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Venezia lancia la prima Tentacular Fellowship: arte e scienza unite per salvare la Laguna

Ogni anno, la laguna di Venezia perde pezzi del suo fragile equilibrio. Non è solo un problema ambientale, ma una chiamata urgente alla responsabilità. Da questa consapevolezza prende vita la Tentacular Fellowship, un progetto che rompe gli schemi tradizionali. Artisti, scienziati e cittadini si uniscono, non per parlare, ma per agire concretamente. Venezia si fa laboratorio, un ponte tra creatività e ricerca, con l’obiettivo chiaro di salvare un territorio che non può più aspettare.

Ocean Space si trasforma: Venezia punta sulla sostenibilità dal basso

Nel cuore di Venezia, nella chiesa di San Lorenzo, Ocean Space si sta trasformando da semplice spazio culturale a vero e proprio centro civico dedicato alla sostenibilità ambientale. La Tentacular Fellowship nasce proprio in questo momento di cambiamento, superando la logica dei progetti artistici spot per puntare su collaborazioni durature e radicate sul territorio.

Il nome “tentacolare” non è casuale: vuole raccontare una rete di connessioni che intrecciano arte, scienza, società e politica locale. Non si tratta di interventi isolati, ma di vere e proprie “Unità Tentacolari”, piattaforme dove esperti di vari campi — dall’arte all’urbanistica, dalla pedagogia alla scienza — lavorano insieme, coinvolgendo istituzioni e comunità veneziane.

Questi gruppi affrontano problemi concreti della laguna: dalla gestione dell’acqua al contrasto all’inquinamento, dalla tutela della biodiversità all’impatto del turismo di massa fino alle strategie contro i cambiamenti climatici. Temi caldi e urgenti che chiedono un approccio ampio e condiviso.

Tentacular Fellowship: tempi, fondi e come partecipare

Il programma si sviluppa su quindici mesi, con partenza a settembre 2026 e chiusura a novembre 2027. Il budget totale è di 26.000 euro, suddiviso in due fasi ben distinte ma complementari.

La prima, quella di incubazione, si svolgerà entro la fine del 2026. In questo periodo i partecipanti lavoreranno in autonomia per mappare il territorio e individuare i partner locali utili a costruire sinergie solide e conoscere a fondo le problematiche da affrontare.

La seconda fase, invece, prenderà il via nel 2027 e sarà dedicata all’attivazione dei progetti: workshop, laboratori, performance e altre iniziative pubbliche pensate per coinvolgere le comunità veneziane e lasciare un impatto duraturo. Ocean Space metterà a disposizione spazi espositivi, supporto tecnico e una rete di contatti già consolidata.

La call è aperta a chiunque voglia mettersi in gioco, italiani e stranieri, con proposte nuove o progetti già avviati da rafforzare nel contesto della laguna. Il termine per inviare le candidature è il 5 luglio 2026. Un’occasione da non perdere per chi vuole unire creatività e ricerca scientifica per prendersi cura di Venezia.

Una rete solida tra scienza e cultura per un progetto multidisciplinare

L’iniziativa è promossa dalla TBA21–Academy insieme al NICHE Centre for Environmental Humanities e alla Cattedra UNESCO su Acqua, Patrimonio e Sviluppo Sostenibile dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Questa collaborazione assicura un approccio che unisce rigore scientifico e creatività, trasformando la fellowship in un laboratorio aperto al dialogo tra discipline.

Dietro c’è la volontà di creare un ambiente fertile dove arte e scienza si intrecciano, sviluppando soluzioni innovative ma radicate nella realtà locale. L’attenzione è puntata sui processi di rigenerazione ambientale e sociale che rispettino la storia, le caratteristiche e gli abitanti della laguna.

Il modello di lavoro punta a coinvolgere professionisti e comunità, costruendo un ecosistema dinamico e sostenibile. L’auspicio è che la Tentacular Fellowship diventi un esempio da replicare altrove, dove arte e scienza si uniscono per affrontare insieme le sfide ambientali più urgenti.

Con questa iniziativa, Venezia si conferma laboratorio internazionale di pratiche culturali e scientifiche per l’ambiente, un luogo dove proteggere il territorio non è mai un punto d’arrivo, ma l’inizio di nuove forme di dialogo e coesione sociale.

Redazione

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