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Vincenzo Trione guida la svolta di Triennale Milano: nuovi curatori e strategia 2026-2030 svelati

Redazione 14 Luglio 2026

Milano, luglio 2026. Nel cuore del Palazzo dell’Arte, la Triennale si prepara a una rivoluzione silenziosa ma decisa. A poco più di un mese dall’insediamento di Vincenzo Trione come presidente, è stata definita una strategia culturale che guarda dritto al 2030. Non si tratta solo di un cambio ai vertici: è un rilancio con ambizioni chiare, sostenuto da un comitato scientifico di alto profilo e da una visione nuova della programmazione. Accanto a Trione, Carla Morogallo rimane la direttrice generale, pronta a guidare una squadra determinata a consolidare la Triennale come un punto di riferimento internazionale per arti visive, design, architettura e cultura contemporanea.

Triennale globale e ibrida: il nuovo volto curatoriale

Trione non ha dubbi: la Triennale deve essere più di un semplice spazio espositivo. Vuole trasformarla in un “opera-mondo”, un luogo dove culture, saperi e mezzi diversi si incontrano e si contaminano. Il progetto si intreccia con la vita della città e con il palcoscenico globale, trasformando l’istituzione in un laboratorio dinamico che unisce ricerca, conservazione e formazione. Nel nuovo assetto curatoriale spicca la nomina di Michele De Lucchi a direttore creativo e del Museo del Design Italiano. Il suo compito sarà quello di mettere insieme il progetto in modo trasversale, coinvolgendo tutte le attività. Al suo fianco, due curatori dedicati a architettura e arte contemporanea: Manuela Lucà-Dazio e Andrea Viliani. La squadra si completa con consulenti per cinema, musica, moda, archivi, programmi pubblici ed editoria. Un’organizzazione pensata per rispondere con competenza e flessibilità alle sfide del mondo culturale in rapida evoluzione.

Per garantire continuità, restano confermati alla direzione artistica del teatro e alla cura degli spazi interni Umberto Angelini, Marco Sammicheli e Luca Cipelletti. L’obiettivo è mantenere viva la tradizione di eventi come la Design Week e tutelare il patrimonio architettonico.

Un tema all’anno per radicare arte e ricerca nella realtà contemporanea

Tra le novità più interessanti c’è la scelta di impostare la programmazione annuale attorno a un tema centrale. Ogni anno, mostre, ricerche, pubblicazioni e incontri ruoteranno attorno a una domanda chiave che aiuti a esplorare le sfide del presente. Così, tutte le iniziative troveranno un filo conduttore, diventando parti di un discorso più ampio e coerente. La programmazione si alternerà tra mostre tematiche e monografiche dedicate a figure di rilievo nell’arte, nel design, nell’architettura e nella moda, tutte legate a questo unico focus.

In parallelo, si rilancia la tradizione dell’arte pubblica: il giardino davanti al Palazzo dell’Arte tornerà a essere il palcoscenico di interventi firmati da artisti, architetti e designer internazionali. L’idea è di rivitalizzare gli spazi esterni e riaprire un dialogo diretto con la città e i suoi cittadini.

Museo del Design Italiano, il cuore pulsante del progetto

Il Museo del Design Italiano assume un ruolo da protagonista. Sotto la guida di De Lucchi, la collezione crescerà non solo con nuove acquisizioni, ma anche attraverso un racconto più approfondito della storia del design italiano. L’obiettivo è mostrare il design come un racconto fatto di idee, processi creativi e contesti culturali, mettendo in luce le radici e l’evoluzione dei progetti più importanti del Novecento e dei giorni nostri.

De Lucchi sottolinea come il progetto sia vivo, in continua trasformazione, sospeso tra passato e futuro, tra materia tangibile e dimensione digitale, tra umano e tecnologia. Questa visione porta la Triennale a proporsi come un laboratorio all’avanguardia, capace di interpretare e offrire risposte ai grandi nodi del nostro tempo.

Centro Studi e formazione: la base per i talenti di domani

Il Centro Studi, nato nel 1935 e riattivato quest’anno, torna a essere il fulcro della ricerca culturale dentro Triennale. Presieduto da Trione, si occupa di definire i temi annuali e di preparare l’Esposizione Internazionale del 2028. Un Advisory Board di alto livello, con nomi come Melania Mazzucco, Carlo Rovelli e Giuliano da Empoli, guida il percorso scientifico e culturale del progetto complessivo.

Sul fronte della formazione, si aprono nuovi corsi specializzati in curatela, allestimenti e comunicazione culturale. Sono in arrivo anche programmi di dottorato e borse di studio internazionali per studiosi, curatori, architetti, artisti e designer emergenti. L’obiettivo è formare professionisti pronti a innovare e sostenere il mondo creativo, rafforzando Triennale come centro di alta formazione.

Public program, editoria e sostenibilità: la sfida economica

Il public program si allarga con due iniziative importanti: “Lezioni milanesi”, un ciclo di incontri con protagonisti del dibattito culturale internazionale, e “Work in Progress”, un percorso che prepara alla 25ª Esposizione Internazionale coinvolgendo esperti di arti, cinema e letteratura.

Tra i primi ospiti c’è Asma Mhalla, studiosa franco-tunisina esperta di politica e tecnologia, a sottolineare l’apertura della Triennale su temi di grande attualità.

Anche l’editoria si rafforza con tre nuove collane dedicate a cataloghi, volumi e album. Il magazine online sarà rinnovato per migliorare la comunicazione, e aumenterà la produzione di podcast e contenuti digitali per raggiungere un pubblico più ampio e variegato.

Sul fronte organizzativo, la Triennale punta a consolidare il Patron Program e sta studiando un nuovo Board of Trustees, ispirato ai modelli dei grandi musei internazionali, per garantire risorse stabili e durature in vista delle sfide future.

Il nuovo corso della Triennale Milano si presenta così come un progetto ampio e articolato, che vuole mettere insieme ricerca, formazione, innovazione e apertura al mondo, rilanciando il ruolo storico dell’istituzione nel panorama culturale contemporaneo.

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