Ottanta chilometri di costa, mare trasparente che si infrange su spiagge dorate, e dietro, le montagne calabresi che si stagliano maestose all’orizzonte. La Riviera dei Cedri non è solo un angolo di paradiso: è un intreccio di natura, storia e cultura. Il suo nome deriva da un frutto antico, il cedro, coltivato qui da secoli, simbolo di tradizioni radicate e di un legame profondo con la terra. Qui ogni dettaglio racconta una storia, e il richiamo di questo territorio coinvolge chiunque abbia voglia di scoprirlo.
Il cedro qui non è solo un frutto, ma un simbolo che affonda le sue radici in usanze agricole e religiose. La sua coltivazione risale a tempi lontani e si intreccia con le tradizioni ebraiche, dove il cedro è elemento fondamentale. Ogni anno rabbini da vari paesi vengono in Calabria per scegliere i cedri destinati alla festa di Sukkot, un rito strettamente legato a questo frutto. La Bibbia lo celebra come “il frutto dell’albero più bello”, una definizione che calza a pennello per il cedro di Calabria Dop, riconoscibile per la buccia liscia, il verde intenso e un profumo inconfondibile. Cresce solo qui, conferendo alla Riviera dei Cedri un’identità tutta sua.
Scalea è la porta d’ingresso ideale per chi vuole scoprire questa parte di Calabria. La città è diventata un crocevia turistico importante, anche grazie alla stazione ferroviaria che permette di muoversi senza macchina. Da qui si scende verso la costa, con tappe obbligate come San Nicola Arcella e soprattutto la spiaggia dell’Arcomagno. Questa insenatura è un vero gioiello: il mare ha scavato un arco naturale che incornicia un angolo di paradiso. Nel 2024 è stata inserita tra le 50 spiagge più belle d’Europa, a sottolinearne il valore paesaggistico. La leggenda narra che proprio qui sbarcò Enea, il troiano in fuga, aggiungendo un tocco di mito a questo spettacolo della natura.
Poco più a nord si apre un altro mondo: l’Isola Dino, la più grande isola calabrese, circondata da grotte spettacolari come la Grotta Azzurra e la Grotta delle Sardine. Le acque limpide e trasparenti di questi luoghi sono un richiamo irresistibile per chi pratica snorkeling o immersioni, offrendo incontri ravvicinati con la ricca flora e fauna marina. L’area fa parte del Parco Marino Regionale Riviera dei Cedri, che comprende cinque comuni premiati con la Bandiera Blu. Qui non ci sono solo paesaggi da cartolina, ma anche un ambiente curato e protetto con attenzione.
Allontanandosi dal mare, il panorama cambia rapidamente. I piccoli borghi di Orsomarso e dintorni introducono al verde intenso del Parco Nazionale del Pollino, la più grande area protetta d’Italia. Questo parco si estende tra Calabria e Basilicata e offre una rete di sentieri tra boschi fitti, crinali panoramici e zone di silenzio totale, lontane anni luce dal caos della costa. Qui si respira natura vera, perfetta per chi ama camminare ed esplorare. La Ciclovia dell’Appennino permette inoltre di collegare questa parte di Calabria al resto del paese, trasformando la Riviera dei Cedri in un punto di incontro tra mare, montagna e natura.
La Riviera dei Cedri è un territorio che sa offrire il meglio: spiagge incantevoli, borghi con storie antiche, montagne maestose e tradizioni vive. In poche ore si passa dal mare a sentieri immersi nel verde, da panorami spettacolari a esperienze culturali intense, sempre accompagnati dal profumo del cedro. Qui natura e cultura si fondono, come dimostrano i riconoscimenti ricevuti, dai premi ambientali all’attenzione internazionale per il cedro rituale. Un angolo di Calabria che resta una delle mete più affascinanti del Sud Italia.
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