
Bolzano ha vibrato di arte contemporanea nelle ultime settimane. La terza edizione del Premio Piero Siena si è appena conclusa, illuminando la scena con Stefano Bernardi e Samira Mosca, i due artisti premiati. La cerimonia al Centro Trevi ha riunito autorità, curatori e appassionati, trasformando l’evento in un vero e proprio crocevia di idee e celebrazione. Ma il riconoscimento va oltre una semplice medaglia: le opere vincitrici entreranno nelle collezioni permanenti del Castello di Rivoli a Torino e del Museion di Bolzano. Fino al 5 agosto, il Centro Trevi ospita la mostra con i lavori dei vincitori e la menzione speciale assegnata a Rina Riva, confermandosi un punto di riferimento imprescindibile per l’arte e la ricerca contemporanea.
Un premio che punta in alto per l’arte altoatesina
Il Premio Piero Siena è più di un semplice riconoscimento: è un impegno concreto della Provincia Autonoma di Bolzano per valorizzare i talenti locali. Nasce da una visione chiara: non solo sostenere gli artisti, ma arricchire il patrimonio pubblico. Marco Galateo, vicepresidente della Provincia e assessore alla Cultura italiana, lo definisce un investimento strategico, capace di accompagnare la crescita creativa degli artisti e di rafforzare il patrimonio culturale, per lasciare un segno alle nuove generazioni. Il legame con Museion e Castello di Rivoli, due pilastri dell’arte contemporanea, costruisce una rete solida e innovativa, che spalanca le porte della scena artistica altoatesina verso palcoscenici nazionali e internazionali.
Piero Siena: il padre nobile dell’arte contemporanea a Bolzano
Il premio porta il nome di Piero Siena , figura chiave della cultura bolzanina. Pittore, critico d’arte e organizzatore, fu il primo direttore di Museion e ne fu artefice fondamentale. La sua azione andava oltre il museo: creò un sistema di relazioni tra artisti, istituzioni e territorio, vedendo nel confine uno spazio di scambio culturale. La sua eredità vive oggi nel premio che porta il suo nome, un sostegno solido e duraturo alla creatività locale, con uno sguardo sempre rivolto alla contemporaneità e all’innovazione.
Da cento a due: la scelta della giuria
Per questa edizione, il comitato artistico ha lavorato su una rosa di circa cento artisti sostenuti dalla Provincia negli ultimi venticinque anni. La giuria, composta da esperti come Francesco Manacorda, Federica Lamedica, Bart van der Heide, Frida Carazzato e Denis Isaia, ha passato al setaccio ogni candidatura. Dopo un’attenta selezione, sono stati scelti nove finalisti e poi i due vincitori. L’attenzione si è concentrata sulla qualità della ricerca e sull’integrazione delle opere negli spazi del Museion e del Castello di Rivoli. L’obiettivo? Premiare progetti che dialogano con il patrimonio esistente, ma che sanno anche proporre strade nuove e originali.
Stefano Bernardi: il suono delle api prende vita a Rivoli
Stefano Bernardi, nato a Bolzano nel 1970, ha scelto il suono come filo conduttore della sua arte. Al Castello di Rivoli, le sue opere Mélissa 4 e Mélissa offrono un’esperienza unica: raccolgono e trasformano le vibrazioni delle api negli alveari dell’Alto Adige. Con strumenti fatti a mano come tubi, canne d’organo e palloni in lattice, Bernardi dà forma a un paesaggio sonoro vivo, capace di coinvolgere chi osserva. Il pubblico può interagire, modificando suoni e luci, creando così un ascolto che diventa esperienza personale. Francesco Manacorda, direttore del Castello di Rivoli, ha sottolineato come il lavoro di Bernardi si inserisca in un dialogo aperto con la tradizione e le tendenze più attuali dell’arte contemporanea, dall’Arte Povera alle questioni ambientali e partecipative.
Samira Mosca: il corpo tra memoria e trasformazione
Samira Mosca, giovane artista bolzanina nata nel 1995, ha conquistato il Premio Museion con una ricerca che spazia dalla fotografia alla ceramica, fino alle installazioni e performance. Il suo lavoro mette al centro il corpo umano, luogo di memorie, desideri, malattie e norme sociali. Tra le opere in mostra, Interspace, Capitolo III presenta sculture in ceramica modellate direttamente sul corpo, con tracce di trasformazioni fisiche: vere e proprie protesi indossabili durante le performance. Altre opere, come Feeding the Interspace , riflettono su nutrimento e controllo, usando oggetti in ceramica che possono contenere fluidi corporei o alimentari. Acquasantiera rielabora simboli di purificazione, richiamando Duchamp. Bart van der Heide, direttore del Museion, ha evidenziato come il museo giochi un ruolo chiave nel moltiplicare e connettere la scena artistica locale con quella internazionale.
Menzione speciale a Rina Riva, maestra della grafica italiana
Per la prima volta, questa edizione ha introdotto una menzione speciale, assegnata a Rina Riva , protagonista della grafica e dell’incisione italiana. La sua ricerca, lunga più di cinquant’anni, indaga la trasformazione della materia attraverso segni, graffi e sovrapposizioni, avvicinandosi all’astrazione. Questa menzione vuole valorizzare il suo contributo e la forza espressiva delle sue opere, che hanno ampliato le possibilità della tecnica tradizionale. La mostra, curata da Federica Lamedica, mette a confronto le poetiche dei tre artisti, mostrando come, pur in generazioni diverse, condividano un’attenzione particolare agli aspetti invisibili e trasformativi dell’esperienza.
Un percorso che unisce passato, presente e futuro
La mostra al Centro Trevi diventa così un dialogo tra linguaggi e tempi diversi. Le opere di Bernardi, Mosca e Riva si intrecciano in un percorso che invita a riflettere sulle trasformazioni nascoste nella materia, nei corpi, nei suoni e nei paesaggi. Nonostante le differenze generazionali, emerge un filo comune: ciò che spesso sfugge allo sguardo diventa protagonista, trasportando chi guarda in nuove dimensioni emozionali e sensoriali. Il Premio Piero Siena celebra così una ricerca che unisce tradizione e innovazione, stimolando curiosità e interesse. In autunno, le opere di Bernardi e Mosca saranno esposte anche al Castello di Rivoli, per continuare e ampliare il dialogo tra territori e istituzioni.



