Il 1° luglio, Milano si prepara a ospitare un evento che farà parlare di sé nel mondo dell’arte. Cambi Casa d’Aste mette in vendita pezzi unici, destinati a far battere forte il cuore di collezionisti e appassionati. La giornata si divide in due momenti: prima i libri d’arte, poi la pittura e la scultura del Novecento. Tra i protagonisti spiccano opere inedite e artisti del calibro di Wildt, Licini e Kandinskij, nomi che da soli bastano a giustificare l’attesa. L’atmosfera è carica di attesa, perché in questa asta si giocherà una partita importante nel panorama dell’arte moderna e contemporanea italiana.
Tra i lotti più attesi c’è “Anima Gentile” , una scultura in marmo e oro di Adolfo Wildt, artista milanese capace di mescolare tradizione e modernità. Quest’opera, risalente agli anni della piena maturità di Wildt, non era mai stata messa all’asta: un’occasione rara per chi vuole aggiudicarsi un pezzo importante della scultura italiana del primo Novecento. Cambi la stima tra 150.000 e 250.000 euro, a conferma dell’importanza e dell’eccellente stato di conservazione. L’opera racconta la ricerca raffinata di Wildt, in bilico tra materia e spiritualità.
Nel catalogo spicca anche “Madonna” di Cagnaccio di San Pietro, protagonista del realismo magico. Si tratta di un olio su tavoletta dal tratto preciso e dal ritratto psicologicamente intenso, stimato tra 25.000 e 30.000 euro. Dello stesso anno è “Verhalten”, acquarello con gouache e china su carta di Vasilij Kandinskij. Quest’opera ha una provenienza prestigiosa: la mostra “Wassily Kandinsky. Aquarelle und Zeichnungen” alla Kunstsammlung Nordrhein-Westfalen di Düsseldorf e la collezione di David Rockefeller a New York. Per questo lotto la stima si aggira tra 120.000 e 180.000 euro, cifra che rispecchia l’importanza storica e artistica di Kandinskij e la rarità del pezzo.
Tra i lavori dedicati al Novecento, spicca il “Ritratto equestre del Duce” di Antonio Donghi, realizzato in vista del Premio di Sanremo 1938. L’opera è nota anche per una modifica fatta dall’artista, che in seguito tolse il saluto romano inizialmente dipinto, forse a riflettere un cambiamento di contesto o sensibilità. La stima va da 80.000 a 120.000 euro. Il quadro offre uno sguardo sull’iconografia fascista nell’arte di quegli anni.
Subito dopo, ecco “Amalassunta fondo blu” di Osvaldo Licini, proveniente dalla Galleria Lorenzelli di Bergamo e dalla collezione di Vanni Scheiwiller. Parte di una delle serie più emblematiche del maestro marchigiano, questa opera fonde informale e spiritualità, mostrando la ricerca di Licini nella seconda metà del Novecento. La valutazione è tra 50.000 e 70.000 euro, a dimostrazione dell’interesse costante verso questo artista.
Nel catalogo spicca anche un “Senza titolo” del 1951 di Wifredo Lam, proveniente da una collezione privata milanese. Il dipinto mette insieme surrealismo e influenze afro-caraibiche, tratti distintivi della poetica di Lam. La stima, tra 90.000 e 120.000 euro, sottolinea il valore centrale di quest’opera nella produzione dell’artista cubano.
Importante anche il “Senza titolo” di Tancredi Parmeggiani: un grande olio su tela, uno dei migliori esempi dell’informale italiano, stimato tra 100.000 e 150.000 euro, a conferma del vivace interesse per questa corrente nata nel dopoguerra.
Non mancano poi pezzi particolari, come una rara cornice in terracotta smaltata e dipinta di Lucio Fontana, valutata tra 80.000 e 120.000 euro. Accanto a lei, firme di peso come Arnaldo Pomodoro, Alighiero Boetti, Ettore Spalletti, Nicola De Maria, Matteo Pugliese, Gianfranco Meggiato, Gilberto Zorio e Paola Greggio, per un quadro ricco e rappresentativo dei linguaggi contemporanei.
L’asta di Cambi conferma il ruolo sempre più importante di Milano come punto di riferimento per l’arte moderna e contemporanea nel 2024. La selezione proposta non solo offre pezzi di grande valore, ma anche testimonianze fondamentali per capire l’evoluzione artistica del Novecento, in Italia e nel mondo. Appuntamento a Milano per una giornata intensa, ricca di emozioni e occasioni per collezionisti e addetti ai lavori.
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