Categories: Eventi

La Galleria Latina di Roma riapre con “Soglie”: 22 artisti italiani per un nuovo inizio artistico

Quando un luogo carico di storia riapre dopo un silenzio lungo e forzato, l’aria si carica di aspettative. È il caso della Galleria Latina a Roma, che dopo la scomparsa di Bruno Ciaffi e la chiusura nel 2024, torna a vivere con una nuova energia. Ventidue artisti italiani, scelti con cura, mettono in scena un confronto serrato tra tradizione e contemporaneo, in un dialogo che non si limita al passato, ma si proietta deciso verso il futuro. Dietro questa rinascita, Chiara Pazzanese e Arianna De Silvio, due curatrici che conoscono bene i segreti dell’arte e sanno come farli parlare oggi. La mostra Soglie/Thresholds non è solo un titolo: è un invito a superare barriere, a entrare in uno spazio dove ogni opera diventa un ponte tra mondi diversi.

Dalle origini di Bruno Ciaffi ai nuovi curatori: un percorso di trasformazione

La Galleria Latina nasce negli anni Ottanta grazie a Bruno Ciaffi, gallerista romano che si fece notare nel circuito delle “Fiere della Casa” con una selezione attenta di maestri come Fiume, Greco e De Chirico. Quel periodo consolidò la galleria come punto di riferimento per collezionisti e appassionati, un luogo dove la qualità e l’eleganza erano al centro dell’attenzione. Quando chiuse nel 2024, sembrava la fine di un’epoca, ma la famiglia non ha voluto lasciare andare quel patrimonio culturale. Nel 2026, sotto la guida di Pazzanese e De Silvio, la galleria riprende vita con un cambio di passo deciso.

La nuova direzione non si limita a mostrare opere storiche o nomi affermati, ma mescola artisti noti con giovani talenti emergenti, molti provenienti dalla scena contemporanea internazionale. È una scelta che punta a un progetto rigoroso, nato nel tempo e in continua evoluzione, con l’obiettivo di far dialogare tradizione e innovazione senza barriere di genere o generazione. La Galleria Latina oggi è un ponte tra passato e futuro, un equilibrio tra rigore curatoriale e apertura creativa.

Soglie: confini da attraversare e luoghi di incontro

Soglie/Thresholds, la mostra che apre la nuova stagione della Galleria Latina, riunisce 22 artisti italiani attorno al tema della “soglia”. Non si parla solo di un limite nello spazio o nel tempo, ma di un’idea più profonda: un punto di passaggio, un’area di incertezza, un momento di transizione. La curatrice Anna Chiara Della Corte sottolinea come il visitatore non sia solo un osservatore passivo, ma parte attiva del processo creativo, quasi protagonista dentro l’opera.

L’idea alla base è che lo spazio espositivo smetta di essere un confine esterno e diventi parte della nostra percezione, un luogo dove l’arte si fa esperienza dentro e fuori di noi. Il concetto di soglia diventa così un ossimoro che evoca presenza e assenza, realtà e finzione, confine e apertura. Qui l’arte non si guarda solo, ma si vive, coinvolgendo emozioni e sensi, trasformando ogni passaggio da una sala all’altra in un’occasione di scoperta.

Tra scultura, pittura e video-installazioni: il cuore della mostra

Appena entrati nella Galleria Latina, il visitatore si imbatte nell’opera di Michele Ciribifera: una struttura in acciaio che diventa essa stessa una “soglia”. Si fonde con lo spazio, invitando a entrare in un mondo che sembra allo stesso tempo estraneo e familiare. Al piano terra dominano installazioni di forte impatto e grande varietà formale.

Le tavole di Alessandro d’Aquila, enigmatiche e poetiche, richiedono uno sguardo attento e delicato per essere comprese. Gli ologrammi di Michelangelo Bastiani evocano elementi naturali sospesi tra reale e immaginario, regalando un’esperienza immersiva e senza tempo. Accanto a questa leggerezza, le “Combustioni” di Valeria Vaccaro portano il fuoco come simbolo di trasformazione e rinascita, in dialogo con le “Radici” di Nicolas Denino, che richiamano la terra come origine e destino.

Attraverso la grande vetrina affacciata sulla strada, prende vita l’opera di Daniele Sigalot, che con una serie di piccoli aeroplani fissati alla parete gioca con illusioni ottiche e la capacità di osservazione. Omar Hassan, invece, si concentra sull’aspetto ludico e sulla riflessione identitaria, usando tappini di bombolette spray incastonati in strutture di plexiglass. Completa il piano terra un intrigante gioco di luci e ombre firmato da Barbara Nejrotti e Marco Rea, che invita a vedere come il vuoto possa capovolgere significati e sensazioni.

Al piano superiore: arte che interroga politica e memoria

Al piano superiore la mostra cambia registro, diventando più riflessiva e attenta alle contraddizioni del nostro tempo. Niccolò Tomaini unisce analogico e digitale per esplorare il rapporto dell’uomo con la tecnologia, mettendo in discussione la nostra dipendenza e il controllo che la tecnica esercita su di noi. Nel frattempo Sofia Bianchini, Simona Gasperini e Domitilla Verga usano linguaggi diversi – fotografia, collage, colori stratificati – per indagare memoria e identità, mostrando come il passato sia in continuo movimento e mai semplice nostalgia.

I dipinti di Elena Fabris e Filippo Riniolo portano lo spettatore a confrontarsi con realtà dure: Fabris con ironia denuncia il declino culturale e sociale dell’Occidente, mentre Riniolo presenta la sua “Pietà”, ispirata all’iconografia bizantina ma priva di volto, con un bambino avvolto in un sudario. Un’immagine che richiama i tragici eventi recenti e invita a riflettere sulle sofferenze innocenti delle guerre di oggi.

A completare il quadro, le sculture sostenibili di Davide Dall’Osso e le opere di altri artisti, tra cui Francesca De Angelis e Fabio Imperiale, danno vita a un mosaico ricco e articolato.

Un impegno concreto per l’arte italiana contemporanea

Mentre la 61esima Biennale di Venezia del 2026 si apre senza alcun artista italiano selezionato, la Galleria Latina rilancia con una mostra collettiva forte e articolata dedicata tutta a talenti italiani. Chiara Pazzanese legge questa scelta come un segno di fiducia nel fermento e nella vitalità del nostro panorama artistico. La galleria vuole sostenere e accompagnare la crescita sia di nomi già consolidati, capaci di rappresentare un patrimonio culturale ancora vivo, sia di giovani che portano innovazione e nuovi linguaggi.

Qui, costruire rapporti solidi e duraturi con gli artisti, quasi come in una famiglia, è il principio guida dell’attività curatoriale. In un’epoca dominata dalla globalizzazione e da mercati dell’arte sempre più vasti e complessi, la Galleria Latina si distingue proprio per questa attenzione radicata al tessuto culturale italiano, intrecciando tradizione e contemporaneità in modo dinamico e inclusivo. Questa rinascita è un segnale chiaro di una città, Roma, che continua a custodire e rinnovare la propria scena artistica.

Redazione

Recent Posts

Cortina in Bicicletta: Piste e Parchi Rinnovati per gli Amanti della Mountain Bike nelle Dolomiti

Cortina d’Ampezzo, famosa per le sue piste innevate, sta cambiando volto. D’estate, il richiamo è…

2 minuti ago

Estate 2024: Primavera Sound, Cruïlla e Bilbao BBK Live, i festival musicali imperdibili in Spagna

Barcellona, Bilbao, e tutta la Spagna si preparano a vivere un’estate 2026 infuocata. Primavera Sound,…

1 ora ago

Dormire al Sacré-Cœur a Parigi a meno di 60 euro: la guida segreta per un soggiorno low cost a Montmartre

A Montmartre, sotto il maestoso Sacré-Cœur, si può dormire senza svuotare il portafoglio. Meno di…

5 ore ago

Spettacoli e Festival dal 2 al 7 giugno: Guida agli Eventi Imperdibili in Italia

Il sipario si alza, e già si sente l’eco di passi e applausi nelle piazze…

6 ore ago

Giacomo Balla al Mart di Rovereto: la mostra definitiva sull’artista oltre il Futurismo con opere inedite Biagiotti

Appena entrati al Mart di Rovereto, una gigantografia in bianco e nero di Giacomo Balla…

7 ore ago

Il ghiacciaio scomparso diventa opera d’arte al Castello di Rivoli: un monito sul surriscaldamento globale

Nel cuore del Castello di Rivoli, la Manica Lunga si trasforma in un monumento alla…

22 ore ago