“Non ho mai dormito in hotel da quando ho comprato il mio van.” Parole di Chiara, 28 anni, una tra i tanti giovani che hanno scelto la van life come stile di vita. Nel 2024, spostarsi non significa più prenotare una stanza o seguire un itinerario prestabilito. Per Millennial e Gen Z, il viaggio si fa su quattro ruote, tra lavoro da remoto e voglia di scoprire nuovi orizzonti senza orari fissi. Il furgone diventa casa, ufficio e compagno di avventure, con la libertà di fermarsi dove il cuore comanda: un lago, un bosco, una spiaggia. Così, si riscrivono le regole del muoversi, tra flessibilità e spontaneità.
Non è più solo una moda di nicchia. Secondo il Deloitte Global Gen Z & Millennial Survey, per le nuove generazioni viaggiare e scoprire posti nuovi resta una priorità. La differenza è che oggi si dà più valore alle esperienze rispetto agli oggetti: si preferisce spendere in viaggi che lasciano il segno. Cresce anche l’interesse per lo slow travel, con soste più lunghe e un coinvolgimento autentico nella cultura e nella natura del luogo. La van life rappresenta tutto questo: libertà, autonomia e contatto diretto con l’ambiente, un mix che conquista non solo i giovani, ma anche chi cerca un modo diverso di viaggiare e lavorare da remoto.
Non tutti hanno un camper o un furgone attrezzato, ed è qui che entra in gioco Roadsurfer. Questa azienda specializzata nel noleggio di camper e van offre un modo semplice e accessibile per provare la van life senza comprare un veicolo. Con una rete che copre diverse città e Paesi, e una piattaforma digitale facile da usare, prenotare e organizzare il viaggio diventa un gioco da ragazzi. Negli ultimi anni il noleggio è cresciuto molto, trasformando la van life in una scelta concreta per famiglie, coppie e gruppi con esigenze diverse.
I dati di Roadsurfer mostrano un panorama in evoluzione. Se prima la van life era roba da giovani avventurosi, oggi è per tutti. Nel 2024, circa un cliente su cinque viaggia con bambini, quasi uno su dieci porta animali, e il 10% ha più di 55 anni. Numeri che raccontano come questa esperienza attiri persone di ogni età e famiglia. Anche le abitudini di prenotazione sono cambiate: ora si organizza con largo anticipo, segno che il camper è diventato parte integrante dei piani di viaggio.
Lo smart working ha aperto nuove strade anche per i viaggi. La cosiddetta workation, che unisce lavoro e vacanza, permette di spostarsi senza abbandonare gli impegni. Il camper diventa così uno spazio multifunzione: “si lavora al mattino davanti al portatile, nel pomeriggio si va a fare una passeggiata in mezzo al verde.” Questo ha portato alla van life tanti professionisti che alternano ufficio e natura, allargando il fenomeno ben oltre i giovani.
Roadsurfer Italia registra un’età media di 39 anni tra i clienti, con viaggi che durano in media 7-8 notti. Si prenota in anticipo, circa 65 giorni prima. Le destinazioni preferite sono soprattutto in Italia, Spagna, Portogallo, Regno Unito, Francia, ma non mancano i Paesi del Nord Europa come Svezia, Germania, Irlanda, Norvegia e anche gli Stati Uniti. Le città più gettonate per ritirare i veicoli sono Milano, Torino, Bologna, Bergamo, Firenze, Venezia, Roma, Edimburgo, Lisbona e Siviglia. Tra i mezzi, i camper van rappresentano il 66% delle richieste. Infine, l’11% dei clienti torna a noleggiare con Roadsurfer, segno di una soddisfazione che cresce e di una community sempre più affezionata.
La van life continua a rappresentare un modo nuovo di viaggiare: più libero, meno vincolato, che mette al centro l’esperienza e la scoperta. Nel 2024 conquista un pubblico più ampio e variegato, confermandosi come una delle tendenze più forti nel turismo e nella mobilità.
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