
Nel cuore dell’Aquila e di Ferrara, due nuovi spazi culturali stanno per nascere, pronti a trasformare palazzi storici e collezioni d’arte in luoghi vivi e accessibili. Bper, già protagonista a Modena, rilancia la sfida: portare il patrimonio artistico fuori dagli archivi polverosi, farlo respirare insieme alle comunità. Nel 2026, queste città accoglieranno poli culturali capaci di restituire alle persone opere e archivi finora nascosti, riscrivendo così il rapporto tra arte e cittadini. Un passo deciso che scuote il sistema culturale italiano, mettendo in moto un cambiamento vero.
Bper e i suoi poli culturali: più che musei, centri di comunità
Il progetto culturale di Bper non si limita a conservare opere e documenti dentro le proprie mura. Dal 2017, con l’apertura del Polo di Modena, l’obiettivo è chiaro: creare spazi vivi, che parlino col territorio e con le persone. Sabrina Bianchi, responsabile del patrimonio culturale e dell’archivio storico della banca, sottolinea come l’apertura verso il pubblico e le comunità locali sia il cuore di questa iniziativa.
Oggi Bper conta poli culturali a Genova, Brescia, Milano, Sondrio e Sassari, oltre a Modena. Qui non si tratta solo di esporre quadri o sculture, ma di far partire iniziative culturali che coinvolgono scuole e università. Questi poli sono veri e propri punti di riferimento, dove istituzioni e cittadini si incontrano e scambiano idee, con un occhio di riguardo alle nuove generazioni. Un sistema diffuso che porta l’arte vicino alle persone, cercando anche di abbattere ogni barriera, rendendo musei e mostre accessibili a tutti.
Nel prossimo autunno del 2026, L’Aquila e Ferrara si uniranno a questa rete. Qui il ruolo dei poli culturali non sarà solo quello di custodire opere e documenti, ma di animare una rete culturale vivace, che promuova la partecipazione e valorizzi le radici locali.
L’Aquila e Ferrara: restauri importanti per due gioielli storici
Il lavoro fatto su Palazzo Farinosi-Branconio a L’Aquila e Palazzo Barbantini-Koch a Ferrara è stato impegnativo. Il primo, gravemente danneggiato dal terremoto del 2009, è stato affidato allo Studio Inverardi, specializzato nel recupero di edifici storici. Il restauro ha puntato non solo a salvare la struttura, ma anche a creare nuovi spazi espositivi aperti al pubblico.
A Ferrara, lo studio Progettisti Associati ha guidato il progetto di recupero di Palazzo Barbantini-Koch, lavorando per rendere gli interni più funzionali e moderni. L’attenzione è stata rivolta anche all’accessibilità, per garantire a tutti la possibilità di visitare le mostre.
La collaborazione tra architetti, restauratori e curatori ha trasformato questi poli in veri laboratori culturali, dove il recupero del passato si sposa con l’idea di coinvolgere e appassionare i visitatori.
Dalle stanze chiuse agli spazi aperti: opere finalmente alla portata di tutti
Uno dei punti forti del progetto Bper è portare alla luce opere finora “nascoste” negli uffici delle banche, poco accessibili al grande pubblico. Con l’apertura dei nuovi poli, questi tesori escono allo scoperto.
A Ferrara, Palazzo Barbantini-Koch ospita capolavori di artisti come Tiziano, Guercino, De Pisis e Previati. Opere che ora potranno essere ammirate in un museo vero, con mostre, lezioni e eventi.
A L’Aquila, grazie al restauro di Palazzo Farinosi-Branconio, torna a vivere un patrimonio che racconta la storia artistica del territorio, con nomi come Luca Giordano, Mattia Preti e Salvator Rosa. La scelta di valorizzare artisti legati alla regione rafforza l’identità culturale locale, mettendo in dialogo passato e presente.
Sabrina Bianchi anticipa anche la circolazione delle opere tra i poli, un modo per arricchire le mostre temporanee e portare l’arte direttamente nelle comunità più lontane. Così si supera il problema della distanza geografica e si crea una rete culturale aperta a tutti.
Numeri che parlano: una rete in crescita tra visitatori e mostre
Bper non punta solo alla qualità delle sue collezioni, ma anche ai risultati concreti. Oltre 10.000 opere compongono il patrimonio del gruppo, tra cui circa 2.500 dipinti e sculture di grande valore.
Dal 2017 sono state organizzate 27 mostre, con più di 50.000 visitatori. Numeri importanti per un progetto che vuole fare rete su scala regionale e nazionale. A queste iniziative si aggiungono 25 cataloghi pubblicati, fondamentali per far conoscere e valorizzare le opere.
Non solo arte: l’archivio storico di Bper conta oltre 7.000 unità documentarie, tra fotografie, documenti e altro materiale che racconta la storia delle banche e dei territori. I sei Quaderni d’Archivio realizzati finora sono un tassello importante della strategia di divulgazione e studio.
Questi dati raccontano un impegno che va oltre la semplice conservazione. L’idea è fare del patrimonio uno strumento vivo di crescita culturale, radicato nelle città e aperto a un pubblico sempre più ampio e variegato.



