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Fondazione Torlonia inaugura a Roma la mostra Marmora Romana: antichi marmi policromi all’Antiquarium ampliato

Dal 18 settembre 2026, l’Antiquarium di Villa Albani Torlonia a Roma raddoppia gli spazi espositivi. Un ampliamento che segna una tappa fondamentale per la Collezione Torlonia, uno dei patrimoni più preziosi della città. Dopo l’apertura del 2024, coincisa con il decimo anniversario della Fondazione Torlonia, arriva una nuova ala restaurata. Qui si apre “Marmora Romana”, mostra curata da Carlo Gasparri, che celebra i marmi policromi dell’antica Roma. Un omaggio anche a Raniero Gnoli, studioso insostituibile nel campo dei materiali lapidei antichi. E l’ingresso sarà libero.

Spazi ampliati e opere restaurate: la nuova vita della Collezione Torlonia

Con questo ampliamento, l’Antiquarium può finalmente mostrare un numero maggiore di opere: 44 pezzi tra sculture e colonne originali, tutti provenienti dal Museo Torlonia storico. “Marmora Romana” porta in scena 20 nuovi oggetti, di cui 15 appena restaurati nei Laboratori Torlonia. Questi interventi sono stati possibili grazie al sostegno della Fondazione Bvlgari e si inseriscono in un progetto più ampio di ricerca e conservazione promosso dalla Fondazione stessa. Parallelamente, lo studio legale Chiomenti collabora per garantire la tutela e la valorizzazione del patrimonio. Il restauro ha riguardato opere di grande valore artistico e storico, con attenzione ai materiali originali e ai dettagli tecnici, per assicurarne la fruibilità sia alle nuove generazioni che agli studiosi.

La storia della Collezione Torlonia e il ruolo della Fondazione

La Collezione Torlonia è una delle raccolte private di scultura romana più importanti al mondo, con radici che affondano nell’Ottocento. In un periodo di grandi mutamenti nel mercato artistico romano e di difficoltà economiche per molte famiglie aristocratiche durante l’era napoleonica, i Torlonia hanno raccolto pezzi pregiati provenienti da famiglie come Giustiniani, Albani e Cavaceppi. A questi si sono aggiunti reperti rinvenuti negli scavi sui loro possedimenti. Nel 1875 Alessandro Torlonia ha fondato il Museo Torlonia alla Lungara, che ospitava circa 620 marmi documentati nel catalogo fotografico di Carlo Ludovico Visconti del 1884-85. Anche se alcune opere sono state donate o smembrate nel tempo, la collezione di antichità è rimasta intatta e appartiene ancora alla famiglia Torlonia, mantenendo un valore storico e culturale straordinario.

La Fondazione Torlonia, nata dallo stesso principe Alessandro Torlonia, ha il compito di proteggere e valorizzare questo patrimonio. Tra le iniziative più importanti ci sono i Laboratori Torlonia dedicati al restauro di oltre seicento marmi e interventi conservativi su opere come il Parnaso di Anton Raphael Mengs e le sculture del Kaffeehaus di Villa Albani. Da segnalare anche l’accordo con il Ministero della Cultura che ha permesso la mostra “I Marmi Torlonia. Collezionare Capolavori”. La Fondazione è inoltre impegnata nella creazione di un museo permanente dove esporre stabilmente tutte le opere della collezione.

“Marmora Romana”: un viaggio tra i marmi policromi dell’antica Roma

La mostra “Marmora Romana” racconta i materiali lapidei colorati usati a Roma antica, esponendo busti, elementi architettonici, capitelli, piedi di tavolo e sculture. Il percorso mette in evidenza la varietà cromatica e la qualità tecnica dei marmi impiegati per costruzioni e decorazioni, mostrando anche le trasformazioni e i restauri subiti nel corso dei secoli. Tra i pezzi esposti spiccano la vasca in breccia verde egiziana e vari elementi in alabastri e porfido, che completano il racconto visivo di questo ricco patrimonio.

Il titolo della mostra riprende il volume “Marmora Romana” pubblicato nel 1971 da Raniero Gnoli, ancora oggi un testo fondamentale per chi studia e classifica le pietre ornamentali dell’antichità. L’esposizione celebra così il contributo di Gnoli alla conoscenza dei marmi romani e rafforza la narrazione della loro storia tecnica e culturale. La visita, gratuita e aperta fino a esaurimento del percorso, offre un’occasione rara per ammirare pezzi restaurati e poco accessibili al pubblico, inseriti in un museo rinnovato e potenziato.

“Un’occasione rara per ammirare la bellezza e la storia dei marmi policromi che hanno adornato l’antica Roma”, sottolinea il curatore Carlo Gasparri.

Redazione

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