Il 15 giugno 2026 segna una nuova era per il Consiglio Superiore per i Beni Culturali. Claudio Strinati, figura di spicco nel panorama artistico italiano, ne prenderà le redini. La nomina, ufficializzata dal ministro Alessandro Giuli, non è passata inosservata: Strinati porta con sé decenni di esperienza tra musei, restauri e valorizzazione del patrimonio. Un nome che parla da solo, capace di guidare con competenza un organismo cruciale per la tutela dei tesori italiani.
Il Consiglio Superiore per i Beni Culturali e Paesaggistici è il massimo organismo tecnico-scientifico del Ministero della Cultura. Fa parte dell’Ufficio di Gabinetto e ha il compito di dare pareri fondamentali sulle strategie per tutelare e valorizzare i beni culturali e il paesaggio.
Tra le sue funzioni c’è l’analisi di programmi nazionali, piani di spesa e accordi internazionali. Partecipa alla definizione di piani strategici per la crescita culturale e collabora con le Regioni nella stesura di piani paesaggistici. Inoltre, si pronuncia su leggi, regolamenti e riorganizzazioni ministeriali legate al settore culturale.
Anche se i suoi pareri non sono vincolanti, il Consiglio rappresenta un punto di riferimento tecnico fondamentale nelle decisioni del Ministero. Può inoltre affrontare questioni urgenti sollevate dalle amministrazioni pubbliche e proporre al ministro nuove iniziative e orientamenti per le politiche culturali nazionali.
Claudio Strinati è nato a Roma nel 1948. Si è laureato in Lettere moderne con specializzazione in Storia dell’arte alla Sapienza nel 1970. Ha iniziato insegnando nei licei e al Conservatorio di Frosinone, prima di entrare nel 1974 al Ministero per i beni culturali. Ha lavorato prima nella Soprintendenza alle Gallerie della Liguria, poi in quella di Roma.
Dal 1991 al 2009 è stato soprintendente del Polo Museale Romano, seguendo la riorganizzazione di musei importanti della capitale. Fino al 2013 ha ricoperto il ruolo di dirigente generale di staff al Ministero.
Parallelamente, Strinati si è affermato come studioso del Rinascimento e della pittura del Seicento, organizzando mostre in Italia e all’estero. Ha collaborato con il Musée du Luxembourg di Parigi per esposizioni dedicate ai grandi maestri italiani del Rinascimento. La sua produzione scientifica comprende saggi pubblicati su riviste internazionali come The Burlington Magazine e libri di rilievo come Raffaello universale , Michelangelo Assoluto e Caravaggio/Vermeer. L’ombra e la luce .
Strinati è anche volto noto della divulgazione culturale, conducendo programmi televisivi come Divini Devoti su Rai5 e collaborando con giornali e riviste culturali di primo piano. Dal 2021 è segretario generale dell’Accademia Nazionale di San Luca, membro del CdA delle Gallerie Nazionali Barberini Corsini, presidente della società culturale Dialogues – Raccontare l’arte e partecipa al ciclo di incontri del Teatro di Roma.
Tra i riconoscimenti più importanti, il titolo di Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana e la Legion d’Onore della Repubblica Francese, a testimonianza del suo lungo impegno per lo studio e la tutela del patrimonio artistico italiano.
La nomina di Strinati arriva in un momento delicato per le politiche culturali del nostro Paese. Il Consiglio Superiore unisce presidenti di vari Comitati tecnico-scientifici e otto esperti scelti dal ministro, con il compito di coordinare competenze diverse e offrire una sintesi autorevole.
Il presidente deve guidare un organismo che influenza profondamente le strategie per la tutela, la valorizzazione e l’organizzazione dei beni culturali e paesaggistici. Anche se i suoi pareri non sono vincolanti, sono fondamenta tecniche e scientifiche su cui si basano molte decisioni ministeriali.
Con la sua esperienza di storico dell’arte, dirigente pubblico e divulgatore, Strinati è chiamato a favorire il dialogo tra istituzioni, mondo accademico e società civile. Le sfide sono tante: servono nuovi modi per gestire il patrimonio culturale, capaci di coniugare conservazione e accessibilità, in un sistema complesso che coinvolge Regioni e tanti altri soggetti.
Il 2026 segna così l’inizio di una nuova fase per il Consiglio Superiore, guidato da una personalità che ha dedicato tutta la vita alla conoscenza e alla tutela dell’arte italiana, proprio quando il settore culturale ha più bisogno di direzione e visione.
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