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Robino: Tre Generazioni di Fotografi dall’Analogico al Digitale in un Secolo di Immagini

Nel bianco e nero delle prime fotografie di Torino, Stefano Robino catturava non solo immagini, ma un pezzo di storia. Le sue foto raccontano un’epoca che sembrava immobile, sospesa nel tempo. Oggi, suo nipote Filippo usa il digitale per riscrivere quelle stesse scene, dando nuova vita a un archivio che attraversa tre generazioni. La famiglia Robino non è solo una linea di sangue, ma un filo che lega passato e presente attraverso l’evoluzione della fotografia. Tra vecchie macchine e pixel moderni, si snoda una storia di città, tecnologia e memoria che parla di identità e cambiamento.

Stefano Robino: il racconto rigoroso di una Torino in bianco e nero

Stefano Robino non era un fotografo di professione, ma la sua passione per l’immagine ha segnato la sua vita e quella dei suoi. Lavorava come disegnatore tecnico alla FIAT Grandi Motori, ma fotografava con grande serietà e dedizione. Tra il 1948 e il 1970 ha realizzato ottantacinque stampe in bianco e nero che raccontano una Torino sospesa nel tempo: tra fabbriche, cambiamenti sociali e paesaggi urbani. Le sue foto sono apparse su riviste importanti come Il Corriere Fotografico, Ferrania, Leica Photographie, Life e Modern Photography, a dimostrazione che il suo talento era riconosciuto ben oltre i confini cittadini.

Con la pellicola in bianco e nero, Stefano ha fissato le trasformazioni della città con un occhio sia documentaristico sia artistico. I suoi scatti mostrano l’architettura industriale imponente e le persone ritratte con cura, nei gesti e nelle pose. Accanto a queste immagini più “serie” ci sono anche nudi e composizioni classiche, che rivelano il suo interesse per la forma e l’eleganza. In tutto questo emerge una Torino grigia, sospesa tra un passato solido e un futuro che si intravedeva appena, raccontata attraverso luci, ombre e geometrie.

Paolo Robino e la Torino che cambia: dal bianco e nero al colore

Con Paolo Robino, nato nel 1952, la fotografia prende una direzione diversa. Figlio di Stefano, eredita la passione paterna ma si concentra con più metodo sul patrimonio artistico e architettonico della città. A differenza del padre, Paolo documenta un’epoca in cui Torino lascia il volto industriale per diventare una capitale culturale, puntando molto sul colore. Le sue foto mostrano una città che rivendica la sua storia, quella della prima capitale d’Italia e città dei Savoia.

La sua fotografia è più misurata, studiata nella luce e nella composizione, con l’obiettivo di mettere in risalto la maestosità di edifici e piazze. Il passaggio dall’analogico al digitale si vede non solo nella tecnica, ma anche nel modo di raccontare la città, più raffinata e meno cruda rispetto alla generazione precedente. Le immagini di Paolo offrono uno sguardo attento su una Torino in trasformazione, che esalta la continuità storica delle sue architetture.

Filippo Robino: la fotografia tra digitale e video

Filippo Robino, nato nel 1987, porta la fotografia di famiglia nel presente, dove l’immagine tradizionale incontra le tecnologie digitali più avanzate. Professionista degli effetti speciali, guida uno studio specializzato in VFX e lavora con grandi produzioni internazionali, tra cui Marvel. Grazie alla sua esperienza, rompe i confini della foto statica, trasformando le immagini del nonno in brevi animazioni, pubblicate su Instagram tramite QR code.

Questa scelta di “animare” i vecchi scatti crea un ponte tra passato e presente, dando vita a una nuova forma espressiva che unisce memoria e innovazione. Filippo completa l’omaggio familiare con un video proiettato nella Galleria Alfieriana di Torino. Qui una selezione di fotografie di famiglia viene rielaborata con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, che le fa rivivere in un ciclo senza fine. L’opera invita a riflettere sul valore della memoria e su come il passato si costruisce continuamente, tra ricordo e invenzione, tra storia e interpretazione personale.

Tre generazioni, un secolo di cambiamenti tra società e tecnologia

La mostra dedicata ai Robino non è solo una raccolta di fotografie. È la testimonianza di un’evoluzione costante, che parte dal rigore analogico di Stefano, passa per la valorizzazione architettonica di Paolo e arriva alle sperimentazioni multimediali di Filippo. Questa storia familiare riflette i cambiamenti della società e della tecnologia, ma anche la forza di una passione che si trasmette e si rinnova.

Ogni generazione racconta una Torino diversa: quella industriale e grigia, quella regale e culturale, quella digitale e contemporanea. Attraverso i loro scatti e le loro opere, i Robino offrono un racconto collettivo che mescola memorie private e trasformazioni pubbliche. La fotografia, dalle camere oscure ai video, diventa così il filo che lega il tempo, l’arte e l’innovazione.

Redazione

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