botteghe italiane si accende…
L’11 giugno 2026, David Hockney si è spento a Londra, lasciando un vuoto nel mondo…