Nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, tra gli alberi secolari di Pescasseroli, un’opera d’arte si fa strada nel silenzio del bosco. Hilario Isola, scultore noto per le sue creazioni che dialogano con l’ambiente, ha scelto la Rosalia alpina, un insetto raro e fragile, come simbolo del rapporto tra uomo e natura. ArteParco, la rassegna che da anni intreccia creatività e tutela ambientale, torna così con un messaggio forte, scolpito nella materia viva del bosco.
La Rosalia alpina è un coleottero raro, con le sue antenne lunghe e il corpo elegante. Non supera i 3-4 centimetri e si riconosce per il motivo bicolore nero e grigio. Vive solo nelle foreste antiche, come quelle del Parco Nazionale d’Abruzzo, dove la sua presenza dice molto sulla salute dell’ecosistema: se c’è la Rosalia, l’ambiente è ancora integro, lontano da eccessi umani. È proprio per questo che Isola l’ha scelta come protagonista di un’opera pensata apposta per questo luogo. Un omaggio, certo, ma anche un segnale d’allarme.
L’installazione, intitolata Santa Rosalia, è una figura di tre metri, sospesa tra i rami, realizzata interamente a mano con sottili fogli di rame incisi al bulino. L’effetto è luminoso: il metallo dorato cattura la luce del sole, ma col tempo si ossida, passando dal dorato a verdi e marroni, mimetizzandosi nella foresta. Un richiamo alla fragilità e alla transitorietà dell’ambiente che ci circonda. Il visitatore viene così invitato a riflettere sulla necessità di proteggere questi spazi con scelte concrete e sostenibili.
Torinese classe 1976, Hilario Isola ha fatto del rapporto tra uomo e natura il cuore della sua ricerca artistica. Lavora con materiali semplici e antichi, come ferro, rame e piante, esaltando le forme e i cicli vitali. Uno dei suoi lavori più noti, Vita vitae, è un grande cerchio di ferro che sorregge raspi di vite, simbolo di vita e rinascita.
Tra sculture, installazioni e disegni, Isola racconta una bellezza che nasce dal paesaggio, invitandoci a guardare la natura non solo come fonte d’ispirazione, ma anche di responsabilità. Oltre all’arte, si dedica all’agricoltura biologica nel suo laboratorio a Bagnolo, in provincia di Cuneo, dove coltiva vigne e piante, accudisce insetti e animali, tutti elementi che rappresentano l’equilibrio delicato tra vita e ambiente.
Le sue opere spaziano dalle api ai bruchi, dai coleotteri alle libellule, mostrando non solo la loro bellezza ma il ruolo fondamentale che hanno negli ecosistemi. In progetti come l’installazione ai Giardini della Reggia di Venaria, Isola ha messo in luce insetti utili come alternativa ai pesticidi, spostando l’attenzione su soluzioni ecologiche in agricoltura. Dietro tutto questo c’è una riflessione profonda: il legame simbiotico tra uomo e natura, tradotto in arte e pratica.
Pescasseroli, nel cuore dell’Appennino abruzzese, è il luogo ideale per ospitare ArteParco, manifestazione che dal 2017 mette insieme arte contemporanea e tutela ambientale. Il Parco Nazionale, fondato nel 1923, è una delle aree protette più importanti d’Italia, rifugio di specie come l’orso bruno appenninico, il camoscio d’Abruzzo e il lupo. Il centro visite attira ogni anno visitatori curiosi di scoprire flora, fauna e storia di questo territorio unico.
Il paese vanta anche legami culturali importanti, come quello con Benedetto Croce, nato proprio qui nel 1866 nella residenza di Palazzo Sipari, oggi meta culturale. ArteParco intreccia arte e natura lungo i sentieri del bosco, con opere site specific di artisti come Marcantonio, Matteo Fato e Valerio Berruti. Il percorso artistico si fonde con il paesaggio, offrendo un’esperienza immersiva tra arte e ambiente.
L’edizione 2026 si arricchisce di eventi culturali — musica, teatro, performance — in collaborazione con realtà di spicco come Fondazione MAXXI e L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026. Un segnale chiaro dell’intenzione di rafforzare il valore culturale e ambientale di un festival che nasce nella natura incontaminata del Parco.
Santa Rosalia colpisce per la sua struttura e la complessità tecnica. È composta da lastre sottili di rame lavorate a mano con la tecnica del bulino, che permette di incidere dettagli finissimi. Il lavoro ha richiesto grande cura nella scelta dei materiali e nella loro evoluzione naturale: il rame, infatti, si ossida nel tempo, cambiando colore e consistenza. Non è un difetto, ma una scelta voluta dall’artista, che lascia l’opera trasformarsi, proprio come fa la natura.
L’installazione è posizionata tra i rami di un albero, scelta che rafforza il legame con l’habitat naturale della Rosalia alpina. Il contrasto tra il metallo lucido e le patine che si sviluppano crea un percorso visivo e tattile che coinvolge chi guarda, invitandolo a osservare da angolazioni diverse e a riflettere sulle trasformazioni ecologiche in atto.
Santa Rosalia è più di un’installazione: è un messaggio visivo potente. I riflessi di luce e le ombre che si creano catturano l’attenzione e coinvolgono emotivamente il visitatore. Trasformare un insetto piccolo e fragile in un gigante dorato significa sottolineare con forza l’urgenza di proteggerlo e di salvaguardare tutto ciò che rappresenta.
A chiudere il progetto, l’immagine della Rosalia alpina ha preso vita anche in gioielli realizzati da esperti orafi abruzzesi. Questi pezzi, frutto di tecniche tradizionali, traducono la delicatezza dell’insetto in piccoli oggetti d’arte, creando un ponte tra arte contemporanea e artigianato locale. È un modo per portare il messaggio ecologico fuori dal bosco, nelle città e tra le persone.
La collezione riprende in scala ridotta la struttura dell’insetto, mantenendo intatto il valore simbolico dell’installazione. Così, chi indossa uno di questi gioielli diventa portavoce di un’idea di tutela e rispetto per l’ambiente.
Questo dialogo tra arte, natura e artigianato valorizza il territorio abruzzese e le sue tradizioni, facendo di ArteParco non solo un evento culturale innovativo, ma anche un sostegno concreto ai mestieri storici locali. Un gesto quotidiano che traduce le sfide ambientali in un impegno tangibile.
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Con Santa Rosalia, Hilario Isola firma un’opera che unisce arte, natura e memoria culturale in un contesto ambientale prezioso e carico di significati. Tra sentieri e foreste, l’arte contemporanea si fa voce sul tema cruciale della conservazione e del rispetto del pianeta, coinvolgendo comunità e visitatori in un’esperienza da vivere con tutti i sensi.
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