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Italian Council 2026: ecco i primi 12 progetti vincitori per l’arte contemporanea italiana

Il 3 luglio 2026 segna una svolta per l’arte contemporanea italiana. Dodici progetti, scelti tra 27 candidature, emergono per qualità e originalità nel panorama della committenza internazionale. È l’esito della quindicesima edizione dell’Italian Council, iniziativa della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. Un segnale chiaro: l’arte italiana torna a farsi sentire fuori dai confini, con impatti visibili sul patrimonio pubblico delle nostre città.

Italian Council, la spinta internazionale per l’arte italiana

L’Italian Council nasce come un programma pensato per rafforzare la presenza italiana nel mondo dell’arte contemporanea globale. Nel 2026 la Direzione Generale Creatività Contemporanea mette a disposizione oltre 2,7 milioni di euro per sostenere la produzione di nuove opere, la ricerca artistica e favorire la circolazione oltreconfine di artisti, curatori e critici. Il progetto si inserisce in un quadro più ampio che include anche il PAC e la Strategia Fotografia, dedicati al potenziamento delle collezioni pubbliche e alla realizzazione di opere innovative.

L’edizione di quest’anno si articola in tre ambiti. Il primo riguarda la committenza internazionale di opere d’arte, con l’obiettivo di produrre nuovi lavori che arricchiranno musei e collezioni italiane dopo essere stati promossi all’estero. Il secondo ambito punta a valorizzare all’estero artisti, curatori e critici, sostenendo mostre, partecipazioni a biennali e pubblicazioni di rilievo. Il terzo si concentra sui giovani talenti, offrendo borse di ricerca e residenze all’estero per far crescere nuove generazioni di creativi.

Progetti italiani, collaborazioni e dialoghi globali

I primi dodici progetti selezionati raccontano un’Italia in dialogo con il mondo. Artisti e istituzioni collaborano con realtà di Europa, America Latina, Stati Uniti, Indonesia, Giamaica, Tunisia e Turchia. È un segno chiaro di come l’arte contemporanea italiana stia sempre più aprendo le porte a un confronto internazionale.

Tra le acquisizioni di spicco c’è Il Santuario dell’Acqua di Tomás Saraceno, che entrerà nella collezione del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea grazie a una collaborazione con il Museo de Arte Moderno di Buenos Aires e Blu Breeding and Learning Unit. A Bergamo, la GAMeC accoglierà ELISABETTA di Michela de Mattei, nato da una collaborazione tra l’associazione Almare e altre realtà italiane. A Palermo, l’Ecomuseo del Mare Memoria Viva ospiterà Marzuki’s Violin di Paola Pietronave, frutto di un dialogo tra Indonesia e istituzione siciliana.

Non mancano progetti che vedono coinvolti più enti e fondazioni. Il Centro Pecci di Prato acquisirà due opere: Future Landscape of Sonic Reparation di Marco Barotti, realizzata con Fundación TBA21, E-Werk Luckenwalde e Alligator Head Foundation; e Cautha di Diego Gualandris, sviluppata con Associazione Tilia e Tabacalera di Madrid. Questi casi mostrano come la contaminazione culturale e istituzionale possa dare vita a risultati originali e innovativi.

Opere italiane tra musei e produzioni internazionali

I progetti selezionati saranno ospitati in musei di tutta Italia, a conferma di un’attenzione crescente verso contaminazioni artistiche dal respiro globale. Al Museo Nivola di Orani arriverà The Traveling Garden di Theo Eshetu, mentre a Firenze, al Museo Novecento, sarà esposta Animalia di Daniele Costa, pensata per dialogare con le collezioni permanenti. A Milano il Museo del Novecento accoglierà Mario Airò con Atlante delle risonanze, frutto della collaborazione tra MAMbo e Magazzino Italian Art.

Anche il Trentino Alto Adige si prepara ad accogliere nuove opere al Mart di Rovereto: la performance collettiva NUA curata da Benedetta Panisson e I’ve seen the future di Roberto Fassone arricchiranno l’offerta culturale del museo. A Palermo, il Museo Riso ospiterà Fantasia | Song of Dust di Gio Peres, mentre il MAC di Lissone accoglierà Cartography of a Restless Sea. Textile Allegories and Global Currents di Ismaele Nones.

Questi progetti non sono solo nuove opere o installazioni, ma un segno chiaro di un sistema artistico italiano che guarda lontano, costruisce reti di collaborazione e offre al pubblico una nuova prospettiva, grazie a esperienze nate oltre confine. Un bilancio ambizioso per un programma che resta un punto di riferimento tra produzione artistica, ricerca e diffusione culturale.

La Direzione Generale Creatività Contemporanea annuncia che nelle prossime settimane arriveranno anche i risultati sugli altri due ambiti del bando. L’attesa cresce, mentre il 2026 si conferma un anno di ripartenza e nuovi progetti per l’arte contemporanea italiana, pronta a farsi valere oltre i confini.

Redazione

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