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Mostra “Lo sguardo vergine”: arte e percezione nell’ex chiesa di Roma a Piazza de’ Ricci

A Roma, in Piazza de’ Ricci, una vecchia chiesa sconsacrata ha cambiato volto. Spazio Giallo non è una galleria qualunque: qui l’arte si fa esperienza, si tocca, si ascolta. Non si tratta solo di guardare quadri o sculture, ma di immergersi in un ambiente che stimola tutti i sensi, costruito apposta per quel luogo, carico di storia e contrasti. Quel che un tempo era sacro ora si apre alla sperimentazione, diventando un punto d’incontro tra passato e presente, tra silenzio e creatività.

Da chiesa sconsacrata a spazio di sperimentazione

Spazio Giallo non è una galleria tradizionale né un museo convenzionale. L’ex Chiesa di San Giovanni in Ayno conserva il suo fascino storico, ma si presta a un nuovo uso. Qui arte e design si mescolano senza regole fisse, in un clima di libertà creativa che rompe con gli schemi classici delle esposizioni.

La trasformazione degli spazi guida il pubblico in un viaggio emotivo. L’installazione di Victoria Salomoni ricrea una foresta immaginaria, un set scenografico dove natura e artificio si confondono. La navata si trasforma in un ecosistema simbolico che amplifica le sensazioni, invitando a un’immersione totale. Tre stanze tematiche scandiscono il percorso: la Sospensione, il Perturbante e il Giardino della Catarsi, ognuna con un linguaggio sensoriale diverso.

L’idea è creare un ambiente dove lo sguardo si apre senza pregiudizi, pronto ad accogliere forme, colori e presenze in modo diretto, quasi primordiale. Un invito a fermarsi prima ancora di giudicare.

“Lo sguardo vergine”: dialogo tra passato e presente

Al centro della mostra “Lo sguardo vergine, una fuga d’amore” ci sono opere nate apposta per questi spazi. Niccolò Berretta si distingue con i suoi ritratti fotografici, che raccontano storie mute e intense, sospese tra fragilità e tensione. Sono immagini che sembrano fermare il tempo.

Di grande impatto è anche l’installazione di Paolo del Gallo, Visibilia, creata con Galleria Sospesa. Un altare laico che unisce elementi naturali e artificiali, superfici riflettenti e clessidre, evocando il ciclo senza fine di distruzione e rinascita. L’opera parla con la storia della chiesa, risvegliandone il passato e trasformandolo in qualcosa di nuovo, attraverso forme visive e tattili.

Del Gallo, che ha recentemente esposto alla Galleria La Nuvola concentrandosi sul tema della natura, porta qui un dialogo che si intreccia con gli altri lavori, scavando nella memoria e nel cambiamento.

Intorno a queste opere principali ruotano i lavori di altri artisti: Roberto d’Alicudi, Giulio Rigono, ccontinua+mamt arricchiscono la mostra con linguaggi diversi. Le forme ibride di Pia Glassworks si confrontano con i fermi-immagine di Luigi Campi, mentre Sasha Court, Sara Basta, Alice Casana e Guglielmo Maggini ampliano la percezione con le loro sperimentazioni. I tondi di ceramica di Lola Montes dialogano con le sculture di Ginny Sims, creando un mosaico visivo pieno di contrasti.

Da segnalare il trittico di Romina Bassu, che indaga archetipi legati a Demetra e ai simboli della flora, portando avanti un racconto di energia vitale in chiave moderna.

Spazio Giallo, nuovo punto di riferimento per l’arte sperimentale a Roma

Spazio Giallo non è solo una mostra da guardare, ma un vero e proprio laboratorio della percezione. Qui le opere site specific costruiscono un percorso che mescola contemplazione, ritualità e immaginazione, con uno sguardo contemporaneo. Il visitatore è invitato a immergersi in un coro di voci artistiche diverse, ognuna collocata in uno spazio pensato per esaltare la propria originalità.

Riportare in vita uno spazio sacro per trasformarlo in un luogo di cultura è un segnale forte di rigenerazione sociale e urbana. In un momento come questo, iniziative del genere arricchiscono Roma, mettendo insieme passato e presente senza rinunciare all’innovazione.

L’allestimento stimola un coinvolgimento attivo, spingendo a confrontarsi con forme d’arte che raccontano miti e simboli rielaborati in modo attuale. La mostra, che prosegue nel 2024, conferma Spazio Giallo come uno spazio dove tradizione e nuove sensibilità si incontrano senza scadere nella banalità.

Nel cuore del centro storico, Spazio Giallo emerge così come un punto di riferimento per chi cerca un’esperienza artistica intensa e fuori dagli schemi.

Redazione

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