
Quando si parla di cultura che unisce e include, il nome di Adriano Olivetti torna subito in mente. Il Ministero della Cultura ha appena lanciato il Premio Olivetti, dedicato a chi crea progetti capaci di abbattere barriere e avvicinare tutti alla vita culturale. Non si tratta solo di eventi o mostre: il vero obiettivo è far crescere la partecipazione delle comunità e promuovere un’inclusione sociale reale. Un’idea che prende spunto dalla Convenzione di Faro del Consiglio d’Europa e si inserisce nel più ampio Piano Olivetti per la Cultura, un programma pensato per fare della cultura un vero motore di sviluppo e coesione sociale.
Piano Olivetti: cultura come motore di coesione e crescita
Il Piano Olivetti vuole guardare alla cultura in modo nuovo: non solo come patrimonio da conservare, ma come leva per unire le persone e far crescere le comunità. Il ministro Alessandro Giuli, durante la presentazione, ha sottolineato che l’obiettivo non è solo valorizzare i beni culturali, ma trasformarli in occasioni concrete di partecipazione e sviluppo condiviso. Il Premio Olivetti cerca proprio quei progetti che riescono a creare legami forti tra cultura, territorio e cittadini, sostenendo iniziative replicabili che migliorino l’accesso e la fruizione culturale.
La visione del ministro è chiara: “la cultura non è un mondo a sé, ma un elemento fondamentale per il benessere di tutta la società.” Per questo, chi propone idee originali e creative al servizio della comunità trova in questo premio un’opportunità di riconoscimento e supporto.
Quattro categorie per abbracciare il panorama culturale italiano
Il Premio Olivetti si articola in quattro sezioni, pensate per coprire il vasto e diversificato panorama culturale del Paese. La prima categoria è dedicata ai musei, con l’obiettivo di premiare chi migliora l’esperienza dei visitatori e coinvolge pubblici diversi. La seconda riguarda il patrimonio culturale e i luoghi: archivi, biblioteche, parchi archeologici, soprintendenze e altri enti che lavorano per conservare la memoria storica e valorizzare il territorio.
La terza sezione apre al mondo più ampio delle attività culturali: festival, rassegne, teatri, istituzioni musicali, editori, librerie e associazioni. Qui si cerca di supportare eventi e iniziative che aumentano la partecipazione culturale, sia a livello locale che nazionale. Infine, la quarta categoria premia le imprese, pubbliche e private, che portano avanti progetti di welfare aziendale legati al benessere culturale dei lavoratori e al rapporto tra impresa e comunità, puntando sulla rigenerazione culturale come valore sociale.
A queste si aggiunge una sezione speciale dedicata agli istituti interni al Ministero della Cultura, chiamati a proporre progetti sperimentali e modelli innovativi da diffondere a livello nazionale.
Un milione di euro per far crescere inclusione e partecipazione
Il Premio può contare su un budget di un milione di euro per il 2026. Di questa somma, 100mila euro sono destinati a coprire le spese organizzative e di gestione del concorso. Il resto andrà direttamente ai progetti vincitori, per sostenere attività che hanno già dimostrato di fare la differenza sul territorio.
Stefano Lanna, direttore generale del Piano Olivetti, ha ricordato che il mondo culturale italiano è ricco di esperienze capaci di creare legami forti e di restituire un senso di appartenenza alle comunità. Il Premio nasce proprio per riconoscere questi sforzi e diffonderne il valore, offrendo modelli replicabili in altre realtà. Un investimento importante, quindi, per rafforzare il rapporto tra cultura e società, facendo delle iniziative culturali leve di sviluppo e inclusione.
Come partecipare e scadenze da segnare in calendario
Possono partecipare al Premio Olivetti imprese pubbliche e private, enti del Terzo Settore, istituzioni culturali, associazioni della società civile, comunità locali e naturalmente gli istituti del Ministero della Cultura. L’idea è premiare progetti già attivi, che abbiano dimostrato risultati concreti in termini di accessibilità e coinvolgimento culturale.
Le candidature vanno presentate esclusivamente tramite il portale ufficiale del MiC entro il 15 settembre 2026. Una commissione dedicata valuterà le proposte, puntando su impatto, innovazione e possibilità di replicare le esperienze. I vincitori saranno annunciati entro novembre 2026.
Il Premio Olivetti si propone quindi come un’occasione per mettere in rete energie positive, valorizzare buone pratiche e amplificare il ruolo sociale della cultura in tutta Italia, dando nuova linfa a un settore cruciale per la coesione e lo sviluppo del Paese.



