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Caorle Estate 2026: Oltre 60 Opere Futuriste in Mostra al Centro Culturale A. Bafile

Redazione 28 Giugno 2026

Nel cuore di Caorle, tra calli e scorci sul mare, una mostra sta riscrivendo la storia del Futurismo. Al Centro Culturale A. Bafile, fino al 6 settembre 2026, si può attraversare un secolo di rivoluzione artistica con oltre sessanta pezzi unici: dipinti vibranti, sculture audaci, fotografie d’epoca, manifesti e pubblicazioni rarissime. Non è solo un’esposizione, ma un’immersione totale in un movimento che ha scardinato le regole dell’arte e della cultura del Novecento, lasciando dietro di sé un’energia che ancora oggi scuote.

Futurismo a 360 gradi: Caorle racconta un’epoca rivoluzionaria

Non è solo una mostra d’arte, ma un vero e proprio viaggio dentro un’idea che ha cambiato il mondo. Promossa dal Comune di Caorle e curata da Matteo Vanzan di MV Arte, l’esposizione mette in luce come il Futurismo abbia influenzato ogni aspetto della vita: dalla pittura alla letteratura, dalla musica alla moda, fino alla cucina e all’editoria. Si parte dal famoso Manifesto del Futurismo di Filippo Tommaso Marinetti del 1909 e si arriva alle diverse forme che il movimento ha assunto fino a metà Novecento.

Questo percorso fa capire che il Futurismo non è stato solo un modo nuovo di dipingere o scolpire, ma un’avanguardia che ha intrecciato arte, scienza, tecnologia e vita quotidiana. Temi come il dinamismo urbano, la contaminazione dei linguaggi e la fusione tra arte e tecnologia, ancora oggi attuali, nascono proprio da qui. L’idea è mostrare come il Futurismo abbia affrontato la modernità in modo totale, non solo estetico, ma anche filosofico e sociale.

I protagonisti e le opere che animano la mostra di Caorle

La collezione raccoglie opere di nomi imprescindibili come Umberto Boccioni, Giacomo Balla, Carlo Carrà, Luigi Russolo, Fortunato Depero, Tato e Alfredo Gauro Ambrosi. Ma non mancano artisti meno noti al grande pubblico, eppure fondamentali, come Cesare Andreoni, Luigi Bonazza, Bot, Anselmo Bucci, Tullio Crali, Giulio D’Anna e molti altri. Le opere arrivano da importanti collezioni pubbliche e private, tra cui il Patrimonio artistico Banco BPM e il Museo dell’Aeronautica Gianni Caproni di Trento, assicurando una varietà e una ricchezza fuori dal comune.

Da non perdere anche la sezione dedicata alle pubblicazioni storiche futuriste: libri come Mafarka il futurista di Marinetti , Zang Tumb Tumb , Guerrapittura di Carlo Carrà e L’arte dei rumori di Luigi Russolo raccontano l’evoluzione delle idee dietro a questo movimento. Tra le opere esposte spiccano pezzi iconici come Battaglia di Sassabaneh di Italo Fasullo, presentata alla Biennale di Venezia nel 1938, e Scendendo in città dal cielo di Alfredo Gauro Ambrosi, un esempio brillante di aeropittura, tema molto amato dai futuristi.

Il vicesindaco e il curatore: «Il Futurismo parla ancora a noi»

Luca Antelmo, vicesindaco e assessore alla Cultura di Caorle, sottolinea l’importanza di questa mostra: «È un’occasione rara per scoprire la forza visionaria del Futurismo. Questo movimento ha saputo anticipare temi cruciali e offre un’esperienza che unisce rigore e passione». Antelmo evidenzia come il Futurismo non sia solo storia, ma un fenomeno che continua a parlare al presente, grazie alla sua capacità di stimolare riflessioni profonde sul mondo che viviamo.

Il curatore Matteo Vanzan spiega il titolo scelto, Futurism: Prophecy and Revolution, preso da una lettera di Umberto Boccioni poco prima della sua morte. Questa doppia anima, «profezia e rivoluzione», riassume l’essenza di un movimento compatto e coerente, che ha lasciato un segno indelebile fino alla metà del Novecento. Il Futurismo si presenta così come una vera e propria «macchina» culturale, capace di trasformare non solo le arti visive, ma anche moda, musica, poesia, editoria e persino cucina. Un progetto ambizioso che incarnava una visione totale e rivoluzionaria della modernità.

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