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Liminaria 2026 in Valle Caudina: Arte, Suono e Tecnoculture Rivitalizzano l’Appennino Campano

Nel silenzio antico della Valle Caudina, tra le pieghe dell’Appennino campano, qualcosa sta per accadere. Dal 21 al 25 luglio 2026, Liminaria MMXXVI – Hauntologica scuoterà le abitudini di chi credeva di sapere cos’è una residenza d’artista. Qui non si tratta di guardare da lontano, ma di entrare dentro un’esperienza viva, dove il suono e l’arte si trasformano in materia fluida, in continuo mutamento. È un viaggio che cammina sul filo sottile tra passato e futuro, tra ciò che si vede e ciò che si intuisce, un incontro profondo con la terra e la sua storia.

Liminaria: radici locali, sguardo internazionale

Nato nel 2014, Liminaria si è conquistato un ruolo importante come piattaforma curatoriale che mette insieme artisti da tutto il mondo e realtà del territorio. Le sue micro-residenze dialogano con ambienti caratterizzati da una forte identità culturale e paesaggistica, trasformando luoghi spesso dimenticati in centri di scambio culturale e ricerca artistica. Supportato da Interferenze, festival di musica elettronica e arti digitali nato nel 2003, Liminaria ha contribuito a creare un panorama culturale che mette al centro la ruralità, non come semplice sfondo ma come soggetto vivo e politico.

L’approccio alla ruralità passa attraverso l’ascolto e la partecipazione delle comunità locali, smontando i soliti contrasti tra città e campagna, passato e presente, umano e più-che-umano. La ruralità si mostra così complessa e stratificata, capace di conservare memorie ma anche di aprirsi a nuove letture. Liminaria invita a vedere la traccia umana sul territorio come un organismo in continua evoluzione, capace di evocare ricordi, emozioni e nuove interpretazioni.

Liminaria MMXXVI: arte, musica e confronto

L’edizione 2026, curata da Leandro Pisano con Martina Macchia e Tommaso Nudo, si snoderà tra diversi comuni della Valle CaudinaSan Martino Valle Caudina, Cervinara, San Marco dei Cavoti e Cautano — per poi arrivare a un festival di due giorni al Palazzo Ducale di San Martino. Il 24 e 25 luglio sono in programma live e dj set con nomi come Vittoria Assembri, Elisa Batti, Nicola Di Croce, Gamino, Roberto Paci Dalò, Sara Persico, Philip Samartzis e Robert Willim. Il 23 luglio spazio a un dj set di Tommaso Nudo, che anticiperà le performance principali.

Accanto alla musica, ci saranno incontri di approfondimento guidati da Macchia e Pisano. Critici, studiosi e artisti come Francesca Amirante, Django Burdeau, Eugenio Giliberti, Irene Macalli e Maria Giovanna Mancini discuteranno di come l’arte contemporanea si intreccia con i paesaggi rurali, i contesti sociali e le dinamiche culturali complesse.

Durante il festival si potranno vedere installazioni e proiezioni. Tra queste, “Cosa resta di chi non abbiamo mai incontrato?” di Irene Macalli e i film “Me ne vado e divento Papa” di Antonello Carbone e “Pompei Sequence I” di Giacomo Por, tutti impegnati a riflettere su memoria e presenza nei territori.

Roberto Paci Dalò e “KIN”: suono e comunità in trasformazione

Tra i momenti clou, il progetto radiofonico e performativo “KIN” di Roberto Paci Dalò, realizzato con Usmaradio. Qui suoni e performance si intrecciano, mettendo la dimensione rurale al centro di una trasformazione sociale e culturale. La radio non è solo un mezzo per trasmettere, ma uno spazio di incontro e condivisione, capace di tessere reti di solidarietà e scambio.

La parola “kin”, che in inglese significa parentela, si apre a un’interpretazione più ampia e sovversiva, andando oltre i legami di sangue. Si tratta di costruire una comunità basata su affinità scelte e territori condivisi, capace di accogliere la diversità e di imparare l’una dall’altra. In questo senso, la radio diventa il cuore pulsante dell’intera manifestazione, amplificando le voci coinvolte e aprendo nuove connessioni.

“Sottovento”: la scuola metarurale che guarda al futuro

Collegata a Liminaria, la Scuola Metarurale “Sottovento” è un laboratorio promosso dal master in Environmental Humanities dell’Università Roma Tre. Curata da Serena Olcuire e Alberto Marzo, mette insieme studiosi e artisti per riflettere sulle trasformazioni delle aree interne meridionali e sul ruolo delle pratiche culturali nella tutela dell’ambiente.

Tra i protagonisti, nomi come Daniela Angelucci, Paolo Bosca, Francesco Careri e Felice Cimatti, che condividono metodi innovativi per ripensare il rapporto tra comunità, paesaggio e patrimonio culturale. “Sottovento” vuole aprire spazi di confronto tra discipline diverse, mettendo in relazione esperienze locali e globali e contribuendo a costruire strategie sostenibili per i territori rurali.

Aree rurali meridionali: tra memoria e innovazione

Liminaria MMXXVI si inserisce in un percorso lungo e articolato che riconosce nelle aree rurali non solo custodi di tradizioni, ma laboratori vivi di cultura e innovazione. Attraverso arte, dibattito e pratiche collettive, il progetto riflette sulle possibilità di sviluppo territoriale.

La sfida è dimostrare come le aree interne, spesso messe ai margini, possano diventare motori di creatività e conoscenza, capaci di dialogare con la modernità senza perdere la propria storia. Con Liminaria, la Valle Caudina si conferma crocevia tra memoria e futuro, tra natura e tecnologia, tessendo una rete di relazioni pronta ad aprire nuovi orizzonti per il Mezzogiorno.

Redazione

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