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Diego Perrone incanta la Maremma con l’opera sottomarina Color Blu Stramilione a Hypermaremma

Un nome insolito, “stramilione”, rimbomba come un’eco lontana, preso in prestito da una filastrocca di Gianni Rodari. È un termine inventato, che sfugge a ogni definizione precisa, qualcosa di smisurato e indefinibile. Nel cuore selvaggio della Maremma, Diego Perrone ha dato forma a questo concetto con “Color Blu Stramilione”, un’opera site specific nata per Hypermaremma, il festival che trasforma il territorio con arte pubblica. Il blu domina la scena, quel blu che Alighiero Boetti chiamava “il colore del mare e del cielo, della distanza e della profondità”. Due installazioni dialogano, una nella Grotta della Tagliata ad Ansedonia, l’altra alla Casa dello Scheletro nell’antica città di Cosa. Qui, natura, storia e arte contemporanea si intrecciano, raccontando storie antiche con nuovi occhi.

Grotta della Tagliata: luce, vetro e acqua in un gioco unico

Sospesa tra la roccia e il mare, la Grotta della Tagliata si apre a un gioco di luci raro e prezioso. Qui, l’opera di Perrone prende vita solo per poche ore al giorno: un vetro blu che galleggia tra le acque, sommerso solo quando i raggi del sole penetrano nella cavità nel momento giusto. Dietro questa magia c’è molta pazienza. Gli organizzatori e l’artista hanno atteso ore, lavorando dal mattino al pomeriggio, in condizioni non sempre facili, per posizionare la scultura. Carlo Pratis, co-fondatore di Hypermaremma, ricorda quell’attesa: un masso di vetro fragile e instabile sospeso nell’acqua, immerso in un’atmosfera quasi surreale.

La tecnica utilizzata è una fusione particolare che consente di trasportare il vetro a nuoto fino alla grotta, facendolo integrarsi perfettamente con l’ambiente naturale. Quando il sole cala, la scultura si trasforma in un prisma che moltiplica la luce in mille riflessi, rendendo la cavità un caleidoscopio vivo e mutevole. È un’installazione che cambia il modo di guardare il paesaggio sommerso, giocando sul contrasto tra la concretezza del vetro e la sua dissolvenza ottica. Quel blu immaginario diventa corpo e spazio, ridisegnando il mondo subacqueo e creando un ponte unico tra arte e natura, tra ciò che si vede e ciò che si sente.

Hypermaremma: un’esperienza tra arte e territorio

Hypermaremma non è solo una mostra di opere, ma un’esperienza da vivere. Per arrivare alla grotta bisogna immergersi e nuotare, un gesto che amplifica la sensibilità e trasforma lo spettatore in parte attiva della scoperta. Il mare non è più solo sfondo o cornice, ma diventa il luogo stesso che accoglie e valorizza l’arte.

Carlo Pratis sottolinea come questa formula costruisca un rapporto nuovo: il pubblico si muove in un ambiente insolito, oltrepassa il confine tra terra e acqua, vivendo una piccola avventura. Così Hypermaremma unisce natura, storia, rappresentazione e azione, offrendo nuovi modi di guardare un patrimonio culturale e ambientale prezioso. Sono opere fragili, effimere, nate dal momento e dalla luce, che svaniscono presto ma lasciano un segno profondo, ben oltre l’immagine.

Casa dello Scheletro: archeologia e simboli rurali a confronto

Il festival arriva anche all’Antica Città di Cosa, dove Perrone firma una seconda installazione nel Parco Archeologico di Ansedonia, all’interno della Casa dello Scheletro. Questa scultura, “gemella” di quella sommersa ma ancorata alla terra, si trova al centro di una domus romana. Il contesto storico dà forma all’opera, che mescola elementi legati alla terra e alla coltivazione.

Diversa dalla composizione marina della grotta, questa installazione unisce simboli della vita rurale a effigi sacre, richiamando rituali antichi e cicli naturali. Il vetro blu resta materiale e tangibile, ma si carica di un significato legato al passato e a una terra che custodisce memorie vive. La base è un mosaico romano risalente all’epoca repubblicana, che rafforza il dialogo tra l’opera e il suo ambiente.

Il risultato è un ponte tra natura e storia, tra mare e terra. Pratis osserva come queste rovine sembrino avere ancora oggi una vita propria, e come l’installazione le risvegli, dando continuità e nuova energia.

Un’opera che attraversa natura e storia

“Color Blu Stramilione” va oltre i confini tra arte contemporanea e paesaggio, tra memoria e materia, terra e mare. Le due installazioni diventano punti di incontro di sensazioni, immagini e cultura. Il vetro blu diventa un filo raro e prezioso che lega l’opera al territorio della Maremma.

Con questa sfida, Hypermaremma porta avanti un progetto che si arricchisce di significati stratificati, dove scoprire l’opera significa anche scoprire il paesaggio e la storia. Il festival conferma così la sua capacità di intrecciare arte, natura e comunità, affermandosi nel 2024 come uno degli appuntamenti più interessanti e raffinati nell’arte pubblica toscana.

Redazione

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