L’11 giugno 2026, David Hockney si è spento a Londra, lasciando un vuoto nel mondo dell’arte contemporanea. Ma l’Australia, sua terra d’adozione per molti anni, non si lascia sfuggire l’occasione di celebrarlo. Tra settembre e ottobre, Canberra e Sydney ospiteranno due mostre che non si limitano a ripercorrere la sua carriera, ma la raccontano da due angolazioni diverse. Un’esposizione si concentra sul ritratto, quella accanto si immerge nel digitale, facendo vivere al pubblico un’esperienza unica, quasi avvolgente. Hockney torna così, in modo intenso e attuale, attraverso l’arte che ha sempre saputo reinventare.
Il ritratto protagonista alla National Gallery of Australia di Canberra
La National Gallery of Australia di Canberra, che custodisce la più vasta collezione australiana dedicata a Hockney, aprirà il 5 settembre 2026 la mostra “David Hockney: Portraits in Print”. L’esposizione, visitabile fino al 14 febbraio 2027, mette al centro il ritratto nell’opera dell’artista. Oltre 60 pezzi, realizzati in quasi trent’anni, mostrano la sua continua ricerca e sperimentazione sul volto umano.
Questi ritratti non sono semplici immagini, ma raccontano il tempo che passa e le relazioni umane: figure come la designer Celia Birtwell e Gregory Evans tornano più volte, alternando rappresentazioni realistiche a composizioni più spezzate e influenzate dal neocubismo. La mostra sottolinea anche il ruolo della stampa nell’attività di Hockney, che ha utilizzato incisioni, litografie e tecniche alternative come fotocopie e disegni digitali per ampliare il suo linguaggio espressivo. È proprio la lunga collaborazione con il maestro stampatore statunitense Kenneth E. Tyler, attiva dagli anni Sessanta agli Ottanta, a testimoniare questo connubio tra tradizione e innovazione.
Il rapporto con Tyler aiuta a capire come tecnica e contenuto si intreccino nella sua arte. La National Gallery, con questa mostra, mette in luce il ritratto come strumento per esplorare l’identità e il rapporto tra individuo e artista, offrendo al pubblico uno sguardo dettagliato sull’evoluzione stilistica e concettuale di Hockney.
Sydney e l’esperienza immersiva di Bigger & Closer a Carriageworks
A Sydney, il 22 ottobre 2026, si inaugura “David Hockney: Bigger & Closer ”, un progetto molto diverso che trasforma lo spazio in un ambiente digitale multisensoriale. La sede scelta è Carriageworks, un ex complesso industriale oggi centro culturale, che verrà animato da proiezioni a 360 gradi, suoni e immagini, accompagnate da una colonna sonora originale firmata da Nico Muhly.
L’installazione nasce dalla collaborazione tra l’artista e Lightroom London a partire dal 2019 ed è stata già ospitata in città come Londra, Manchester, Shanghai, Seoul e Singapore, attirando più di 650mila visitatori. Qui Hockney parla attraverso le sue immagini e accompagna il pubblico con una traccia audio che racconta le sue idee sulla prospettiva, il tempo e la fotografia.
Bigger & Closer è un viaggio lungo 60 anni di carriera, tra collage di Polaroid, paesaggi digitali realizzati su iPad e scenografie teatrali. Non si tratta solo di ingrandire le opere, ma di riflettere sul modo in cui l’artista ha scomposto e ricostruito la realtà visiva. Questa mostra è un’eredità preziosa, realizzata con la diretta partecipazione di Hockney, che ha seguito ogni dettaglio fino a poco prima di morire.
Due sguardi diversi su Hockney in Australia
L’omaggio australiano a Hockney si sviluppa quindi su due fronti molto diversi, che raccontano due facce della sua arte. A Canberra domina l’intimità di formati piccoli, l’osservazione attenta dei volti e della linea, con un’esperienza che richiede calma e concentrazione. A Sydney, invece, si punta sull’impatto dello spazio e sull’immersione totale, con un racconto audiovisivo che richiama il cinema e il teatro.
Questa dualità riflette la versatilità di Hockney, capace di muoversi senza timori tra pittura, fotografia, incisione e tecnologia digitale, mettendo continuamente in discussione le regole della rappresentazione dello spazio e del tempo. La luce, i colori vivi e i paesaggi californiani – che tanto hanno segnato il suo immaginario – trovano un richiamo naturale nella cultura visiva e nell’ambiente australiano, rendendo queste mostre particolarmente significative.
L’ultimo saluto a Londra con “A Year in Normandie”
Mentre l’Australia si prepara a celebrare Hockney, a Londra resta aperta fino al 23 agosto 2026 la mostra “David Hockney: A Year in Normandie and Some Other Thoughts about Painting” alla Serpentine North Gallery. È la prima personale dell’artista in questo spazio e probabilmente una delle ultime realizzate con il suo diretto coinvolgimento.
La mostra presenta nuovi dipinti accanto a un enorme fregio digitale di circa 90 metri, intitolato “A Year in Normandie”, creato tra il 2020 e il 2021. L’opera si ispira agli arazzi storici come quello di Bayeux e ai rotoli dipinti cinesi, raccontando il passare delle stagioni intorno allo studio di Hockney in Normandia. Questo lavoro monumentale esplora il legame profondo con la natura e il tempo, dialogando con un’altra serie dedicata ai paesaggi di Kensington Gardens.
Quest’ultimo progetto ribadisce ancora una volta l’attenzione di Hockney per lo sguardo e la percezione quotidiana: un invito a fermarsi e osservare ciò che spesso sfugge nella frenesia di tutti i giorni. A pochi mesi dalla sua scomparsa, il suo lavoro continua a catturare l’interesse internazionale, confermando la grandezza di un maestro capace di rinnovarsi senza mai perdere il contatto con il reale.
