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Angelo Morbelli a Tortona: scopri il maestro del Divisionismo con una giornata di studi esclusiva

Sabato scorso, tra le mura silenziose del Museo del Divisionismo di Tortona, sono emersi segreti nascosti da tempo: lettere ingiallite, documenti e opere che raccontano la vita di Angelo Morbelli, uno dei pilastri del divisionismo italiano. Qui, nel cuore della città, il Fondo Morbelli custodisce non solo quadri, ma un’intera storia che attraversa la fine dell’Ottocento e l’alba del Novecento.

Il museo, sempre più frequentato da studiosi e appassionati, si è trasformato in un vero e proprio punto di riferimento per chi vuole capire il movimento artistico che ha cambiato il volto dell’arte europea. Grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, l’ingresso è gratuito nei weekend, invitando il pubblico a scoprire un artista che non si è mai fermato ai confini italiani, ma che ha saputo muoversi con forza e talento anche oltre. La giornata di studi ha messo a fuoco dettagli inediti, rivelando un Morbelli uomo e artista ancora più complesso e affascinante.

Museo del Divisionismo di Tortona: un presidio culturale in espansione

Il Museo del Divisionismo, anche se ancora poco conosciuto al grande pubblico, è diventato un punto di riferimento fondamentale per la valorizzazione di un movimento chiave nell’arte italiana dell’Ottocento. Situato a Tortona, conta sul sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio, che ha permesso di ampliare le collezioni e le attività di ricerca. Qui si possono ammirare sempre più opere che raccontano il percorso di Morbelli e dei suoi contemporanei.

Negli ultimi anni, il museo ha intensificato le iniziative per coinvolgere il pubblico: visite guidate, incontri a tema che attirano un numero crescente di visitatori. L’ingresso gratuito nel weekend è un invito aperto a tutti, dagli appassionati ai turisti, senza dimenticare gli studiosi. La struttura conserva dipinti, documenti e materiali d’archivio che aiutano a comprendere il Divisionismo non solo come stile, ma anche come fenomeno storico e sociale.

L’approfondimento sul Fondo Angelo Morbelli si inserisce in questo percorso di crescita, facendo del museo un centro di eccellenza per lo studio e la conservazione di questo artista e del suo tempo.

Una giornata per scoprire Morbelli: i protagonisti e gli spunti emersi

L’evento organizzato al Museo del Divisionismo ha puntato a mettere sotto la lente il Fondo Angelo Morbelli, una raccolta di materiali preziosi per capire la sua arte e i suoi rapporti nel mondo culturale. A guidare i lavori è stata Giovanna Ginex, storica dell’arte specializzata tra Ottocento e Novecento. Sul palco si sono alternati relatori di spicco, ognuno con un contributo originale.

Alessia Francone, Nicol Maria Mocchi, Sandra Berresford, Silvestra Bietoletti, Alessandro Botta, Stefania Circosta, Stefano Meriana e Cinzia Lacchia hanno affrontato temi diversi: dalle tecniche di catalogazione archivistica, allo studio delle lettere private, fino ai legami di Morbelli con artisti del Monferrato e istituzioni come l’Accademia Fiorentina. Non sono mancati approfondimenti sui concorsi artistici a cui prese parte, ricostruendo le sue presenze nelle esposizioni più importanti.

Grazie a questi interventi, è emerso un ritratto più sfaccettato di Morbelli: non solo pittore, ma figura inserita in una rete internazionale di relazioni. La giornata è stata un momento prezioso per confrontarsi e diffondere i risultati più recenti delle ricerche sulla sua opera.

Morbelli tra arte e relazioni europee: un profilo a tutto tondo

Dallo studio della corrispondenza e delle mostre emerge un Morbelli capace di farsi apprezzare ben oltre i confini italiani. La sua rete di contatti abbracciava galleristi, critici, collezionisti e personaggi di rilievo come Marescotti, Buffa, Cairati e lo scultore Leonardo Bistolfi.

Di particolare interesse è stato l’intervento di Cinzia Lacchia, conservatrice al Museo Borgogna di Vercelli, che ha raccontato la storia dietro il celebre dipinto Per ottanta centesimi!, custodito proprio a Vercelli. Morbelli ha saputo legare la sua arte a momenti culturali importanti, come la mostra del 1913 per il IV Congresso Risicolo Internazionale, un evento di grande qualità e ambizione già all’inizio del secolo.

Un altro punto chiave per capire Morbelli è il ciclo dedicato al Pio Albergo Trivulzio di Milano. Queste opere non solo mostrano la realtà della vecchiaia, ma sono anche una profonda riflessione sulle condizioni di vita degli anziani, spesso dimenticati dalla società. Un modo nuovo di usare l’arte per denunciare e far riflettere.

Lettere, aneddoti e tratti inediti dal fondo Morbelli

Il Fondo Angelo Morbelli ha svelato anche curiosità e aspetti meno noti del carattere dell’artista. Tra le lettere più interessanti c’è quella con il conte Ottavio Galateri di Genola e Suniglia, proprietario del dipinto Credenti. Lo scambio racconta una disputa nata quando Morbelli decise di inviare l’opera a mostre estere, a Monaco e Berlino, senza il permesso del conte, che voleva vederla tornare presto alla Permanente di Milano.

Emergono anche l’ironia e l’umorismo di Morbelli, che spesso corredava le sue lettere con disegni simpatici: fiaschi di vino per buone notizie, teschi per quelle meno fortunate. Un lato umano che affiora da questi scritti e che fa vedere un uomo capace di affrontare anche i momenti difficili con leggerezza.

La giornata di studi ha migliorato l’accesso a questo archivio, che sarà ancor più valorizzato con la pubblicazione degli atti del convegno, prevista per il 2027. Un’occasione per approfondire il ruolo di Morbelli nella storia dell’arte italiana e l’importanza di questo fondo come testimonianza di un’epoca e di un movimento fondamentali.

Redazione

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