Abitare non è più solo una questione di metri quadrati, dice il manifesto del Premio HaHaA, l’iniziativa che ha appena preso vita a Milano. Qui, giovani artisti si lanciano in una sfida: raccontare cosa significa vivere oggi, in un mondo dove lo spazio non è più solo fisico. Tra incontri, relazioni sociali e ambienti digitali, l’abitare si trasforma, si moltiplica, si intreccia con culture in rapido mutamento. HaHaA vuole catturare questa complessità, dando voce a chi usa l’arte per decifrare il presente. Un punto d’incontro tra creatività e discipline diverse, un viaggio tra città e visioni contemporanee.
Il Premio HaHaA è stato presentato ufficialmente a Roma, nell’Accademia di Belle Arti, durante la giornata “Le Arti e lo Sviluppo Sostenibile #3 – Psychic Cities”. Un’occasione per mettere sotto la lente il legame tra creatività, città e comunità, dando così un solido contesto culturale al progetto. Dietro al premio c’è la collaborazione tra Harley&Dikkinson, che si occupa di valorizzare edifici storici, e la Fondazione Alessandro e Cristina Ponti, impegnata nella ricerca artistica contemporanea.
La direzione curatoriale è affidata a Guido Andrea Pautasso, studioso delle avanguardie del Novecento e dei linguaggi artistici attuali, mentre Roberto Ongaro, produttore culturale e direttore della galleria 2 Changing Art, coordina l’iniziativa. Insieme vogliono mettere al centro un dialogo tra arti visive, performative e nuove forme di espressione, dando vita a un progetto che si muove oltre i confini disciplinari.
Il premio si rivolge a giovani artisti e collettivi tra i 18 e i 35 anni, chiamati a confrontarsi con il tema dell’abitare contemporaneo attraverso linguaggi artistici che mescolano diverse discipline. Si vuole indagare l’abitare come esperienza complessa, che supera il semplice concetto di spazio fisico per includere relazioni sociali, dimensioni digitali e culture. Il bando resterà aperto fino al 30 giugno 2026, lasciando ampio margine per proporre idee originali e innovative.
Gli ambiti sono molto vari: pittura, scultura, installazioni, musica, teatro, danza, design, architettura, moda. Non mancano proposte ibride che uniscono arte a elementi come cibo e botanica, usati come strumenti culturali capaci di coinvolgere il pubblico su più livelli. Si punta anche a esplorare temi come il lavoro, la socialità, l’esposizione mediatica e le relazioni temporanee, tutte chiavi per ripensare l’abitare nel mondo di oggi.
I progetti selezionati a settembre 2026 avranno la possibilità di esporre a novembre nello Spazio Profumo, nuovo centro culturale milanese nato dalla riqualificazione dell’ex fabbrica Esperis, nel quartiere Barona. Qui, dove dal 1922 si producevano estratti naturali per cosmetica e farmaceutica, si apre ora uno spazio dedicato all’arte contemporanea e alla rigenerazione urbana.
Spazio Profumo è un segno tangibile di come l’arte possa dare nuova vita a luoghi industriali abbandonati, creando un ponte tra comunità, cultura e impresa locale. Il quartiere Barona si trasforma così in un laboratorio aperto dove le pratiche artistiche dialogano con la storia e il cambiamento della città, offrendo un palcoscenico ideale per i giovani artisti scelti.
Alessandro Ponti, presidente di Harley&Dikkinson, racconta che il progetto nasce da una riflessione sulle città sempre più urbanizzate ma spesso socialmente frammentate. Secondo Ponti, “la vera sfida urbana riguarda la socialità, fragile nonostante la densità delle persone.” Investire nei giovani artisti significa allora puntare su strumenti culturali capaci di interpretare e trasformare queste dinamiche.
HaHaA vuole accompagnare le nuove generazioni in un percorso di crescita e visibilità, costruendo un dialogo professionale e creativo. L’arte diventa così lo strumento per leggere gli spazi dell’abitare contemporaneo, trasformandoli in luoghi vivi, inclusivi e capaci di attivare relazioni sociali importanti. Per Ponti, “rigenerare spazi storici non è solo un intervento sull’edificato, ma restituire senso e valore ai luoghi, mettendo insieme cultura, impresa e territorio.”
Il Premio Habitat, Habitus, Arte – HaHaA si presenta come una vetrina per nuove pratiche artistiche e sperimentazioni legate alla vita urbana. Un invito a ripensare l’abitare come un’esperienza fluida e poliedrica. Milano ospita così un palco culturale fresco e aperto, in dialogo con altre città e con un pubblico attento alle trasformazioni sociali e culturali in corso.
Attraverso questo premio, il panorama artistico si arricchisce con contributi da background diversi, pronti a contaminare e rifondare modi di vivere e raccontare gli spazi. Il bando, aperto fino al 2026, vuole stimolare dialoghi multidisciplinari e pratiche innovative, alimentando il dibattito sull’abitare e le nuove forme di comunità. Spazio Profumo diventa così un vero e proprio laboratorio d’arte, dove si sperimenta e si costruisce un futuro più pluralista e dinamico.
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